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Se fosse un piatto
Dal profilo di Facebook

13 aprile: arriva Christian Frontino con la sua torta folle

Crostata o pandispagna? Questo è il dilemma per il mio compleanno!

Un po’ di ego qualche volta non guasta

Christian versione gattaro
Christian versione gattaro

Come sempre sono tante le cose di cui parlare: cronaca, arte, cultura, musica… Gli spunti non mancano mai e, infatti, abbiamo avuto modo di dedicare diverse ricette ai vari Avril Lavigne, Troye Sivan e Tom Holland.

Questo mercoledì, ad esempio, sarebbe decisamente facile approfittare dell’attesa uscita al cinema del terzo capitolo della saga di Animali Fantastici. Tuttavia, essendo troppo semplice come scelta, questa volta il sottoscritto si lascerà trasportare, una volta tanto, da un po’ di ego; sicché il piatto della settimana sarà dedicato a me medesimo, Christian Frontino, che esattamente oggi, mercoledì 13 aprile, compie per la quinta volta 29 anni.

Prima di arrivare alla parte gastronomica, tuttavia, non potrà mancare una nota autobiografica, redatta logicamente in terza persona (nessuno mi obbligava, ma l’idea non mi dispiaceva più di tanto).

Conoscendo meglio quel “simpaticone di Christian Frontino”

Once upon a time
Once upon a time

Era una fredda notte di aprile, buia e tempestosa, quando finalmente, alle 2.55, nacque Christian Frontino, ariete ascendente capricorno con luna in pesci, per gli appassionati di astrologia. Un bambino grosso che presto si sarebbe rivelato una peste, perlomeno fino alle elementari, quando la vivacità un po’ si placa.

Al Christian Frontino più calmo fa da spalla allo stesso tempo quello inaspettatamente portato allo studio (un modo medo brutale per dire secchione). Nel corso degli anni, specialmente alle superiori, insieme ad un carattere un pochino chiuso ed a passioni diverse da quelle dei coetanei, gli avrebbe provocato non pochi mal di pancia per via dei classici bulletti.

Per fortuna non sono però i soliti quattro idioti a intimorirlo, tant’è che reagisce mandando al diavolo chiunque si dimostrasse ostile; alzando una barriera di cinismo, contraltare di una buona dose di diffidenza (doverosa parentesi: il bullismo è una piaga, ma se da un lato io ero riuscito a reagire, molti altri non ce la fanno e soffrono a livelli insopportabili, quindi se se ne è vittima o si conosce qualcuno che lo è bisogna parlarne subito con le persone giuste).

Ecco quindi arrivare gli anni dell’università, decisamente più tranquilli a livello sociale, dove Christian Frontino, nonostante in origine volesse dedicarsi all’architettura, decide alla fine di studiare lingue orientali (giapponese) e relazioni internazionali.

Andando avanti con il curriculum vitae

Christian a Bake off
Christian a Bake off

E dopo una tesi sui processi decisionali relativi alla politica estera giapponese (l’argomento è più interessante di quanto possa sembrare), inizia quindi l’avventura nel mondo del lavoro di Christian Frontino. Inizialmente non particolarmente fortunata, ma del resto si sa com’è il mercato lavorativo italiano, con tutte le annesse frustrazioni di chi inizia a dubitare degli sforzi fatti da una vita.

Tra un lavoretto e l’altro arriva una prima svolta, resa possibile dalla passione per la pasticceria. Attraverso una buona dose di fattore C (che non sta per il nome) Christian Frontino viene scelto per partecipare alla quinta stagione del talent dolciario Bake off Italia, con Ernst Knam, Clelia D’Onofrio e Damiano Carrara in veste di giudici e Benedetta Parodi alla conduzione.

Diversamente da quanto si possa quindi pensare, le porte aperte dal programma non si sono aperte direttamente verso il regno dei dolci, ma su un mondo collaterale fatto di parole e scrittura, spesso e volentieri a tematica gastronomica.

Accanto a quest’ambito si è quindi affacciato, dopo uno dei periodi più neri, quello della storia, avviatosi con la collaborazione con una casa editrice di Torino con cui Christian collabora tutt’ora) e con tre libri in attivo, sempre a cavallo tra cibo e cronache storiche).

Se Christian Frontino fosse un piatto

Momento serietà
Momento serietà

Dopo avervi tediato a sufficienza è arrivato finalmente il momento clou, quello della ricetta, la cui scelta , nonostante il soggetto ispiratore, è stata più ardua del previsto.

Occorre però prima dedicarsi a un’ulteriore premessa, relativa ora al carattere (di c****) di Christian, che consta di tante di quelle sfaccettature da far impazzire anche il più bravo degli psicoanalisti.

Infatti, nonostante una base di calma e tranquillità, capita alla volte che l’autocontrollo si perda, dando vita a sfuriate devastanti in cui la parola pietà diventa un concetto oscuro e sconosciuto.

Accanto a questo abbiamo poi un umore alquanto ballerino, che, a dispetto della pioggia di freddure e allegria talvolta solo apparente, di tanto in tanto si perde in spirali di negatività degne di un brano di Lana Del Rey.

Con questo stato mentale, supportato da un innato sarcasmo, a cosa abbinare Christian se non a una torta alquanto insolita nata dalla fusione tra una crostata ai frutti di bosco e un pandispagna alla crema?

Si sta come d’autunno, sugli alberi, le sogliole

una delle mie freddure letterarie

Torta folle ma spesa normale

La crostorta
La crostorta

Vediamo allora il necessario per preparare, base per base, una torta da 20cm di diametro, adatta quindi a 6-8 persone.

Per la crostata, realizzata in pasta sablé, serviranno 250g di farina, 125g di burro ben freddo, 125g di zucchero, 1 uovo e la buccia grattugiata di un limone.

La parte di pandispagna, invece, sarà realizzata con l’impasto della torta 7: vasetti(dei quali uno farà da misurino), che richiederà 3 uova, 1 vasetto di yogurt bianco, 2 vasetti di zucchero, 2 vasetti di farina, 1 vasetto di fecola di patate, 1 vasetto di olio di semi, 1 bustina di lievito per dolci e la buccia grattugiata di un limone.

Quanto alla crema occorreranno 400ml di latte, 4 tuorli, 120g di zucchero, 40g di farina e la buccia di un limone.

Ultimo, ma di certo non per importanza, sarà una vaschetta di frutti di bosco o anche solo di fragole, a cui si può aggiungere qualche fogliolina di menta per decorare.

La crostorta passo dopo passo

Attenzione a non rompere nulla XD (scusa Benedetta)

Iniziamo subito con la sablé lavorando il burro, la farina e scorza di limone utilizzando la planetaria munita di foglia (oppure usare la punta delle dita) fino ad ottenere un composto sabbioso (questa fase è detta sabbiatura).

Unire lo zucchero, l’uovo e lavorare il tutto fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo, che andrà avvolto nella pellicola e fatto riposare in frigo per circa mezz’ora. Trascorso questo periodo stendere la pasta con uno spessore di circa 5mm, rivestire una tortiera a cerniera da 20cm di diametro precedentemente imburrata con la pasta (tenere i bordi alti). Bucherellare la pasta con i rebbi di una forchetta, rivestire con la carta da forno sia i bordi che il fondo e coprire di legumi secchi. Infornare a 180°C per 25-30 minuti, finché il guscio di frolla non sarà dorato. Far raffreddare.

Occupiamoci allora del pandispagna separare i tuorli dagli albumi. Montare gli albumi a neve. Montare anche i tuorli con lo zucchero e il limone, aggiungendo prima lo yogurt e successivamente l’olio a filo, continuando a montare. Aggiungere la farina, la fecola e il lievito setacciati. Incorporare quindi gli albumi. Imburrare e infarinare una tortiera a cerniera da 24cm di diametro e versarvi l’impasto, infornando a 180°C per 35minuti. Far raffreddare.

E con il forno abbiamo finito

Occhio ai dettagli
Occhio ai dettagli

Mentre le prime due preparazioni si raffreddano possiamo occuparci della crema facendo bollire il latte con la scorza di limone, lasciando quindi in infusione per qualche minuto. Sbattere i tuorli con lo zucchero e aggiungere la farina. Filtrare il latte e versarlo sul composto di tuorli in tre riprese, sempre mescolando. Riportare il tutto sul fuoco e continuare a mescolare finché la crema non si sarà ispessita. Rivestire un vassoio di pellicola e versarvi la crema (uno strato sottile ridurrà i tempi di raffreddamento) e ricoprire con altra pellicola a contatto con la crema (per evitare che si formi la pellicina). Far ovviamente raffreddare.

E ora non dobbiamo fare altro che assemblare: fissare il guscio di sablé al piatto con un cucchiaio di crema. Versare un velo di crema nel guscio di sablé. Ricavare dalla torta 7 vasetti delle fette spesse tra gli 1 e i 2cm e rivestire il fondo della torta. Coprire con la rimanente crema. Guarnire con i frutti di bosco e le fragole tagliate a metà. Ultimare disponendo dei cubetti di 7 vasetti avanzata.

Tanti auguri a me!!!

Per quanto riguarda la decorazione della torta, è possibile sbizzarrirsi come meglio si crede, aggiungendo foglioline di menta, spolverizzando con dello zucchero a velo o ancora utilizzando altri tipi di frutta. Un discreto senso estetico, comunque, è di sicuro di buon aiuto; in ogni caso, un ottimo punto di partenza è l’attenzione verso i colori.

Pronto allora il dessert, sul quale per l’occasione non ci starebbero male le candeline, è arrivato il momento dei saluti, per cui, sperando che questo eccesso di storie di una normale vita vissuta non siano state troppo soporifere, ci diamo come sempre appuntamento a mercoledì prossimo con Se Fosse un Piatto. Stay Tuned!

Concludiamo con quello che è un po’ il mio inno, Here’s to never growing up di Avril Lavigne

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