Molto felice per te

“Molto felice per te”: tutto quello che non ti dicono sulla maternità

Vademecum per neo e future mamme

Molto felice per te, da frase fatta a piacevolissima lettura estiva

Tempo fa mi sono imbattuta nella descrizione di un libro che aveva come parole chiave Londra, maternità, baby shower. Essendo amante dell’Inghilterra (un po’ meno dei baby shower) ma nel pieno della maternità, mi sono incuriosita e ho scaricato l’e-book (modalità di lettura ideale per la maternità, a proposito). Inoltre l’edizione italiana è a cura di Heloola Books, un progetto nato online che si è prefissato l’audace obiettivo di diventare una casa editrice indipendente.

Volevo quindi, nel mio piccolo, supportare la mission. Gli ingredienti per la classica lettura rosa dell’estate c’erano tutti: quattro amiche dai tempi del college che si ritrovano a festeggiare la gravidanza di Nicki, ognuna con le sue problematiche (l’influenza di Sex and the city è in ogni millennial che si rispetti). A parte le rimembranze sui “tempi che furono”, le storie che si intrecciano, e un piccolo giallo da risolvere, il tema centrale è sul lavoro più difficile del mondo: quello del genitore.

Molto felice per te

Il libro di Holly Bourne è perfetto per il ‘club delle mamme’

‘Molto felice per te’ è talmente intriso di “cose vere” che l’autrice, ho pensato, fa parte senza dubbio del club delle mamme. E infatti era proprio così, come spiega nei ringraziamenti. La maternità è vista da quattro angolazioni differenti, quella di Nicky che sta per partorire, quella di Charlotte alle prese con problemi di fertilità, quella di Steffi che si dichiara una convinta childfree, e quella di Lauren che è già immersa nel ruolo con il suo cucciolo a seguito. E’ proprio attraverso la figura di Lauren che Holly Bourne rivela tutte le magagne del caso, probabilmente suo alterego.

Il diario di Lauren

Lauren scrive un suo diario parallelo in cui racconta “tutto quello che non si dice”, toccando temi importanti come la depressione post partum, il trauma da parto, e il “lutto” della donna che c’era prima di diventare madre. Sicuramente edulcorando il tutto a prova di romanzo, ma tracciando sempre una linea veritiera. Lauren teme di essere giudicata, cruccio dei genitori moderni che vengono messi molto di più sotto la lente di ingrandimento rispetto a quelli del passato. Una volta non si faceva caso a tante sfumature, i figli venivano allevati nella “tribù” delle grandi famiglie, che si tramandavano saperi e soluzioni.

Lauren si sente sola di fronte alla lista di responsabilità alle quali è chiamata, in un mondo di iper informazione che ti elenca vademecum pedagogici a tamburo battente. Nel mondo dell’iper informazione nel quale inevitabilmente naviga anche la maternità c’è un consulente per tutto. Il bambino non dorme? Consulente del sonno. Il bambino non mangia? Consulente dello svezzamento. Il bambino ha un qualcosa di non definito? Osteopata pediatrico. Tutti rigorosamente presenti online a ricordarti cosa è giusto e cosa è sbagliato, perché anche se non hai mai richiesto una loro consulenza, l’algoritmo lo sa.

Ecco così che il genitore millennial, già annebbiato dal senso di colpa per qualunque cosa, si ritrova un surplus di informazioni (utili?). Ma non è facendo il genitore che si impara a essere genitore?

Il limbo della pre-gravidanza

Nicki invece è ancora in quel limbo bellissimo della gravidanza a termine, quello in cui ci si immagina come sarà il bambino, si ha ancora sufficiente tempo per scegliere cose inutili come il colore del lettino, ci si gode gli ultimi stralci di sonno. Ma il suo tempo dell’attesa, che è di per sé un tempo magico, nasconde dei colpi di scena che animeranno non poco il proseguo del libro.

Charlotte è la portavoce di tutte quelle donne che vivono la maternità dall’altro lato della barricata. Quelle che la sognano ma, sfortunatamente, non riescono a raggiungerla per problemi di fertilità. Si ritrova quindi a idealizzarla con ossessione. E infine c’è Steffi, la quota childfree del gruppo, dedita alla carriera, nessun rapporto ufficiale a farle da intralcio. Ma è questa la vera libertà? Se è altrettanto vero che la felicità è tale se condivisa? (Cit.).

‘Molto felice per te’ è ironico, tagliente, in parte surreale e, se hai tra i 30 e i 40 anni, è sicuramente una buona lettura per fare “il punto della situazione” e capire quale delle quattro protagoniste sei, nel bene e nel male. Enjoy the book.

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