ARTICOLO
Se fosse un piatto
Salem

Non dire gatto se le tartine di Salem non sono nel sacco

Idee carine per tartine feline ispirate ad un gattino di una serina televisivina

Gatto che parla, comanda

Salem e Sabrina
Salem e Sabrina

Dopo una lunghissima passeggiata con il cane siamo pronti a riprendere il nostro cammino per le vie del gusto tra attori, cantanti, stilisti (con i quali abbiamo riempito già un vasto elenco, da Taylor Swift a Vivienne Westwood) e non solo, come abbiamo appunto dimostrato entrando nel regno dei nostri amici a quattro zampe.

A tal proposito, volendo mantenere il medesimo orientamento, ci è venuto praticamente naturale (dopo esserci occupati di pastori tedeschi, collie e chihuahua) dedicare il dovuto spazio a sua maestà il gatto, sovrano indiscusso della casa, nonché delle fusa e delle artigliate a tradimento (somministrate tra una coccola e l’altra).

Se però a livello canino ci siamo tenuti un po’ più sul generico, per quanto riguarda il gatto andremo invece ad approfondire le vicende di uno tra i più famosi del mondo della televisione, ossia Salem Saberhagen, personaggio tra i più amati della serie Sabrina, Vita da Strega.

Gatti tra set e riprese

Gli Aristogatti

Come in effetti abbiamo già avuto modo di dire a proposito degli attori cani, è risaputo come questi ultimi siano tendenzialmente più portati alla recitazione, specialmente per il fatto di eseguire i comandi frutto di ore e ore di addestramento, tuttavia, ciò che non bisogna dimenticare è che, seppur su scala minore, esistono anche moltissimi film in cui è il gatto a farla da padrone, o perlomeno da comprimario.

Tornando indietro negli anni della storia del cinema, aldilà dei lungometraggi animati come gli Aristogatti, salta subito all’occhio un grande classico, tale Il gatto milionario, commedia del 1951 in cui proprio un gatto eredita una fortuna comprendente, tra le varie cose, anche una squadra di baseball.

Con un balzo felino di circa un decennio e mezzo arriviamo dunque a un altra perla del suo genere, consistente nella pellicola disneyana FBI Operazione Gatto, in cui un elegante siamese si rivela fondamentale per salvare una cassiera di banca presa in ostaggio da alcuni malviventi.

Aiuti dalla tecnologia

La mia Taylor
La mia Taylor

Tornando quindi verso tempi un po’ più recenti, la filmografia a tema gatto non ha di certo incontrato battute d’arresto, al contrario, si è vista arricchita di altri cult (nel bene e nel male) tra i quali spicca in prima battuta A spasso con Bob, campione d’incassi trainato da uno splendido gattone rosso (esattamente come la mia Taylor, ndr).

Specialmente negli ultimi anni, la recitazione felina si è vista sempre più spesso aiutata, oltre che da mici in carne, ossa e baffi, anche dalla computer grafica, grazie alla quale scene che altrimenti avrebbero necessitato di una mole spropositata di ciak sono state drasticamente semplificate.

Tralasciando quindi il caso a sé stante del pigro Garfield, ecco venire alla luce Una vita da gatto, con un Kevin Spacey intrappolato nella classica trama in stile Freaky Friday declinata in salsa Viskas, e Come cani e gatti, la cui storia si sviluppa, ça va sans dire, sull’antica guerra tra cani e gatti, con questi ultimi in veste di antagonisti, con una parziale riabilitazione nel sequel (con Bette Midler nel cast dei doppiatori).

Un petulante gatto nero

Salem, petulante gatto nero
Salem, petulante gatto nero

Ma veniamo quindi al gatto principale della serata, ossia il nostro Salem, il quale spesso e volentieri ruba la scena alla protagonista della sua stessa serie, Sabrina Spellman (al secolo Melissa Joan Hart), specialmente per via del suo forte e pungente umorismo.

A ben vedere, tuttavia, il nero gatto parlante, che ovviamente riprende l’immaginario comune che vede questo tipo di animale come il compagno ideale di una strega, in teoria, non sarebbe un miagolante quadrupede, bensì uno stregone trasfigurato in felino come punizione per aver tentato di conquistare il mondo.

Nonostante questo lato umano, Salem è ormai a tutti gli effetti un gatto, e come tale è rappresentato sia da un animale vero e proprio, utilizzato per le principali scene in movimento, sia da un pupazzo, doppiato nella versione originale da Nick Bakay, protagonista dei principali momenti comici.

Forse più marginale ma comunque onnipresente è inoltre il Salem del reboot in chiave più dark de Le terrificanti avventure di Sabrina, in cui rappresenta un famiglio che prende le sembianze di un gatto e che più volte aiuterà la giovane mezza-strega.

Sabrina: Salem, sei di nuovo stato nel mio armadio?

Salem: Sì, e allora?

Sabrina: Hai rovinato il mio maglione natalizio preferito!

Salem: Sì, e allora?

Sabrina: Significava molto per me!

Salem: Allora non avresti dovuto nasconderci il tuo diario sotto.

Da Sabrina , Vita da Strega

Se Salem fosse un piatto

mangiare per gatti
Tapenade

Dopo aver quindi ripercorso qua e là impronte di gatto, a partire da quelle del goliardico Salem, è arrivato il momento di abbinargli la ricetta del giorno, o meglio, le tre ricette (tra l’altro 3×3 fa 9, come le vite di un gatto, giusto per dire) che potrebbero a loro modo rispecchiarlo.

Si tratta nello specifico di un tris di tartine rispettivamente con tapenade, mousse di tonno e mousse di salmone, scelte in primo luogo perché i gatti in genere amano sia il pesce, sia le olive (ingrediente principale della tapenade).

Oltre al gusto felino, bisogna poi tenere a mente come sempre la tapenade, condimento tipico della Provenza, caratterizzato da un gusto intesto e deciso dovuto alla presenza di capperi e acciughe, che all’occorrenza può essere reso ancor più graffiante (come appunto l’umorismo di Salem) tramite l’aggiunta di un po’ d’aglio.

Non dire spesa se non ce l’hai nel carrello

Mousse al salmone
Mousse al salmone

Armati quindi di borse della (possibilmente riutilizzabili) andiamo di corsa al supermercato per preparare circa 24 tartine, ossia almeno 8 per tipo.

Come prima cosa serviranno ovviamente 24 fette di pane (in questo caso ci si può sbizzarrire con le variazioni, utilizzando in alternativa gusci di pasta brisé, tartine più piccole, svoglia, mini crepes e chi più ne ha più ne metta), mentre per la tapenade serviranno 250g di olive nere denocciolate, 20g di acciughe sott’olio, 50g di capperi sotto sale, mezzo spicchio d’aglio (o uno intero) e 180ml di olio EVO.

Per quanto riguarda invece le mousse, occorreranno rispettivamente 100g di salmone affumicato, 100ml di panna fresca, 250g di formaggio spalmabile, un rametto di aneto, sale e pepe quanto basta e un vasetto piccolo di uova di lompo (per decorare, facoltativo), oltre che 200g di tonno sott’olio, ulteriori 120g di formaggio spalmabile, 6 capperi sotto sale, 1 ciuffo di prezzemolo, sale quanto basta e la scorza di mezzo limone grattugiata.

Un po’ di ispirazione francese

mousse e tartine
Mousse al tonno

Iniziamo con il primo condimento, la tapenade, per cui l’ideale sarebbe utilizzare mortaio e pestello, eventualmente sostituibili con un ben più semplice frullatore. Unire quindi nel mortaio le olive, i capperi sciacquati con cura, l’olio, le acciughe e l’aglio, pestando il tutto fino a ottenere un composto abbastanza cremoso (più lo si lavorerà più la grana sarà fine).

Dopo questa fase preparatoria dedichiamoci quindi alla prima mousse, frullando il formaggio spalmabile con il salmone, l’aneto, il sale e il pepe. Montare la panna a neve ben ferma e incorporarla con una spatola al composto di salmone, avendo cura di non smontarla.

Eccoci quindi alla seconda mousse, che andremo sempre a preparare con il nostro caro amico frullatore; qui dovremo unire il tonno debitamente sgocciolato, i capperi sempre sciacquati con cura, il prezzemolo e la scorza di limone. Regolare di sale e disporre in frigo tutte le mousse fino al momento di servire.

Rustico ma anche fine

Adesso che tutte le basi sono pronte non ci resta che tostare il pane (anche in questo caso, all’occorrenza, si può anche decidere di saltare questa fase) e distribuire sulle tartine le tre preparazioni.

A questo punto, a seconda che si scelga una presentazione più o meno elaborata, si possono semplicemente farcire i nostri stuzzichini con dei cucchiai di tapenade e di mousse, che in alternativa possono anche essere distribuiti con l’ausilio di altrettante sac à poche munite di bocchetta a stella.

Ultimo tocco, la decorazione, che può essere realizzata con dei pezzi di oliva o con delle acciughe extra per quanto riguarda la tapenade, con delle uova di lompo per il salmone, o ancora con del prezzemolo relativamente al tonno.

Tempo allora di impiattare in un bel vassoio da portata e siamo pronti a goderci un po’ di fusa, in attesa del nostro prossimo appuntamento del mercoledì. Stay Tuned!

Sempre a proposito di gatti, ecco Macavity, da Cats, cantato da quella gattara DOC di Taylor Swift
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