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Robert Smith! Chi è costui?
Malgrado siano formalmente una band, i The Cure gravitano fortemente intorno al loro fondatore, il cantante e polistrumentista Robert Smith, unico membro fisso del gruppo. Fondati nel 1976 a Blackpool, quando Smith ha solo 17 anni, i The Cure si barcamenano nella neonata scena new wave/post-punk inglese nata in conseguenza della rivoluzione punk. Il gruppo passa velocemente dall’alternativa indie del loro lavoro d’esordio, ‘Three Imaginary Boys’ (1979), e dei primi singoli come ‘Killing an Arab’ e ‘Boys Don’t Cry’, al gotico elettronico di ‘Seventeen Seconds’ (1980) e ‘Faith’ (1981), uno dei loro primi capolavori.

Sempre più nella spirale del gotico
Verso la metà degli anni ’80, i The Cure si riprendono dalla loro discesa nell’inferno esistenziale della musica gotica, che aveva portato il gruppo vicino all’autodistruzione con l’uscita di ‘Pornography’ (1982), e si convertono velocemente alla nuova moda del momento, il synthpop. ‘Pornography’, che meriterebbe un articolo a parte, è un capolavoro del post-punk tutto, un album denso di toni apocalittici, cacofonici, claustrofobici e disperati: è sullo stesso livello di depressione spirituale dei Joy Division di ‘Unknown Pleasures’, che preferivano però atmosfere più rarefatte e compresse.

Arriva la svolta pop
Tra novembre 1982 e ottobre 1983, i The Cure pubblicano la cosiddetta ‘trilogia fantasy’ (‘Let’s Go to Bed’, ‘The Walk’ e ‘The Love Cats’), tre singoli dal gusto decisamente pop, synthpop i primi due e più swing/jazzante il terzo: la trilogia è riassunta nell’EP ‘Japanese Whispers’. Sull’onda del successo e del cambio d’immagine, il gruppo pubblica, con una formazione non particolarmente stabile, ‘The Top’ (1984), un album tutto sommato eclettico ma forse tra i più deboli della discografia. Vale comunque la pena ricordare il rock atipico di ‘Shake Dog Shake’, la ninna-nanna lisergica di ‘Dressing Up’ e l’insolita ‘The Caterpillar’. ‘The Top’ contribuisce a far accettare ai fan la svolta pop del gruppo, comunque forte delle doti compositive di Smith, decisamente non banali.
Yesterday I got so old
I felt like I could die
Yesterday I got so old
It made me want to cry
—
Ieri mi sentivo così vecchio
Che pensavo di morire
Ieri mi sentivo così vecchio
Che mi veniva da piangere
‘In Between Days’, The Cure
Un periodo davvero d’oro
Con ‘The Head on the Door’ (1985), i The Cure inaugurano il loro periodo d’oro a livello commerciale. Smith, particolarmente ispirato dalle sonorità dei New Order e dalla sua breve militanza nei Siouxsie and the Banshees, scrive un vero e proprio compendio di pop inglese destinato a restare tra gli apici della discografia dei Cure. Brani come ‘In Between Days’ e ‘Close to Me’ restano tra i più celebri del gruppo: il primo è effettivamente nello stile ibrido post-punk/synthpop dei New Order di ‘Movement’, mentre il secondo è un ballabile pop quasi minimale nella sua struttura, reso famoso anche da un bizzarro videoclip che raffigura i membri del gruppo chiusi in un armadio che lentamente affonda in mare riempiendosi di acqua. Nell’album troviamo anche ‘Push’, un frizzante pop rock, ‘The Blood’, una sorta di flamenco con abbellimenti elettronici e ‘Sinking’, che ricorda un po’ i vecchi Cure gotici.

‘Baciami ancora’, regia di Robert Smith
L’apice pop dei The Cure viene raggiunto con il successivo doppio album ‘Kiss Me, Kiss Me, Kiss Me’ (1987), che trasforma la band in un gruppo da arena con un tour mondiale di enorme successo. L’album, anche grazie alla sua lunghezza doppia, ha la possibilità di essere ancora più eclettico del precedente e da questo punto di vista assolutamente non delude. Smith azzecca una ballata memorabile come ‘Just Like Heaven’, dedicata alla moglie, la sviolinante ‘Catch’, il synthpop euforico di ‘Why Can’t I Be You?’ e la nichilista ‘How Beautiful You Are’. Non mancano le citazioni al gotico come ‘Like Cockatoos’ e ‘Icing Sugar’, che sembra una versione acustica di un ipotetico brano di ‘Pornography’ e il dance-funk di ‘Hot Hot Hot!!!’. Da citare anche ‘The Perfect Girl’, la cui cover ora impazza su TikTok. Il successo spropositato dell’album e le ambizioni artistiche di Smith, che punta a realizzare il suo capolavoro artistico prima dei 30 anni, porteranno il gruppo a cambiare nuovamente direzione musicale, ma questa è un’altra storia…

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