ARTICOLO
Se fosse un piatto
Karl Lagerfeld

Karl Lagerfeld 4ever: un ‘dolce’ mito intramontabile

Riflettendo l'eleganza in un dessert

Karl Lagerfeld: un nome tra i grandi

Karl Lagerfeld
Karl Lagerfeld

Terminata la fashion week potremmo quasi pensare a richiudere nell’armadio haute couture e prêt-à-porter fino alla prossima stagione. Tuttavia, quella moda verso la quale ci siamo avvicinati grazie a Heidi Klum e Vivienne Westwood, non è un qualcosa da prendere in considerazione solo per una manciata di giorni all’anno poiché la nostra stessa vita, volenti o nolenti, subisce a suo modo l’influenza di un determinato stilista piuttosto che un altro.

In seno a quella che può essere definita a pieno titolo una forma d’arte, alcuni nomi come Yves Saint Laurent, Coco Chanel o Cristóbal Balenciaga (giusto per fare qualche altisonante esempio) sono riusciti a raggiungere vette di fama e di gloria che li hanno resi letteralmente immortali, esattamente come colui che sarà la fonte di ispirazione della ricetta di questa settimana, ossia l’ indimenticato Karl Lagerfeld, vera e propria eminenza che, oltre a dirigere il suo stesso marchio personale, si è altresì occupato di numerose altre maison iconiche (basti pensare a Fendi oppure a Chanel).

Le origini della leggenda

A spasso nel tempo
A spasso nel tempo

Sebbene l’anno di nascita di Karl Lagerfeld non sia un dato certo (parliamo comunque degli anni Trenta del Novecento), sicuro è invece il luogo di nascita, coincidente con una Amburgo che non da molto aveva visto l’avanzata del potere nazista.

Dopo un’infanzia vissuta in uno dei periodi più tragici della storia (il cui spettro mai come ora potrebbe essere più vivo), ecco come Karl, assieme alle madre, si trasferisce nel 1953 a Parigi, città secolarmente riconosciuta per le sue avanguardie culturali ed artistiche, moda compresa.

È proprio nella Ville Lumière che emerge un innegabile talento nella di moda, palesatosi con la vittoria in diversi concorsi (come quello per la realizzazione di un cappotto che gli avrebbe fruttato un posto da Pierre Balmain).

Grazie ad una serie di prime esperienze con i grandi stilisti e profumieri dell’epoca, complice anche il cospicuo patrimonio di famiglia, il giovane Karl riesce a mettersi in proprio, aprendo la sua prima bottega parigina, che sarebbe diventata il trampolino verso l’eternità.

La moda è come la musica: tante note con cui giocare. E ognuno può comporre la sua melodia.

Karl Lagerfeld

La ricetta dell’immortalità

Davanti all'obbiettivo con l'obbiettivo
Davanti all’obbiettivo con l’obbiettivo

La svolta per lo stilista arriva nel 1980, anno che vede definitivamente nascere l’etichetta di Karl Lagerfeld, dedicata tanto a profumi quanto a capi d’abbigliamento.

In un crescendo al quale si accompagna parallelamente la passione per la fotografia, coltivata ad un livello decisamente professionale, tra sfilate a cui prende parte il fior fior delle modelle, si arriva alla già citata collaborazione con Chanel e Fendi (di cui Karl diventa il direttore creativo). A questa si aggiunge quella con Chloé, il tutto passando attraverso la realizzazione di capi esclusivi per star internazionali come Madonna o Kylie Minogue.

Questa serie di attività artistiche, ovviamente, non ha fatto altro che portare ad una serie di dovuti riconoscimenti. Questi non possono essere solo traducibili nel successo delle varie creazioni, ma anche in onorificenze conferite al valore civile tanto dalla nativa Germania (all’epoca della Croce al Merito ancora Repubblica Federale Tedesca, quanto dalla patria elettiva, cioè la Francia.

Se Karl Lagerfeld fosse un piatto

Passando in questo modo attraverso modelli, tessuti, essenze e gioielli, ma anche tra scatti ed un crescente interesse verso l’ambito dell’editoria, è infine giunto il momento di associare la ricetta della settimana a Karl Lagerfeld, mito purtroppo scomparso nel febbraio del 2019, ma non per questo dimenticato, al contrario, definitivamente consacrato nel pantheon della moda.

Con Choupette
Con Choupette

Al di là dell’amore per i gatti, in particolare per Choupette, Sacro di Birmania che oltre ad aver ereditato una fortuna ha altresì ispirato parecchi capi e accessori, il piatto di oggi riprende soprattutto l’eleganza dei capi di Karl. Specialmente delle sue camice dalle linee eleganti e slanciate, da lui particolarmente sfoggiate negli ultimi anni.

Parlando quindi di pietanze scenografiche dalla sagoma che punta verso l’alto non può che saltar subito fuori un dessert francese noto appunto per tali caratteristiche: il croquembouche, piramide di bignè (per l’occasione farciti con della crema allo zabaione), saldati tra loro grazie a del caramello croccante che, ça va sans dire, scrocchia letteralmente in bocca.

L’appetito vien mangiando, le idee vengono facendo: non è passando due settimane in spiaggia che arriva l’ispirazione. Non ho assistenti che disegnano al computer: disegno tutto io a mano, per spiegare alla persona responsabile di ogni dipartimento – ricami, bottoni, borse, gioielli eccetera – che cosa deve fare. Faccio fotografie, faccio libri. E mi diverto.

Karl Lagerfeld

Prima gli ingredienti

Colletto slanciato
Colletto slanciato

Per prima cosa è bene far tappa (come di consueto) al supermercato, dove faremo acquisti in vista di una sessantina di bignè.

A tal proposito, per la pasta choux serviranno 6 uova, 1 pizzico di sale, 1 cucchiaino di zucchero, 300ml d’acqua, 150g di burro e 200g di farina 00.

Per quanto riguarda invece la crema allo zabaione occorreranno 80g di amido di riso, 8 tuorli (per non sprecare gli albumi si possono fare delle meringhe), 350ml di Marsala secco, 650ml di latte, 200g di zucchero e 250ml di panna da montare.

Infine, per il caramello, si avrà bisogno di 350g di zucchero e di 70ml d’acqua. Relativamente poi alle attrezzature, nel caso in cui non le si avessero in casa, bisognerà acquistare almeno un paio di sac à poche con tanto di bocchetta liscia da 1cm e di bocchetta da farcitura, oltre che la carta da forno.

Dalla base alla vetta

Croquembouche
Croquembouche

Iniziamo allora con la pasta per i bignè: bisognerà unire in pentolino acqua, zucchero, sale e burro, portando il tutto a ebollizione. Aggiungere quindi la farina in una volta sola, mescolando fino a ottenere un impasto che dovrà staccarsi dalle pareti della pentola.

Trasferire in una ciotola e far raffreddare, dopodiché unire un uovo alla volta, avendo cura di incorporare per bene prima di aggiungere quello successivo.

Riempire una sac à poche munita di bocchetta liscia da 1cm con l’impasto e formare dei mucchietti ben distanziati su una placca ricoperta di carta da forno.

Smussare delicatamente la punta dei bignè con il dorso di un cucchiaino bagnato e infornare a 220°C per 15 minuti, evitando di aprire il forno in questo lasso di tempo. Abbassare la temperatura a 190°C e cuocere per altri 10 minuti.

Spegnere il forno e lasciavi asciugare i bigné per 30 minuti tenendo lo sportello leggermente aperto. Sfornare a lasciar raffreddare completamente.

Anche la crema ha bisogno dei suoi tempi

Crema in preparazione
Crema in preparazione

Mentre i bignè cuociono ci si può occupare della crema, iniziando con lo scaldare in un pentolino il latte con il Marsala.

Lavorare in una ciotola i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Incorporare l’amido e versarvi quindi a filo il composto di latte e Marsala, mescolando continuamente.

Trasferire la crema in un pentolino e cuocere a fuoco basso finché non si sarà ispessita, avendo cura di continuare a mescolare.

Coprire con della pellicola a contatto direttamente con la crema e far raffreddare completamente. Montare la panna a neve ben ferma e incorporarla alla crema ormai ben fredda. Conservare in frigorifero fino al momento di assemblare.

A questo punto preparare il caramello facendo fondere lo zucchero con l’acqua in una pentola d’acciaio a fondo spesso fino a ottenere un colore ambrato.

Diamo forma alla struttura

Bignè
Bignè

Eccoci quindi al gran finale! Per prima cosa riempire una sac à poche munita di bocchetta da farcitura (assomiglia quasi alla versione gigante di un ago da siringa) con la crema, andando a riempire i bignè “infilzandoli” alla base, facendo però attenzione a non eccedere con le quantità.

Intingere rapidamente la parte superiore dei bignè nel caramello, facendo ovviamente attenzione non bruciarsi, disponendoli su un piatto da portata unendoli tra loro (il caramello farà appunto da collante, però bisogna essere veloci in modo che non si solidifichi).

Dopo aver creato una base si potrà quindi salire in altezza, utilizzando all’occorrenza strutture in polistirolo o in cartone come sostegno.

Infine, nel caso in cui si avesse una buona manualità, è possibile decorare il croquembouche realizzando dei fili di zucchero con il caramello avanzato con l’ausilio dei rebbi di una forchetta.

E dopo questa faraonica impresa dedicata a Karl Lagerfeld siamo pronti per i saluti, in attesa della ricetta di mercoledì prossimo. Stay Tuned!

Arrivati a questo punto gli applausi sono d’obbligo e quindi, Lady Gaga con Applause

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