distribuzione discografica storia

La distribuzione discografica e la storia delle sue origini (1877-1950)

Flashback per una visione globale di quello che è successo nei primi 73 anni

This entry is parte 2 di 5 in the series Storie di dischi

La storia della distribuzione discografica ha inizio ancora prima che la musica diventasse un prodotto fisico di consumo per la massa. Siamo costretti a tornare per un attimo ai primi dell’800 e analizzare il contesto sociale nel quale è avvenuta la nascita di questa nuova industria.
Fino al XIX secolo, occorre precisare che l’unico mezzo per poter fruire della musica era quello di recarsi in un luogo in cui la musica veniva eseguita meccanicamente per poterla apprezzare. Ma è anche vero che, a questo punto, siamo nel boom della Rivoluzione Industriale e cambiano drasticamente le richieste del pubblico.

La svolta

Nel 1877, Thomas Edison presenta il fonografo: un dispositivo che incide su un cilindro e consente di registrare e riprodurre suoni. All’inizio, Edison pensa a un utilizzo per scopi pratici – come la dettatura di lettere – ma ben presto ci si accorge del suo potenziale in campo musicale.

Come abbiamo già visto nel primo articolo di questa serie, sarà Berliner (10 anni dopo) a brevettare il grammofono che si differenzia dal fonografo per il tipo di supporto utilizzato per ascoltare la musica, ovvero il disco. Molto più pratico e replicabile del cilindro di Edison.

Berliner fonda la Berliner Gramophone Company, che sarà la madre di molte evoluzioni future. La vera svolta è che i dischi, essendo riproducibili in grandi quantità, pongono le basi per la distribuzione musicale su larga scala. La musica inizia a diventare un prodotto industriale. È a questo punto che nascono le prime aziende discografiche, spesso legate a produttori di dispositivi di ascolto.

berliner gramophone company storia della distribuzione discografica
Vintage antique aquamarine gramophone phonograph turntable on background. 90’s concepts. Vintage style filtered photo. Concept on the theme of history, nostalgia, old age. Retro style.

La Columbia Records Fondata nel 1887 negli Stati Uniti, è una delle prime a distribuire registrazioni musicali. Nasce inizialmente per vendere fonografi e cilindri, ma già agli inizi del Novecento inizia a stampare i dischi a 78 giri. Columbia sarà una delle prime a costruire un vero catalogo di artisti e a vendere dischi in maniera strutturata.

La Victor Talking Machines diventa celebre per il suo logo, il cagnolino che ascolta il grammofono – “His Master’s Voice”. L’azienda conquista il mercato grazie a un’operazione visionaria: registrare Enrico Caruso, uno dei primi cantanti a diventare una star mondiale della discografia. È con Caruso che nasce l’idea dell’artista come prodotto. In fine la Edison Records (ne abbiamo parlato nel primo articolo di questa serie).

In questa prima fase assistiamo all’avvento di due colossi dei quali approfondiremo la storia in articoli specifici che possano raccontare nel dettaglio dei fatti che hanno avuto dell’incredibile. Il primo è senza dubbio la RCA. Nel 1929, negli Stati Uniti, la RCA – Radio Corporation of America acquisisce Victor. Nasce così RCA Victor, che diventerà una delle più influenti case discografiche del mondo. RCA porterà avanti un processo di integrazione verticale: possiede studi di registrazione, linee di produzione, e una vasta rete distributiva. RCA sarà anche tra le prime a unire radiofonia e discografia, anticipando un modello promozionale che diventerà standard nel dopoguerra.

Poi impossibile non citare la britannica EMI se pensiamo oltretutto che nasce nel 1931, in Inghilterra, quando avviene una fusione epocale: Columbia Graphophone Company e The Gramophone Company si uniscono, dando vita, appunto, a EMI – Electric and Musical Industries. Con sede a Londra,s diventerà una delle major storiche. Controllerà etichette come Parlophone (dove esordiranno i Beatles) e His Master’s Voice (HMV).

In questa fase iniziale, la distribuzione discografica è ancora relativamente semplice ma capillare. I dischi si vendono nei negozi di musica, negli empori, oppure per corrispondenza, tramite cataloghi illustrati. Le grandi etichette iniziano a stipulare accordi con distributori regionali, costruendo una rete commerciale che copre ampie porzioni di territorio.

Nascono i cataloghi editoriali, che propongono ai clienti dischi da ordinare direttamente per posta. È il primo passo verso una distribuzione organizzata e scalabile, che mette le fondamenta per quello che sarà il boom nella nostra storia degli anni Cinquanta.

La prima fase nella storia della distribuzione discografica e le considerazioni finali

In sintesi possiamo dire che la distribuzione discografica nasce assieme all’industria della riproduzione sonora. Le prime etichette non sono solo aziende musicali: sono imprese tecnologiche, meccaniche, editoriali e commerciali. Gestiscono tutta la filiera: dall’artista al disco, fino al punto vendita. Questa struttura verticale sarà una costante del settore fino alla rivoluzione digitale del XXI secolo. Ma già nei primi cinquant’anni di vita, l’industria discografica si internazionalizza, si struttura e prepara il terreno per diventare uno dei più potenti strumenti culturali del Novecento. Alla prossima puntata di Storie di Dischi.


Storie di dischi

Edison e la musica: dall’intuizione al fallimento in discografia nel 1930 L’era delle Major discografiche e il boom del primo dopoguerra (1950-1980)

Riproduzione Riservata ®

Altri articoli in
Aiutaci a crescere!
Aiutaci a crescere!
Aiutaci a crescere!
Aiutaci a crescere!
TELEGRAM
@where_magic_happens
RICEVI TUTTI GLI ARTICOLI IN TEMPO REALE!
Canale Telegram Ufficiale