tunnel simba la rue

Simba La Rue e l’album del 2024

Mohamed Lamine Saida dà inizio all'anno

di Melpot Cosmos

Simba La Rue

Mohamed Lamine Saida, in arte Simba la Rue, è ormai sulla bocca di tutti.
Purtroppo, spesso, per motivi che lo rappresentano ma non ne danno l’idea giusta.
Simba non è un particolare amante delle leggi italiane, difatti è stato recentemente condannato per dei reati commessi secondo la corte di Milano.
Mi trovo a riportarlo anche io, essendo comunque la prima cosa si trovi nei motori di ricerca appena viene inserito il suo nome, alle volte prima della sua carriera artistica o delle sue ultime uscite.

Un tunnel infinito

E forse è questo ciò che spinge a sentirsi in un tunnel, in una spazio liminale infinito in cui non si può uscire, condannati sempre e comunque ad essere un criminale, anche se iniziata un’altra carriera.
Un plauso va quindi subito alla copertina del disco, che riprende le ambientazioni delle “backrooms”, enormi spazi vuoti in cui non esiste nulla se non la ripetizione stessa delle stanze, in un loop infinito in cui la fuga è proibita.

Una voce fondamentale del contemporaneo

Credo che questo tipo di racconto, insieme a quello di Baby Gang, sia essenziale per il nostro momento storico musicale e culturale.
Una voce fuori dal coro, fuori dalla società, che racconta con dettaglio cosa significa nascere e crescere nella sua situazione. La vita dei ragazzi di seconda generazione tra scelte sbagliate a cui non possono più rimediare e violenza, il tutto raccontato tramite il genere del momento.
Un fenomeno accettato per l’enormità dei numeri che porta, ma mai veramente interiorizzato dalla società italiana.
Simba la Rue quindi non è un esempio fa seguire, non è un personaggio da emulare, ma ciò che ha vissuto esiste e va raccontato.
E ora, per tutti, passiamo alla pagella.

I featuring all'interno di Tunnel, foto fa Instagram di Simba la Rue
I featuring all’interno di Tunnel, foto da Instagram di Simba la Rue

La pagella, ma nessun voto

Tunnel
Forse il mio brano preferito. La strumentale ti fa subito sentire la claustrofobia, spezzata solo dalla voce di Simba, più aggressivo che mai. Un incubo senza luce alla fine, un’ottima intro.

Shopping – Ft. Guè
L’inizio è talmente incredibile che a mio avviso neanche il featuring con Guè può mantenere il livello. Interessante ma enttambi potevano dare di più.

Soldi a Casa – Ft. Ghali
Ghali sempre di più 2016, interessante ma con la drill non si sposa perfettamente. Interessante gli scambi e lo slang, ma anche qua credo si potesse fare qualcosa in più. Un beat accompagna tutto perfettamente, abissale.

Submariner
Duro classico brano di Simba, doveroso e colmo di odio. Anche se alla lunga un po’ risulta stucchevole.

Batiment – Ft. Sfera
Un brano di introspezione con il campione indiscusso Sfera: interessante la scelta, ma non sento in perfetta forma il rapper di Cinisello. Che ci metta una settimana in più a fare doppio platino?

Free Esco Free Baby
Due minuti, con un messaggio chiaro. Preciso, senza fronzoli, duro e funzionale.

Beccaria – Ft. Baby Gang
Probabilmente la collaborazione più azzecata, i due sono sempre perfetti a scambiarsi, anche su un mood meno aggressivi. Una necessità di capire la propria punizione, dovendola sempre accettare.

No Mix No Master
Il brano è esattamente quello che è descritto nel titolo.
Simba suona perfettamente nonostante la brutalità del brano, dimostrando come questi brani veloci e drill siano il suo ambiente perfetto.

Agitato
Ecco, non credo ci fosse bisogno di aggiungere anche i singoli a un album che conta 16 tracce, si rischia troppo di stuccare e di non evidenziare le nuove uscite.

Ninja Plaquette ft. Boy Mass
La connessione con la Francia sempre più forte, in un delirio di slang tra francese e italiano, in un elegante streettalk su base.

Freestyle
Ammetto che la stanchezza sopraggiunge a questo punto del disco, e forse Freestyle è interessante ma non aggiunge più nulla alla formula.

Levante – Ft. Paky
Rimane l’identico problema di “agitato”, poteva comodamente rimanere fuori dal disco.

Kalashnikova
Un quadro da incubo, una vita che non vorresti vivere: Simba si sbottona sul suo passato e riconosce il suo futuro.
Si delinea questo villain col passato buio come la notte, quasi a voler lasciare un pezzo di sè a chi è arrivato così lontano nell’ascolto.

Latitante
Forse una delle prime strumentali che non mi convince a pieno, un po’ troppo dancehall, ma apprezzo come si provi a cambiare la struttura dei brani alla quindicesima canzone del progetto. Però si poteva fare meglio.

Hood – Ft. Tedua
Cambia il mood delle basi con una delle migliori del progetto, con suoni più distesi, onirici. Ma al contrario i testi dei due rapper non si calmano, rimanendo completamente aggressivi.

Amore di Mamma
Per quanto mi riguarda, solo l’idea di chiudere “Tunnel” con un brano dal titolo simile fa guadagnare dei punti.
Una dedica alla propria mamma, anche se quella ripetizione di “male” un po’ mi fa ridere.

“Mamma guerriera mi ha donato la forza”

Riproduzione Riservata ®

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