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L'inverno dei leoni

L’inverno dei Leoni di Stefania Auci: l’epilogo della saga

Dopo l'apice del successo raggiunto, la parabola dei Florio è giunta al suo declino.

Stefania Auci

Da siciliana non posso che esprimere l’ammirazione e l’orgoglio che provo nei confronti di Stefania Auci. La sua carriera di scrittrice ha preso il volo solo recentemente, con il successo mondiale de I Leoni di Sicilia seguito lo scorso anno da L’inverno dei Leoni. La passione per la scrittura è sempre stata presente nella sua vita. Della sua vita privata si sa veramente poco, è molto riservata e nel corso delle interviste da lei rilasciate, ama parlare più delle sue opere e della sua Palermo che di se stessa. Nata a Trapani il 21 novembre 1974 ha trascorso qui la prima parte della sua vita, frequentando il liceo classico Ximenes della sua città.

Conseguita la maturità ha proseguito gli studi a Palermo laureandosi in Giurisprudenza e cominciando a lavorare in uno studio legale. Successivamente ha abbandonato la carriera forense per dedicarsi all’insegnamento e alla scrittura portando alla luce il suo primo romanzo nel 2015, Florence, seguito due anni dopo dal saggio La cattiva scuola, scritto con la collaborazione di Francesca Maccani. Il 2019 è l’anno del successo! Viene pubblicato dall’Editrice Nord I Leoni di Sicilia, vincitore del Premio Nazionale Rhegium Julii nella categoria narrativa.

Più di cento settimane in classifica e 700mila copie vendute, I leoni di sicilia è in corso di traduzione in 32 Paesi. Il 24 maggio dello scorso anno, Stefania Auci ha pubblicato sempre per l’Editrice Nord l’attesissimo secondo e ultimo capitolo della saga dei Florio L’inverno dei Leoni.

sicilia

Dove eravamo rimasti

I Leoni di Sicilia (leggi l’articolo qui) racconta le vicende dei fratelli Paolo e Ignazio Florio, originari di Bagnara Calabra, che decidono di trasferirsi a Palermo per intraprendere un’attività nel commercio e nella vendita al dettaglio di spezie. La loro attività cresce esponenzialmente: avviano il commercio dello zolfo, creano una compagnia di navigazione e acquistano beni dai nobili palermitani in declino. Vincenzo, figlio di Paolo, eredita la stessa caparbia del padre e riesce a trasformare il vino di scarsa qualità che fermentava nella cantine di famiglia nella più pregiata produzione del Marsala e inoltre, rilancia il consumo del tonno inventando un rivoluzionario metodo di conservazione: sott’olio e in lattina.

Emergono in queste vicende, figure femminili di grande forza e carisma, come Giuseppina, moglie di Paolo che si sacrifica per la famiglia, o come Giulia, punto di riferimento per Vincenzo, che seppur innamorato, la rifiuta inizialmente, perché ambiva alla scalata sociale attraverso un matrimonio nobile. La nobiltà di Palermo, infatti, nonostante il successo e la ricchezza di casa Florio, continua a disprezzare questa famiglia, accrescendo in Vincenzo la voglia di riscatto sociale che verrà realizzata attraverso il matrimonio del figlio Ignazio con la baronessa Giovanna d’Ondes Trigona.

Il nuovo capitolo della vita della famiglia Florio ne L’Inverno dei Leoni, comincia con la morte di Vincenzo e la nascita del piccolo Ignazziddu:

“Adesso tra le sue braccia c è il futuro suo e di Casa Florio. Il neonato spalanca gli occhi, scoppia in un pianto dirotto, ma Ignazio gli bagna le labbra con un dito sporco di marsala. «Questo sapore devi ricordare. Questo, ancor prima di quello del latte.» Se lo appoggia sul petto. «Questo ci ha reso ciò che siamo: i Florio.»

L’Inverno dei Leoni
famiglia florio

L’apice del successo di Ignazio Florio

La prima parte de L’Inverno dei Leoni di Stefania Auci, racconta l’ascesa di Ignazio senior. Questo periodo segna l’apice del successo raggiunto dalla famiglia Florio. Sotto il controllo di Ignazio il patrimonio dei Florio diventa un impero e il capofamiglia fa costruire a Favignana un palazzo che rispecchia il suo potere diventando la loro vera dimora, tanto da suscitare lo stupore di sua moglie Giovanna D’Ondes Trigona:

Quasi le manca il fiato. Palazzo Florio è lì, davanti a lei. Aveva visto i progetti e i disegni di Almeyda, ma la precaria salute di Vincenzino e gli impegni di famiglia le avevano impedito di andare a Favignana per seguire la costruzione(…) Ma ora è sorpresa da quanto sia bello. Elegante. Forte. Sembra quasi un castello(…) Quel palazzo somiglia a Ignazio. No, si corregge poi: quel palazzo è Ignazio.

L’inverno dei Leoni

Giovanna è consapevole della responsabilità che deriva dall’affiancare Ignazio Florio, uomo taciturno e incapace di manifestazioni d’affetto nei suoi confronti. Questo per i Florio non è solo un periodo di crescita economica, ma soprattutto sociale, fino a portare Ignazio ad essere nominato senatore del Regno nel 1883. La città di Palermo è nel suo massimo splendore e rispecchia pienamente questa crescita economica:

Palermo non guarda più solo a se stessa: si confronta con Londra, Vienna, Parigi. Vuole sfoggiare strade ariose, sbarazzarsi di certe pesantezze barocche che sanno di vecchio. Persino nelle case: i mobili acquistano linee innovative e hanno un sapore esotico, il broccato scompare per lasciare posto alle sete cinesi e indiane. I palazzi nobiliari si riempiono di porcellane giapponesi e di avori intagliati e , insieme, gli oggetti dell’artigianato siciliano: acquasantiere in argento e in corallo, tavoli in pietre dure e presepi in cera. E’ una gara a chi possiede i pezzi più belli, gli oggetti più ricercati.”

L’Inverno dei Leoni
immagine antica florio

L’inizio della fine: Ignazziddu e Franca Florio

Dopo tanta luce, cominciano a manifestarsi le prime ombre e il declino della famiglia inizia con la morte di Ignazio nel 1891 e il passaggio di tutte le responsabilità a Ignazziddu:

“Ora sei tu il capofamiglia”. Ignazio non ha tempo per ribellarsi (…) Ignazio resta lì, accanto alla madre che piange tutte le sue lacrime. Si sente addosso gli occhi della gente, ne coglie i sussurri, le frasi smozzicate. Tutti guardano lui, ora. E lui non sa cosa fare.

L’Inverno dei Leoni

Ignazziddu sposa Francesca Jacona della Motta di San Giuliano, donna Franca Florio, descritta come la donna più bella d’Europa. Franca Florio è sicura di sé e amante del lusso e del bel mondo, sopporta i tradimenti del marito attaccandosi ai vestiti e ai gioielli come la collana composta da 365 perle, una per ogni lacrima dovuta a un tradimento del marito, che indossa nel ritratto fattole da Boldini. Ignazziddu non era incapace, al contrario fondò giornali, finanziò la costruzione di teatri e creò cantieri navali, coltivando il sogno di portare la Sicilia sul palcoscenico dell’Europa.

Ma si circonda di cattivi consiglieri che lo inducono a intraprendere investimenti sempre più fallimentari, che porteranno alla perdita del patrimonio. Nonostante questo sia l’ultimo capitolo della saga, abbiamo la speranza di rivedere presto i Florio nel piccolo schermo. Pare infatti che sia in atto la produzione di una serie tv, ispirata alle vicende raccontate da Stefania Auci, quindi per chi come me ha già nostalgia dei personaggi, presto avrà il piacere di ritrovare Paolo, Ignazio, Giuseppina, Giulia, Vincenzo e gli altri in televisione.

L'inverno dei Leoni
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