Livio Cori torna live il 4 Maggio a Napoli e si racconta

L'artista figlio della lava e del mare

di Alessia Maselli

Livio Cori in concerto

Abbiamo incontrato l’artista che torna live in un’unica data, il 4 Maggio, al Teatro Auditorium Salvo D’Acquisto. Livio Cori si definisce “figlio della lava e del mare”; inizia la sua carriera giovanissimo, all’età di 18 anni, nato nei Quartieri Spagnoli (cuore pulsante di Napoli). La sua vita è a metà strada tra i mondi e le culture dell’hip-hop e l’R&B.

Livio cosa rappresenta per te “Solidago”?

Solidago è una pianta che ha delle proprietà curative e questo EP ha rappresentato per me un lavoro terapeutico. Uscivo da un periodo personale difficile, ho avuto problemi di salute dovuti a complicanze post covid, e Sodaligo è stata la mia catarsi. La copertina del disco segue esattamente questo concept, è infatti composto da una mano sul cuore.

Livio Cori
Livio Cori “Solidago”

Cosa ti aspetti da questo live?

L’ho concepito come una festa. Non organizzavo un live così dal 2019. Sarà un’unica data ed è stata strutturata come fosse un vero e proprio ‘compleanno’. Ci saranno sicuramente degli ospiti ma non ho ancora svelato nulla perché voglio mantenere l’effetto sorpresa (in un mondo di spoiler è giusto mantenere viva la curiosità).

Che cos’è per te la napoletanità?

Cultura, radici, qualcosa da custodire. Per me rappresenta il mio vissuto reale che ho potuto riversare nella musica. Ho sempre creduto che essere autentici pagasse, si arriva più diretti alle persone. Essere napoletano è un modo di vivere. Abbiamo anche una forte identità perché siamo stati attaccati spesso e questo fa sì che un popolo si stringa a quelli che sono i valori sani della propria società. Oggi però Napoli sta vivendo un rinascimento grazie soprattutto all’arte.

Livio Cori
Livio Cori

A chi ti ispiri tra gli artisti napoletani che hanno segnato la storia della musica?

Più vicino a me è Pino Daniele perché fa parte di un periodo che ho vissuto direttamente. Lui ha saputo mescolare la musica napoletana con quella internazionale, riuscendoci con grande successo.

Quali sono le differenze tra l’hip hop partenopeo e quello milanese?

Credo che l’hip pop nasca in contesti più vicini a quelli napoletani, deriva da una cultura di strada e Napoli essendo stata una città più svantaggiata rispetto a Milano, ha coltivato molto questo genere. Il rap rappresenta qualcosa di ‘reale’, sia nel bene che nel male, e la periferia dà tanti spunti per raccontare storie. Penso che Napoli sia la città perfetta dove questo genere può continuare a evolversi sempre di più.

Chi è Liberato?

Per anni sono stato accostato a lui per il timbro di voce, ero considerato il più ‘papabile’. E’ stato difficile scrollarmi di dosso tutto questo, ma la scorsa estate sono uscite delle prove inconfutabili che provano la sua vera identità. Al di là di tutto credo sia un bel progetto.

Guarda l’intera intervista

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