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I fratelli Grimm: il dimenticato e incompreso Ferdinand

Non tutte le storie hanno un lieto fine, o almeno non quella di Ferdinand...

di Daniela Castiglia

I famosi fratelli Grimm erano membri di una “perfetta” famiglia borghese della Germania di fine Settecento e inizio Ottocento. Dorothea Zimmer e Philipp Wilhelm Grimm avevano nove figli. Tre morirono in culla, gli altri cinque trovarono la strada del successo, seguendo l’ideale d’impegno e buoncostume borghese, a cui i genitori tenevano tanto. Uno no, e forse in molti non hanno neanche mai sentito nominare Ferdinand Philipp Grimm, la pecora nera della famiglia. Per lui non c’era posto in quel mondo perfetto, e tutti cercarono di cancellare il suo ricordo, anche dopo la sua morte.

Chi era Ferdinand dei fratelli Grimm?

Ferdinand Philipp Grimm, nasce nel 1788, ed era il più piccolo dei fratelli Grimm. Era anche lui uno scrittore, e scriveva fiabe tratte dalla tradizione popolare. Le sue storie però, non fanno parte delle antologie dei due suoi famosi fratelli Jacob e Wilhelm.

i fratelli grimm
I fratelli Grimm

Quando muore il padre aveva solo otto anni. Suo fratello maggiore Jacob diventa il capofamiglia, e lo prende sotto la sua custodia. Il rapporto fra i due non è dei migliori. Ferdinand era un bambino vivace, imprevedibile, un sognatore. Jacob e Wilhelm invece, lo consideravano un fannullone che si stava rovinando con le sue mani.

25 dicembre 1810, è il giorno di Natale e Ferdinand decide di fare una rivelazione alla sua famiglia. Le sue parole furono come un fulmine a ciel sereno. Le feste della perfetta famiglia borghese erano rovinate. Non si sa precisamente cosa abbia detto Ferdinand. I fratelli Grimm nelle loro lettere parlano della “stranezza” del fratello più piccolo. Secondo lo storico Heiner Boehncke si riferivano all’omosessualità di Ferdinand. La famiglia Grimm non poteva permettersi che la notizia si diffuse. Insabbiarono tutto, e allontanarono Ferdinand dalla casa, lo spedirono a Monaco, a casa dell’altro fratello Ludwig.

Qui rimane per alcuni anni e prova a diventare attore. Quando capisce che è ora di abbandonare quel sogno, torna a Berlino dove trova lavoro come redattore presso la prestigiosa casa editrice di Georg Reimer. Qui trova il tempo di dedicarsi anche ai suoi scritti. Utilizzava un altro nome, perché Grimm era già famoso ed era associato ai suoi due fratelli maggiori.

Jacob e Wilhelm non apprezzavano neanche i tentativi di Ferdinand, e lo definivano un improvvisato scribacchino. Continuavano a trattarlo con disprezzo e non riconoscevano il suo talento. Ferdinand rimaneva un fannullone strano. Quando viene licenziato dalla casa editrice rimane senza un soldo, ed è costretto a tornare a casa, ma la convivenza era diventata ormai insostenibile. Decide di trasferirsi nella cittadina di Wolfenbüttel, per ricominciare una nuova vita sotto il nome di Friedrich.

Crea una raccolta di leggende tedesche sotto lo pseudonimo di Philipp von Steinau. Ma non riscontrò molto successo, a differenza degli altri due fratelli. Jacob ogni tanto gli inviava un po’ di denaro, perché nonostante i suoi sforzi e i vari lavoretti precari, Ferdinand non riusciva a vivere in modo dignitoso. Muore il 6 gennaio 1845 di polmonite, a cinquantasei anni.

Il suo ultimo libro Fiabe di monti e castelli è stato pubblicato in un’edizione pregiata sotto il nome di Friedrich Grimm. Il talento letterario di Ferdinand è arrivato anche in Italia, grazie alla casa editrice L’orma editore, con il suo volume La montagna dei gatti, un concentrato di narrazione fiabesca, mito, elementi magici e soprannaturali.

Una profonda oscurità velava ormai la Terra, la luna saliva rossa in cielo. Leggero, senza sforzare un solo muscolo, il cavallo filava rapido per selve silenziose, paeselli, città dormienti, cime innevate svettanti fino alle nubi, e poi ancora oltre, librandosi su templi torreggianti, rosoni variopinti, regali cripte a cielo aperto in cui riposavano sovrani dalle corone ingioiellate che rilucevano al chiaro di luna… E ancora, sopra pascoli verdi e flutti spumeggianti abitati da creature marine, sopra il volo stesso degli uccelli, sopra cimiteri solitari in cui vagavano pallide figure spettrali…”

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