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dipinto adolf hitler

Adolf Hitler e il suo lato artistico incompreso

Il lato nascosto di uno dei più crudeli dittatori di tutti i tempi

Uno spietato dittatore, artefice di uno dei più grandi genocidi della storia, ma anche pittore incompreso. Adolf Hitler sognava di diventare un pittore riconosciuto e amato, e dedicarsi poi all’architettura. Nell’agosto del 1939, Adolf disse all’ambasciatore britannico Nevile Henderson “Io sono un artista e non un politico. Una volta che la questione polacca sarà risolta, voglio finire la mia vita come un artista.” I suoi sogni però, non si sono mai realizzati.

La vita artistica di Adolf Hitler

Adolf Hitler visse per anni come artista di strada. Sopravviveva grazie a una pensione da orfano, a qualche piccola eredità e vendendo quadri e cartoline ai turisti e agli appassionati. Adolf era un accanito lettore, dormiva negli ostelli pubblici e non mangiava molto. Nel 1913 si trasferì a Monaco per fuggire dalla leva obbligatoria. La polizia tedesca dopo averlo trovato lo estrada in Austria, dove viene giudicato inadatto a qualsiasi compito di guerra a causa del suo stato emaciato.

dipinto di adolf hitler

La madre muore nel 1907 a causa di un cancro, il padre violento muore nel 1903 di tubercolosi. Non aveva un buon rapporto con il padre, era però molto legato alla madre Clara. A scuola aveva manifestato una forte inclinazione per il disegno e la pittura, e fantasticava di frequentare l’Accademia delle Belle Arti.

dipinto di adolf hitler

”Dalla mattina presto fino alla notte io correvo da un museo all’altro. Ma eran quasi sempre i palazzi che mi attiravano a tutta prima. Ero capace di passare delle ore davanti all’Opera o davanti al Parlamento…”


Adolf Hitler

Nel 1907 tentò di entrare all’Accademia d’Arte di Vienna, ma viene rifiutato perché non era in grado di dipingere la figura umana. Ci riprovò l’anno seguente ma viene scartato all’esame preliminare per scarsa attitudine.

“Ero talmente convinto del successo – racconterà Hitler – che la bocciatura mi colpì come un fulmine e ciel sereno. Ma era proprio così. Come mi presentai dal rettore e gli chiesi di chiarirmi i motivi della mia bocciatura, quel signore mi assicurò che dai disegni che avevo presentato risultava con ogni evidenza che non ero assolutamente adatto a fare il pittore, ma che il mio talento mi portava piuttosto verso il campo dell’architettura.”


Adolf Hitler

Adolf provò a intraprendere la strada dell’architettura, ma anche questo sogno rimane irrealizzato.

“L’ammissione alla scuola di architettura presupponeva la licenza della sezione architettonica della scuola tecnica; ma per l’entrata in questa si esigeva la licenza di scuola media. Tutto ciò mi mancava completamente. L’adempimento del mio bel sogno non era più possibile.”


Adolf Hitler
dipinto di adolf hitler

Abbandonato a sé stesso si trasferisce definitivamente a Vienna. Il suo quadro psicologico peggiora, ormai sono anni che vive come vagabondo. Il suo carattere introverso e l’ambiente degradato in cui vive, lo portano a considerare l’arte come a un sogno che non si potrà mai realizzare. Con l’arte aveva un rapporto di odio e amore, come quello che aveva nei confronti delle donne.

Nel 1911 cominciò a realizzare opere più impegnative, commissionate da corniciai e mobilieri. I suoi quadri mostrano un’ottima capacità tecnica, con influenze greco-romane, rinascimentali e neoclassiche.

dipinto di adolf hitler

Dopo il periodo viennese dipinse dei quadri dedicati alla Prima Guerra Mondiale. I dipinti che rappresentano le brutalità del conflitto bellico, sono crudi e desolanti.

dipinto adolf hitler
dipinto adolf hitler

Per Adolf Hitler, l’arte è l’espressione di ogni singola razza. Detestava il cubismo di Picasso, il primitivismo e l’espressionismo. Durante il regime nazionalsocialista, si occupò personalmente di indicare le linee della nuova estetica della razza superiore. Diede inizio a un programma di pulizia etnica anche nell’ambito dell’arte, purificando i musei tedeschi da tutte le opere moderne.

dipinto adolf hitler

“Sono certo che pochi anni di governo politico e sociale nazionalsocialista porteranno ricche innovazioni nel campo della produzione artistica e grandi miglioramenti nel settore rispetto ai risultati degli ultimi anni del regime giudaico. (…) Per raggiungere tale fine, l’arte deve proclamare imponenza e bellezza e quindi rappresentare purezza e benessere.

Se questa è tale, allora nessun’offerta è per essa troppo grande. E se essa tale non è, allora è peccato sprecarvi un solo marco. Perché allora essa non è un elemento di benessere, e quindi del progetto del futuro, ma un segno di degenerazione e decadenza. Ciò che si rivela il “culto del primitivo.”


Adolf Hitler
dipinto adolf hitler

Alcuni dipinti di Adolf vennero sequestrati dall’esercito americano alla fine della seconda guerra mondiale, mentre altri sono nelle mani di privati e dal 2000, una serie di dipinti sono stati venduti all’asta. Nel 2009 la casa d’asta Mullock dello Shropshire ha venduto quindici dipinti, per un totale di 120.000 dollari. La Ludlow ne ha venduti tredici per 100.000 dollari. Nel 2012 in un’asta in Slovacchia, un dipinto è stato venduto per 42.300 dollari. Forse, se fosse stato accettato all’Accademia d’Arte di Vienna, la storia sarebbe andata diversamente.

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