Interviste
ARTICOLO
Three mone stone hate

Three Mone si racconta: intervista al re della scena trap

Dai palazzi di Baranzate alle top ten delle classifiche

La rivelazione della scena trap italiana

Three Mone è il trapper che mancava, la vera rivelazione dell’anno. Il suo singolo “Stone Hate” è già in vetta a tutte le classifiche. Oggi si racconta per noi di WMH.

Three Mone vuoi raccontarci chi sei e da dove vieni?

Three Mone sono io, sono nato a Baranzate, nell’hinterland della Lombardia, e la mia famiglia è di origine barese. Sono cresciuto nei palazzi, a scuola non andavo molto bene, mi hanno bocciato in prima elementare, in seconda, in terza, e poi mi hanno promosso in quinta grazie all’intervento di mio zio che aveva un trascorso giudiziario non troppo cristallino, ha parlato lui con il preside.

Sono uscito dalle medie a 18 anni, subito ho iniziato a fare l’elettricista. Avevo però tanta passione per la trap, uscivo sempre le rime. Un giorno sono andato a fare un intervento con mio zio a Cinisello, nello studio di un famoso producer: Frankie Frank. Lui produce gente “spessa”, come Gemito, Shalbo, Mc&Coca…Dovevano incidere la traccia vocale di un pezzo e ci ho pensato io. A quel punto Frankie Frank rimane entusiasta, e nasce così questo sodalizio artistico, con l’uscita del pezzo “Stone Hate“. Da quel momento divento Three Mone.

Frankie Frank è il tuo pigmalione. Come ti sei sentito quando hai incontrato un personaggio del suo calibro?

Esattamente non so cosa voglia dire pigmalione, ma so che a Frankie Frank devo tutto. Quando sono entrato nel suo studio non ci credevo, ma comunque ho fatto il mio, sapevo che avevo una carta in più da giocarmi, perché io sono cresciuto nei palazzi e ho fatto la vita di strada, ho sempre saputo che avevo qualcosa in più rispetto agli altri, perché io sono proprio…Stone Hate.

Il successo come ti ha cambiato?

Stone hate artwork

Io sono uno che rimane fermo, non sono uno di quelli che esce subito il cash, continuo a fare la mia strada con Frankie Frank, perché sappiamo dove vogliamo arrivare, abbiamo chiaro l’obiettivo.

Come vivi il disagio interiore che racconti in Stone Hate?

Questo disagio lo devi vivere se sei cresciuto lì. Adesso molti trapper dicono di aver fatto la vita di strada, ma è tutto un bluff. Io invece l’ho fatta davvero, io so cosa vuol dire crescere nei palazzi, e non sapere a volte come uscire le rime perché tutti ti bullizzano. Io sono autentico.

Com’è cambiato ad oggi il tuo rapporto con la gente dei palazzi?

Il rapporto è sempre lo stesso, ma ormai tutti mi riconoscono. Adesso me lo gridano di più che sono un Three Mone, perché tutti lo sanno. Sogno anche una casa con la scritta “Three Mone”.

Cosa si dice di te a Baranzate?

Si parla molto di me. E comunque io già ero destinato a diventare famoso, al primo intervento come elettricista con mio zio vado subito sul giornale: avevo lasciato Novate Milanese al buio.

Il tuo è un album ricco di collaborazioni importanti. Te lo saresti mai aspettato?

Devo tutto a Frankie Frank perché “ha uscito” questi contatti. Fare featuring con Shalbo, Mc&Coca, sono nomi grossi, non tutti in Italia se lo possono permettere. Stiamo scrivendo la storia.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Io vado, non so dove arrivo, ma so che sono Three Mone, sia che faccio il cash, che non lo faccio, non cambierò mai. Sicuramente voglio fare un tour, e nel nuovo disco inserire cose nuove perché un po’ di “contaminezza” ci vuole, senza però trascurare “l’originalezza” delle cose.

L’importante è che tu rimanga il ragazzo dei palazzi

Non cambierò mai, non potranno dire che ho rinnegato le mie origini come fanno in tanti, solo perché fanno il cash. Li vedi con le storielle su Instagram, il brand…Io invece non sponsorizzo nulla perché a me non danno niente. Ma io sono il Titanic della scena.

Com’è il rapporto con le donne adesso che sei famoso?

Le donne mi scrivono in direct su Instragram, prima neanche mi followeavano, ma io non ho tempo per queste cose, io ho solo un obiettivo: il lavoro. Devo pensare al tour, la mia è una strategia ben precisa. E poi l’amore ti devia, ti vengono fuori quei pezzi smielati.

Ti piacerebbe andare in radio da Giovanni Vernia?

Io quello non lo sopporto, non me lo nominate neanche. Lui è uno che scherza tutto, è uno che per far parlare di sé deve fare un altro, ma esci qualcosa di tuo se vuoi fare il cash, ma cosa parodizzi? Questa dei palazzi è una roba seria, non vado a farmi bullizzare da uno che scherza tutto.

Guarda l’intera intervista qui

Noi di WMH ci dissociamo dalle dichiarazioni di Three Mone su Giovanni Vernia, che stimiamo profondamente in quanto personaggio poliedrico e che ci fa molto ridere.

Riproduzione Riservata ®

Altri articoli in

Interviste

3 settimane fa

I Rats si raccontano: Il rock amarcord

 
Interviste

2 mesi fa

Roy Paci: l’ecletticità in musica

 
Interviste

2 mesi fa

I Selton si raccontano: il folk rock che non ti aspetti

 
Interviste

4 mesi fa

Silvia Mezzanotte: porto la storia Matia Bazar all’estero

 

Leggi anche

Musica

11 ore fa

I Tropea: storia degli highlander di X Factor 2022

 
Una Buona Novella

1 giorno fa

Dario Matassa torna con ‘Ho una proposta da farti’

 
Musica

1 giorno fa

Tutte le donne di Franco Califano: 1500 o giù di lì

 
Musica

3 giorni fa

Alessandra Amoroso per Spotify: in tour con 13 donne

 
error: Content is protected !!
Aiutaci a crescere!
Aiutaci a crescere!
Aiutaci a crescere!
Aiutaci a crescere!