ARTICOLO
Musiculture
Musica futurista

Futurismo e Intonarumori, nasce la Noise Music

Gli strani esperimenti degli amici di Marinetti accolti spesso malamente

Avanguardia italiana su campo francese

È il 1909 e su Le Figaro, il più importante quotidiano francese di inizio 900, compare un testo intitolato ‘manifete du futurisme’, ‘manifesto del futurismo’. L’autore è l’italiano Filippo Tommaso Marinetti, all’epoca 33enne, e sta dando i natali a quella che possiamo considerare l’ultima avanguardia artistica radicale che l’Italia abbia donato al mondo.

Manifesto del Futurismo, Figaro 1909

Il futurismo è una corrente controversa, almeno quanto lo è stato il suo fondatore. Una guerra totale contro il passatismo, contro l’arte da museo. Contro la pacatezza e la lentezza, in nome di dinamismo e velocità.

Canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri incendiati da violente lune elettriche

‘Manifesto del Futurismo’, Filippo Tommaso Marinetti

Una corrente artistica trasversale, che percorre letteratura, pittura, poesia, scultura e anche musica. Quest’ultima è sicuramente la faccia meno conosciuta del futurismo. Con Musiculture, facciamo un tuffo nei ritmi smodati del futurismo musicale, alla riscoperta di un rumoroso passato artistico italiano rimasto sotto silenzio.

Tonfi di motorette e strilli di bambini

È il rumore la chiave di volta del futurismo in musica. Rumore cittadino, rumore frenetico del quotidiano, che si fa spazio in un mondo musicale carico di canoni.

Sironi, Futurismo
Uomo Nuovo, 1918, Mario Sironi

Luigi Russolo è lo spartiacque. Protagonista indiscusso della musica futurista, pittore ed inventore, pioniere della Noise Music, fu il primo uomo a tentare di costruire musica a partire da suoni grezzi.

È per questo che ogni movimento musicale che abbia utilizzato il rumore per le proprie composizioni è un discendente diretto del manifesto futurista di Russolo, ‘l’arte dei rumori’, del 1913.

Russolo
Luigi Russolo al suo ‘intonarumori’

Il mezzo? Gli intonarumori, una famiglia di strumenti musicali da lui inventati e realizzati, capaci di riprodurre svariati tipi di rumore controllandone dinamica, volume e frequenza.

Zang Tumb Tumb: i suoni futuristi

Gli intonarumori si dividevano in crepitatori, gorgogliatori, rombatori, ronzatori, scoppiatori, sibilatori, stropicciatori e ululatori. Corrispondevano alla teoria musicale del rumore esposta ne ‘l’arte dei rumori’, dove Russolo aveva classificato il rumore in 6 famiglie:

  • Rombi, tuoni, scoppi, scrosci, tonfi, boati.
  • Fischi, sibili, sbuffi
  • Bisbigli, mormorii, brusii, gorgoglii
  • Stridori, scricchiolii, fruscii, ronzii, crepitii, stropiccii
  • Rumori ottenuti dalla percussione di diversi materiali (legno, pelle, metalli ecc.)
  • Voci umane e animali: gridi, strilli, gemiti, urla, ululati, risate, rantoli, singhiozzi
Intonarumori al museo di Lisbona

Il risultato della composizione rumoristica, per l’epoca, era qualcosa di mai sentito prima. L’aspetto degli intonarumori, scatole quadrate o rettangolari variopinte dotate di leve e di una tromba che spuntava da un lato, completava il bizzarro quadro.

Rumore indigesto e pubblico difficile

Dai contemporanei, le opere futuriste furono accolte molto freddamente, spesso fischiate o comunque fortemente contestate. La ragione era solo in parte la radicale novità: l’ascolto richiede un certo stomaco, anche per chi è ben disposto.

Animazione del Museo civico di Modena per Zang Tumb Tumb, Marinetti

Ciononostante, le costruzioni musicali futuriste riescono a regalare un senso di ‘mai udito’ e portano sempre con loro un’aura di potenza e complessità che merita un ascolto.

Di seguito, vi proponiamo ‘risveglio di una città’, brano in cui la città stessa, con le sue sonorità, è lo strumento musicale. ‘Risveglio di una città’ è uno dei pochi frammenti rimasti dell’opera di Russolo, gran parte della quale è andata perduta nella Seconda Guerra Mondiale.

Il manifesto della musica futurista

Musica Futurista, copertina 1912
Musica futurista, copertina del 1912

Non sono molti a poter vantare, come Francesco Balilla Pratella, successo di critica con opere di aperta ispirazione futurista. Se Russolo è stato il pioniere della musica futurista, Pratella, con una profonda formazione musicale, è stato il suo teorico più sistematico.

Il pamphlet pubblicato nel 1912, musica futurista‘, raccoglie gli interventi di Pratella a partire dal 1910 quando aderisce al movimento, contattato da Marinetti. È questo documento che ispira la realizzazione degli intonarumori e che fondamentalmente delinea le basi degli esperimenti musicali futuristi degli anni a venire.

L’idea di Pratella era quasi anarchica: contro le scuole di musica, contro i canoni, contro tutta la ‘buona musica’, riaffermare la libertà e la licenza poetica della vera musica, giovane e dinamica.

Pur contrario all’uso degli intonarumori, Pratella collabora a un progetto musicale che ne fa uso, cofirmato da Marinetti e Russolo. Nel 1920 mostrato al pubblico come ‘l’aviatore Dro’, l’opera, della quale vi proponiamo qua sotto un frammento, viene accolta da un buon successo di critica e audience.

Aeropoemi e aeropomodori a La Spezia

Molto del futurismo è andato dimenticato o è rimasto fuori dalla sfera della popolarità. Anni difficili e arte difficile non creano certo l’eredità più coriacea. I fischi, quale che fosse il tipo di performance, all’artista futurista non sono mai mancati.

Aeropoema del golfo di La Spezia

La Spezia, la città natale di WhereMagicHappens (e anche la mia), è stata eccezionalmente dura con ‘l’aeropoema del golfo della Spezia’, presentato al Teatro Civico da Marinetti. Il poeta, che amava molto la città, non ne fu affatto ricambiato, perché la serata terminò con fischi, pomodori e ‘una sonora dose di bastonate’ fuori dal teatro.

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