ARTICOLO
L'Antitesi
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Cari Morandi e Ramazzotti con voi c’è poco da esser allegri!

Nuove uscite da giganti della musica, ma ne sono veramente all'altezza?

Molti grandi ritorni

Dimatino vanoni colapesce
Vanoni con Colapesce e DiMartino

Mille, con Orietta Berti, Achille Lauro e Fedez.
Toy Boy, con Ornella Vanoni, Colapesce e DiMartino.
L’Allegria‘, con Gianni Morandi e Jovanotti.
La mia felicità di Eros Ramazzotti con Rovazzi.
Grandi nomi di anni passati accostati a personaggi dal grande pubblico giovanile, una vera e propria esposizione di stelle della musica italiana alle nuove generazioni e alle sue influenze.
Un contatto per creare un ponte generazionale, attingendo e mescolando da entrambi i periodi.

Ma non molte permanenze

Il detto, però, rimane sempre vero: non tutte le ciambelle riescono col buco.
L’idea è interessante, per il voler interfacciare questi mondi così distanti – e anche particolarmente nobile –, ma invecchia velocemente, soprattutto se le prestazioni a livello artistico vacillano.
Orietta Berti si è assolutamente riappropriata della sua rilevanza nel panorama italiano con la geniale ‘Mille’, lo stesso non si può dire per il resto dei nomi sulla lista: abbiamo già parlato dell’ultimo singolo della Vanoni, ma le motivazioni per cui le nuove uscite di Morandi e Ramazzotti non siano al livello sperato sono diverse e molteplici.

Morandi Jovanotti video
Morandi con Jovanotti nell’ultimo video

Tanta Allegria, ma cosa rimane?

Il nuovo singolo della coppia Morandi/Jovanotti, con quest’ultimo come compositore, autore e produttore del brano, assieme a Rick Rubin, non convince proprio.
Tre nomi a cui sono legate centinaia placche d’oro e di platino, innumerevoli concerti e successi planetari: ma non sempre l’unione di ottimi elementi presi singolarmente dà un risultato all’altezza.
Il brano trasmette in modo preciso quanto scritto nel titolo, l’allegria e la spensieratezza di una festa degli anni ’50, dove ballare e divertirsi senza preoccupazione per il futuro.

Ma manca una chimica che faccia risaltare le abilità indiscutibili dei tre.
La produzione non brilla particolarmente e rimane un po’ troppo anonima, e il testo da canto suo non riesce a sopperire alle mancanze. Risultato? UIn singolo privo di mordente e un’occasione sprecata.

La felicità di Rovazzi

‘La mia felicità’ di Rovazzi invece, è stato più un fulmine a ciel sereno: come citato anche nel testo infatti, il videomaker non pubblicava nulla riguardante il suo percorso musicale da due anni.

Ho dormito per due anni, che ore sono, non lo so
Sono pieno, anche meno
Ho giocato così tanto che ora sono dentro COD

Rovazzi all’inizio di ‘La mia felicità’

Un video ancora una volta sbalorditivo per le sue idee e la tecnica eccelsa con cui vengono messe in pratica, ma la canzone in sé non va oltre a quello che ha sempre fatto.
Rovazzi è dunque tornato dopo due anni per riproporre ciò che fa da 6: una canzone con qualche frase divertente e bassi spinti, pronta per essere gridata da un’intera discoteca.
Insomma, un ennesima ‘Andiamo a comandare’ dove il ritornello è affidato alle doti di Ramazzotti, ma servirebbe ben altro per recuperare il brano dal baratro più profondo dell’oblio.

Scordarsi di felicità e allegria

Fedez Orietta Berti Achille Lauro video
Orietta Berti con Achille Lauro e Fedez

I periodi vanno e vengono, questa moda passeggera verso le sonorità passate andrà sparendo più velocemente di quanto è arrivata.
Un profondo peccato che fra tutti i brani usciti solo uno sia effettivamente iconico, in cui si è riuscito ad avere una vera e propria connessione generazionale, mentre le altre, nonostante premesse simili, non siano riuscite a creare nulla di lontanamente vicino.
I nomi ironicamente azzeccati dei brani sembrano spiegare questa dinamica con la filosofia di Schopenhauer: in tutta una vita composta da dolore, problemi e sventure, i momenti di felicità sono solo brevi apparizioni che vengono presto dimenticate.

Quindi, il pendolo della nostra vita dai ‘Mille’ rintocchi, viene brevemente interrotto da allegria e felicità, ma solo per pochi e brevi istanti, che verranno dimenticati in seguito, per essere ricercati in qualcos’altro.

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