Chi è Cato
CATO è un cantautore proveniente dalla scena bergamasca. È stato impegnato in diversi progetti sociali nell’ambito dell’accoglienza rifugiati, in ambito ecologico con l’associazione ‘Amici del fiume Serio’ e nei viaggi da lui organizzati raccogliendo fondi per diverse associazioni Onlus. Inizia a suonare a metà anni Novanta in diverse band per poi trascorrere dieci anni nei Namastè come chitarrista con i quali autoproduce quattro dischi oltre a un’intensa attività live in Italia. Nel 2009 entra in studio e registra il primo EP ‘Oceano di sogni’, seguito nel 2014 da ‘Cato’, l’omonimo disco d’esordio, trainato da una tripletta di videoclip ‘Accendimi’, ‘Veloce’, ‘Confusione’.
Nel 2015 parte per il viaggio in auto lungo la via della seta, una traversata di 15 mila km in 35 giorni dall’Italia a Hong Kong insieme a Valeria e alla sua chitarra per raccogliere fondi a favore di Emergency e Admo. A fine 2016 pubblica “+ Love – Stress”, il suo disco roots, in cui le radici sono tutti i rivoli sonori di un musicista cosmopolita, che ama muoversi per il mondo e divertirsi con la propria musica. Da quest’album vengono estratti tre singoli con i relativi videoclip ‘African Boy’, ‘Blues’, ‘Everyday Fukin’ Robot’.
Nel 2017 partecipa al Collisioni Festival a Barolo e al Fiat Music Studio Tour dove registra un live in acustico e viene intervistato da Red Ronnie. A fine 2018 presenta “La musica che emigra e supera i confini” concerto di beneficenza in provincia di Reggio Calabria a favore di Rotary Foundation per la raccolta fondi anti polio. Nel 2019 inizia a collaborare col produttore Francesco “James” Dini presso il 1901 Studio ad Alzano Lombardo (Bg) dove registra il singolo “Cogli la mela” e “Nella testa ridi”. Questo è il suo terzo album.

L’album
“Nella testa ridi” parte proprio con un canto di Cicale accompagnate alla chitarra dall’artista, che in un attimo ci trasporta nel reggae del secondo pezzo, il fortunato Cogli la mela che ad oggi registra ben 60.000 streaming.
Arriva poi la preponderante quota pop-rock di Cato e della sua band in Le scuse buone: un pezzo che prima ti travolge con un intro di batteria e poi ti trascina in un altro decennio con le tastiere.
La traccia successiva è la title track, Nella testa ridi, sicuramente la più conosciuta e fiore all’occhiello dell’artista, caratterizzata da un riff di chitarra irresistibile e un testo cristallino.
Dissonanze sembra invece la scena successiva, dove Cato affronta il tema dell’incertezza all’inizio di una relazione.
Muoviti è forse il pezzo più rivolto al sociale, che stupisce con il suo ritmo serrato e un ritornello che martella in testa.
Basta un attimo per tornare romantici con Lei con la bicicletta, che idealmente ci riporta ai protagonisti di Nella testa ridi, una storia come un filo invisibile che cuce insieme diversi brani dell’album.
Dimmi come fai e Non so dire riportano alta l’adrenalina e Cato si trasforma di nuovo nel rocker ruspante che abbiamo già trovato in altri pezzi, dandoci un assaggio di quanto possa dare live, soprattutto con brani di questo genere.
L’album si chiude con Le mie ombre, un testo che parla di sé, forse il più introspettivo, dove sogni e domande danzano insieme nella testa del protagonista.
C’è tutto quindi in questo terzo album di Cato, che promette di stupirci presto anche live.
Forte del successo dei singoli che hanno preceduto questo lavoro (Nella Testa ridi oltre 75.000 streaming su Spotify, Le scuse buone 55.000, Cogli la Mela 60.000), il cantautore bergamasco raccoglie 10 pezzi dalle sonorità decise, energiche, portando con sé l’esperienza maturata negli anni.
Una musica che non ha bisogno di essere etichettata in un genere e che fa della dimensione live il suo momento di espressione ed evoluzione.
L’originalità di Cato si ritrova in diverse forme all’interno dell’album; vi trova spazio ad esempio un pezzo, Cicale, interamente registrato da Cato su una spiaggia, quella bellissima di Cala Violina in maremma, mentre tutto il resto dell’album è stato registrato al 1901 studio di Alzano Lombardo.