Il Festival di Sanremo è un evento che ancora a distanza di 70 anni riesce a tenere davanti alla televisione gli italiani di ogni età: non è solo un appuntamento con la musica, appuntamento che ci ha regalato le canzoni che hanno fatto la storia del nostro Paese, ma è anche il momento nazional-popolare per eccellenza, un vero e proprio specchio della società, in cui sono accaduti alcuni momenti eclatanti che vanno oltre la gara canora.
Alcuni momenti di protesta, altri che ci hanno lasciato senza fiato, altri ancora che hanno anticipato i tempi, venendo per questo accolti all’epoca da polemiche e fischi del pubblico e della critica. Sono tutti momenti che hanno segnato profondamente i nostri ricordi dei Festival e che, di fatto, rendono alcune edizioni più memorabili di altre. Noi ne abbiamo selezionato cinque, anche se sappiamo che sarebbero molti di più quelli da menzionare!
2020, Morgan e Bugo: la lite in diretta
Una lite iniziata, come si apprende dopo, dietro le quinte, che non si riesce a lasciare nei camerini, ma che si trascina sul palco in mondovisione. Quando è il loro turno di esibirsi con il brano “Sincero”, Morgan si presenta davanti al microfono e, anziché cantare il testo originale, lo modifica con versi accusatori e invettive nei confronti del collega Bugo. Di fronte a questa provocazione inaspettata, Bugo reagisce abbandonando immediatamente il palco e lasciando Morgan da solo a cantare i versi modificati. L’imprevisto genera il panico: il conduttore Amadeus tenta disperatamente di capire cosa stia succedendo, mentre Morgan, con aria beffarda, pronuncia il celebre “Che succede?”. L’abbandono di Bugo innesca l’immediata squalifica del duo, decretando il primo caso nella storia del Festival di esclusione in diretta dovuta all’alterazione del testo di una canzone in gara. Il caos generato e la frase “Dov’è Bugo?” sono diventati subito un fenomeno virale, trasformando una lite in un pezzo di storia della televisione italiana.

1995, Pippo Baudo sventa il (finto) suicidio in diretta
Nel corso della gara canora, Pippo Baudo si vide costretto ad interrompere la regolare scaletta del Festival per salire di corsa in galleria e tentare di salvare Pino Pagano, un uomo che minacciava di suicidarsi in diretta. Tra abbracci e parole di conforto, Baudo intavolò una trattativa faccia a faccia con Pagano, riuscendo a calmarlo, convincendolo a desistere e a farsi mettere in sicurezza, gestendo la crisi sotto gli occhi di milioni di telespettatori. Tuttavia, la drammaticità del momento fu ridimensionata anni dopo: sia Pippo Baudo che Pino Pagano confermarono che si fosse trattato di una messinscena orchestrata dallo stesso Pagano per attirare l’attenzione sui suoi problemi, ma ciò non ha impedito all’episodio di rimanere negli annali come uno dei più discussi e incredibili del Festival

2010, la protesta dell’orchestra e gli spartiti lanciati in aria
Il Festival di Sanremo del 2010 fu segnato da un’inattesa e plateale protesta da parte dell’Orchestra del Teatro Ariston. Dopo l’annuncio dell’eliminazione di artisti di grande calibro, in particolare Morgan (che partecipava con la canzone “La sera”), i musicisti diedero vita a un gesto di rabbia e dissenso senza precedenti. In diretta televisiva, mentre la presentatrice Antonella Clerici tentava di mantenere la calma, i membri dell’orchestra iniziarono a lanciare in aria i propri spartiti musicali, facendo piovere una cascata di fogli bianchi e neri sul palco. Fu un’azione simbolica fortissima, che dimostrò il profondo malcontento per le scelte della giuria e che fece capire come l’esito della gara fosse percepito come ingiusto anche da chi era sul palco.

1986, Loredana Bertè e il Finto Pancione
Loredana Bertè si presentò sul palco del Festival di Sanremo del 1986 per cantare il brano “Re” (scritto da Mango) indossando un miniabito di pelle nera firmato da Gianni Versace. Il vero elemento di scandalo fu il finto pancione che simulava una gravidanza, una provocazione estesa anche alle sue ballerine. L’artista si esibì con una coreografia energica che faceva risaltare la figura, rompendo la tradizione che vedeva la donna incinta come una figura da proteggere o, in ogni caso, estranea al mondo dello spettacolo più aggressivo (e trasgressivo). La performance scioccò profondamente il pubblico e la critica nell’Italia degli anni ‘80. La stessa Bertè, che voleva lanciare un messaggio di forza, si trovò ad affrontare conseguenze severe: la sua casa discografica arrivò persino a stracciare il contratto discografico precedentemente firmato, sottolineando l’enorme impatto e il dissenso che quel gesto sollevò in un’Italia ancora molto conservatrice.

Vasco Rossi: Il Microfono Gettato (1983)
La partecipazione di Vasco Rossi al Festival di Sanremo del 1983 con il brano “Vita spericolata” è rimasta nella storia per un gesto che simboleggia la sua distanza dal mondo patinato della manifestazione. Durante l’esibizione, il rocker si presentò in modo visibilmente non allineato ai canoni del Festival. Il momento che fece realmente scalpore avvenne proprio alla fine della sua performance: mentre la base musicale continuava a suonare per alcuni istanti, Vasco gettò il microfono a terra e lasciò il palco in fretta e furia, quasi fuggendo e uscendo dal campo visivo della telecamera. Questo gesto, all’epoca, fu interpretato come un atto di ribellione, disinteresse o disprezzo verso la sacralità sanremese e il suo pubblico. L’atto – che da Vasco venne invece spiegato, anni dopo, come qualcosa di spontaneo, non studiato a tavolino, o di protesta – consacrò definitivamente Vasco Rossi come l’anti-divo del rock italiano e “Vita spericolata” divenne uno dei suoi inni generazionali più celebri, nonostante quell’anno a Sanremo arrivò penultima in classifica.

