Morante La Storia

L’edizione economica di Elsa Morante: La Storia doveva essere di tutti

La Storia di Morante diventa un caso editoriale

“Uno scandalo che dura da diecimila anni” è il sottotitolo che compariva sulla copertina de La Storia di Elsa Morante, accuratamente voluta dall’autrice, nella sua prima edizione con la foto di un bambino morto tra le macerie scattata da Robert Capa durante la guerra civile spagnola, sostituita successivamente. Nella quarta, invece, si legge “hai nascosto queste cose ai dotti e ai savi e le hai rivelate ai piccoli… perché così a te piacque”. È questa frase che ci da la chiave di lettura sia dell’intera opera, che di un’importante scelta editoriale fortemente voluta da Morante.

morante La Storia edizione economica

La scelta dell’edizione economica

Il romanzo viene pubblicato nel 1974 con Einaudi, ma per la prima volta viene pubblicato direttamente nella collana economica “Gli struzzi”. Al costo di 2000 lire e con una tiratura iniziale di 100 mila copie esaurite in poche settimane si trattò di un vero e proprio caso editoriale, a maggior ragione se consideriamo che raggiunse in pochissimo tempo le 800 mila copie.

Morante stabilì che il prezzo dovesse essere popolare, accessibile a tutti. Al resto, ci ha pensato la casa editrice: dal mese di pubblicazione, giugno, che è il mese in cui si scelgono i libri per le vacanze estive; ai luoghi di vendita, che spaziavano dalle librerie alle edicole, soprattutto quelle delle stazioni, in una soluzione che si era rivelata felice per gli “Oscar” Mondadori, già da qualche anno; fino alle inserzioni pubblicitarie nei maggiori quotidiani nazionali che prima dell’uscita hanno creato una grandissima attesa nei confronti dell’opera. 

All’inizio, non venne accolta positivamente la richiesta della scrittrice, considerando che si trattava di un volume che superava le 670 pagine e che dunque, ad opinione di Cerati, direttore commerciale di Einaudi, valeva almeno il doppio.

Successivamente dovette ricredersi: “il caso Morante è un best seller non perché si sia scoperta una nuova formula editoriale applicabile sempre, ma perché la qualità del libro lo consentiva. La scrittrice voleva rivolgersi a destinatari inconsueti, a un’Italia emarginata, il libro quindi doveva costare poco”

L’unicum della Storia: un caso editoriale

Quello Morante, effettivamente, è un caso particolare anche con il senno del poi: la qualità dell’opera è innegabile, certo, ma il periodo in cui La Storia è stata pubblicata farebbe supporre, a livello teorico, un fallimento.

L’opera era scritta per tutti, d’accordo, ma libri da quasi 700 pagine in Italia non se ne pubblicavano da decenni ormai, sicuramente non nel secondo dopoguerra; c’è, inoltre, da considerare che con il ‘68 ed il movimento studentesco a vendere di più non erano i romanzi, ma i saggi. A rafforzare ulteriormente il successo dell’opera fu il dibattito che ne seguì. 

Dunque, se da una parte il libro attirava l’Italia emarginata e diseredata e da quell’Italia il libro veniva comprato anche in virtù della scelta editoriale voluta da Morante di pubblicare l’opera negli “Struzzi”, dall’altra attirava la fetta di pubblico degli intellettuali per il dibattito di critica. Tra i suoi detrattori, il più illustre fu il carissimo amico Pier Paolo Pasolini. La sua critica, tuttavia, non si rivolse all’intera opera, ma si concentrò principalmente sull’impianto ideologico del romanzo – ritenuto da lui troppo manicheo nella contrapposizione tra Vita e Storia – e su alcuni personaggi giudicati poco verosimili.

Nonostante le riserve, Pasolini, come molti altri critici, non poteva non riconoscere a Elsa Morante il suo straordinario successo e il riuscito sodalizio con il pubblico popolare al quale l’opera era destinata. A tal punto che Pasolini paragonò la potenza espressiva della prima parte del romanzo addirittura a quella di Dostoevskij. E non fu l’unico, anche Natalia Ginzburg, che elogiò l’opera sulla terza pagina del Corriere della Sera pochi giorni dopo l’uscita, lo fece, affermando che “Siamo abituati a pensare che Dostoevskij è irraggiungibile, però anche le cose irraggiungibili, qualche volta vengono raggiunte”

Non sorprende dunque se un’opera del genere abbia avuto tutto il successo che ne è conseguito dopo la sua pubblicazione: Morante ha avuto la capacità, come solo i più grandi sanno fare, di arrivare con una potenza espressiva tanto dirompente quanto semplice a tutti coloro di cui parlava nel suo libro e per cui il libro è stato scritto.

Ha rivelato ai piccoli le verità dei grandi e l’ha fatto assicurandosi che non fossero esclusi dalla lettura del suo libro per il prezzo. La Storia era per loro, era “Por el analfabeto a quien escribo” raccontando pagina dopo pagina il terribile scandalo che dura da diecimila anni.

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