Ultimo vs Achille Lauro: due generi a confronto
Dopo la pandemia, quando si è tornati lentamente alla modernità, vi è stato un notevole aumento di interesse del pubblico, soprattutto quello italiano, nei confronti di eventi dal vivo, come concerti e partite di calcio. Un fenomeno che dura ancora oggi e che è un bene per l’economia nazionale. Ai giorni nostri sono sempre di più gli artisti in grado di riempire alcuni degli stadi e dei palazzetti più grandi d’Italia in occasione dei loro tour. Tra questi non si possono non citare Ultimo e Achille Lauro, entrambi freschi di nuovi annunci.
Il primo ha infatti da poco pubblicato un nuovo singolo, dal titolo BELLA DAVVERO, che ha subito spopolato sui social. Il secondo invece ha lanciato a sorpresa la notizia dell’arrivo di un nuovo album, dal titolo Comuni mortali. I due cantanti hanno già alle spalle una carriera ricca di successi, tra dischi di platino, concerti sold out e partecipazioni a Sanremo. E il futuro, per loro, non sembra essere meno roseo. Si tratta di due dei principali artisti della nuova generazione, acclamati da un pubblico sempre più ampio e portavoce d’eccezione di due stili musicali distinti e separati.
Ultimo (nome d’arte di Niccolò Moriconi, romano classe 1996) spazia molto tra il rap (o meglio l’hip hop) e il cantautorato, prediligendo testi quasi sempre legati all’amore o all’attaccamento affettuoso verso Roma, la sua città. Achille Lauro (pseudonimo di Lauro de Marinis, veronese cresciuto a Roma, classe 1990), invece, partito dal rap underground e scoperto da Marracash, ha poi iniziato a virare verso la trap, aggiungendo poi man mano tonalità sempre più legate al rock. Ciò che li accomuna è però senz’altro la capacità di sperimentare sempre e di evolversi album dopo album.

Numerosi i loro successi, come Il ballo delle incertezze o Rolls Royce. Entrambi sono anche stati protagonisti di collaborazioni che hanno ottenuto un grandissimo successo, come L’ULTIMA POESIA e MILLE, che è diventato un vero e proprio tormentone estivo.
Sono loro i nuovi Ligabue e Vasco?
Ciò che li contrappone a livello musicale e di scelte stilistiche ricorda vagamente la contrapposizione, un tempo fortissima, in essere tra Luciano Ligabue e Vasco Rossi, vere e proprie leggende del rock italiano. Entrambi autori di successi intramontabili, come Una vita da mediano o Albachiara, che hanno forgiato intere generazioni. Entrambi in grado di riempire gli stadi di tutta la penisola. Un po’ più eclettico il primo, capace anche di esordire come regista cinematografico, molto più schivo il secondo: nessuna collaborazione con nessun artista, a eccezione degli Stadio, gruppo storico, vincitore di Sanremo 2016 con Un giorno mi dirai.
Erano entrambi avvolti da un’aura particolare, e i loro rispettivi fan lo percepivano a tal punto da sospettare che fossero l’uno il rivale dell’altro, dando vita a una disputa che in realtà non aveva ragione di esistere, stando a quanto hanno riferito i diretti interessati.
Succederà lo stesso con questi nuovi volti della musica italiana? Finiranno al centro di una disputa creata dall’eccessiva passione dei fan? O non accadrà niente di tutto questo e saranno semplicemente due cantanti di successo, ma non contrapposti l’uno all’altro?

