68 anni di carriera
Nata a Milano nel 1934, Ornella Vanoni studia presso l’Accademia di arte drammatica del Piccolo Teatro gestita da Giorgio Strehler, noto regista teatrale, nonché primo amore della Vanoni stessa. Esordisce inizialmente come attrice, nel 1956, mentre il suo debutto come cantante arriva l’anno successivo. La prima incisione presso una casa discografica è del 1958, e da lì inizierà la sua lunga carriera. Partecipa al Festival di Sanremo per ben 8 volte, collaborando anche con artisti del calibro di Orietta Berti e Franco Califano.
Del 1970 è il suo successo più grande: L’appuntamento, cover italiana di un brano del cantautore brasiliano Roberto Carlos. Una canzone che riecheggia nelle radio e sui social ancora oggi. Nel 1974 pubblica La voglia di sognare, un album contenenti pezzi scritti da autori eccezionali come Riccardo Cocciante e Lucio Dalla. L’anno dopo arriva sul piccolo schermo insieme a Gigi Proietti in Fatti e fattacci, programma di varietà. Qualche anno dopo posa nuda per la versione italiana di Playboy.

La sua carriera prosegue successo dopo successo, album dopo album, e anche amore dopo amore. Ha ricevuto due volte il Premio Tenco, unica artista a riuscirci insieme a Francesco Guccini. Al Festival di Sanremo del 1999 le viene conferito il premio alla carriera. Innumerevoli le collaborazioni artistiche, tra cui spiccano anche i nomi di Pierangelo Bertoli e Fabrizio De André, fino alla recente hit estiva Toy Boy, cantata insieme a Colapesce e Dimartino. Risale al 2017 la sua ultima partecipazione a Sanremo. Dal 2024 è frequente ospite del talk show Che tempo che fa, condotto da Fabio Fazio.
Ornella Vanoni e Gino Paoli, un incontro Senza fine
Il primo incontro tra Ornella Vanoni e Gino Paoli, risale al 1960, presso la casa discografica Ricordi. Da quel momento i due vivono un’intensa storia d’amore, nonché una produttiva collaborazione artistica che porta Paoli a dedicare ben due brani alla cantante. Il secondo di questi, Senza fine, ha fatto la storia della musica italiana.
L’idillio amoroso però non dura molto: nel medesimo anno dell’incontro, infatti, Ornella Vanoni sposa un importante impresario teatrale, Lucio Ardenzi, sebbene lo stesso Paoli (che, per inciso, in quegli anni è già sposato) abbia tentato di dissuaderla, minacciando addirittura di cantare la canzone a lei dedicata durante la cerimonia.
Di tale matrimonio la Vanoni si pentirà successivamente, considerandolo un errore. Già l’anno dopo, infatti, incide Cercami, il suo primo 45 giri di successo, dedicato, in preda alla tristezza, proprio a Paoli. A complicare ulteriormente il rapporto (amoroso, e non artistico, che invece rimane intatto) il dolore di un aborto spontaneo, che allontana i due. Il tentato suicidio di Gino Paoli, che tenta di spararsi al cuore, e l’immediata visita in ospedale da parte della Vanoni sanciscono però definitivamente un duraturo rapporto di amicizia.
Gli altri uomini di Ornella Vanoni
Oltre a Gino Paoli, Ornella Vanoni ha avuto altre storie d’amore, non troppo felici. Quella con Giorgio Strehler, ad esempio, già accennata sopra, dura solo un anno, con la cantante che non riesce a sopportare alcune abitudini del regista, tra cui la regolare assunzione di cocaina. Strehler inoltre è già sposato e molto più avanti con gli anni quando incontra la cantante milanese.
Personaggio geloso fin quasi all’ossessione, Strehler dà di matto quando vengono pubblicate delle foto che ritraggono la Vanoni assieme a Renato Salvatori, attore celebre per il film Poveri ma belli. Il regista arriva al punto di chiamare insistentemente al telefono di casa della giovane cantante, ma a quel punto la relazione tra i due è già praticamente terminata.
Il matrimonio con Lucio Ardenzi, poi, si rivela del tutto fallimentare. Già dall’inizio. Lo conferma la stessa Vanoni, rivelando come, anche durante la cerimonia, i suoi pensieri siano rivolti a Paoli, e non a suo marito, dal cui comunque avrà un figlio, nato poco dopo.

