Geolier si racconta all’Università di Napoli
Alla fine è successo, il tanto ‘atteso’ e commentato momento di speech del giovane rapper all’Università di Napoli è avvenuto. Geolier è ‘salito in cattedra’ nella sede di Scampia dell’ateneo, ma non si è trattato ovviamente di una lectio magistralis, piuttosto di un confronto con i ragazzi e della testimonianza dell’artista che in questi mesi è al centro dell’attenzione mediatica.
Un successo travolgente che gli ha permesso di collezionare ben 60 dischi di platino, e poi l’esperienza a Sanremo 2024, tra secondo posto, e polemiche. Polemiche che non sono mancate neanche per quest’occasione.
C’è chi infatti non ha gradito la presenza di Emanuele Palumbo, ritenuta inopportuna e fuori luogo. In particolare Nicola Gratteri, procuratore di Napoli, ha definito ‘assurda’ la scelta dell’Università, affermando che Geolier sarebbe un ‘modello negativo’ per i più giovani. Di opinione ovviamente opposta Matteo Lorito, Rettore dell’ateneo, che durante il discorso di apertura ha ribadito l’autonomia dell’università aldilà di tutte le polemiche, e che la presenza del rapper si sposa con il lavoro fatto nelle periferie.

La solidarietà di Saviano
Altra voce autorevole scesa in campo è quella del giornalista, che con un video postato su X dichiara di non capacitarsi con chi non è d’accordo sulla presenza di Geolier alla Federico II.
“Bisogna spiegare a queste persone che l’hip hop è una rappresentazione della realtà: se tu fai un video con un fucile non è che tifi per il fucile, stai interpretando la strada. Quando si parla di bitch, denaro, sessismo, droga, non è propaganda: è autentico. O pensate che per fare il bene è necessario soltanto mostrare il bene? Sarebbe facile così. Perché allora dopo la serie don Matteo non si fanno tutti preti? Perché il bene non si afferma tramite il bene, ma tramite il racconto del male”.
Roberto Saviano
Polemiche a parte l’incontro con gli studenti è avvenuto in totale armonia, Palumbo ha confessato che gli sarebbe piaciuto studiare, e che si è sentito in difficoltà a parlare in italiano, lui da sempre abituato al dialetto. Ha poi ribadito il suo amore per Napoli, e dello stretto legame con il rione, luogo in cui si rifugia quando ha bisogna di tranquillità, e poi ancora il rapporto con i genitori, la diffidenza che i rapper del Nord nutrono nei confronti della città partenopea, “A Milano mi chiedono se esiste il casco a Napoli”, cit.
Si è parlato anche di Intelligenza artificiale, “Mi fa paura ma l’unica cosa che l’AI non potrà mai provare è il dolore che prova un artista, in quanto priva di sentimenti”.

