Giorgia Giacometti

Giorgia Giacometti, tra financial business e pentagramma

L'artista si racconta dopo l'uscita del suo ultimo singolo firmato Jason Rooney

di Alessia Maselli

Giorgia Giacometti business woman in musica

Classe 1996 Giorgia Giacometti è una cantautrice e manager finanziaria pistoiese. Con un master in Finanza Internazionale, coltiva da sempre la passione per la musica pop, che alterna all’attività lavorativa. E’ da poco uscito il suo ultimo singolo che si intitola ‘Povero Re’. Prodotto da Jason Rooney, il brano è un inno al femminismo in cui sfida cliché e sovverte convenzioni.

Giorgia Giacometti
Giorgia Giacometti

L’8 Marzo è uscito il tuo singolo ‘Povero Re’, in cui lanci un chiaro messaggio di empowerment femminile e di ribaltamento degli stereotipi, ancora improntati su un modello di natura patriarcale. Che cos’è per te l’emancipazione femminile e qual è la strada per percorrerla?

Il singolo “Povero Re” sottolinea la forza della figura femminile e mette in rilevanza il concetto di “rispetto” che dovrebbe essere alla base di ogni relazione. Guardando al passato, molta strada è stata percorsa per arrivare sul piano di valore che la donna ad oggi rappresenta, sia come individuo che socialmente. Dall’altro lato, credo che molta strada sia ancora da percorrere.

Trovo la questione rilevante sia essendo donna in prima persona che assistendo agli eventi socio-politici ed economici attuali. Credo che il procedimento per arrivare su un piano di uguaglianza sia molto lungo, dove per uguaglianza mi riferisco a diritti e opportunità, riconoscendo che l’uomo e la donna sono due figure molto diverse tra loro e che queste vadano rispettate nelle loro differenti caratteristiche e necessità.

Due strade per me fondamentali sono che la donna dovrebbe auto-riconoscersi come indipendente, forte e capace di gestire la propria vita senza il supporto di terzi e che tali concetti vengano trasmessi all’interno del sistema educativo.

Giorgia Giacometti
Giorgia Giacometti

Tu oltre a essere un’artista sei anche una business woman. Pensi che gli uomini siano spaventati da una figura femminile predominante? E ti sei mai ritrovata in una situazione simile? Se sì come l’hai affrontata?

Riconosco che lavorare nel mondo economico/finanziario, che è prevalentemente dominato da uomini, non sia facile ma neanche impossibile. In campo lavorativo, mi interfaccio continuamente con uomini adulti che sostengono la supremazia maschile su quella femminile e questa dinamica rende soprattutto il primo approccio complesso.

La chiave è mettere in chiaro il rispetto reciproco fin da principio. Sul lato personale e sentimentale, riconosco che molti uomini prediligono donne sottomesse. Personalmente, avendo un carattere forte e deciso, ho bisogno di un uomo che mi sappia tenere testa.

Purtroppo, vedo che la figura di uomo forte e protettivo sta scomparendo e assumendo sempre più qualità femminili. La stessa dinamica vale per la donna, che, non trovando ciò di cui avrebbe bisogno nell’uomo, se ne incarica personalmente, assumendo sempre piú tratti maschili.

Quali sono le donne alle quali ti ispiri (non solo in campo musicale)

Sinceramente non ho donne alle quali mi ispiro. Cerco di migliorare ogni giorno me stessa seguendo i principi e valori che ritengo fondamentali.

Giorgia Giacometti
Giorgia Giacometti

Vivi a Miami. Quali sono le differenze discografiche tra gli Stati Uniti e l’Italia? E cosa dovrebbe prendere a modello l’uno dall’altro?

Credo che la differenza fondamentale sia l’immaginazione. Gli Stati Uniti, e non solo in campo musicale, non hanno limiti del possibile; la capacità di pensare un’idea, secondo il loro metodo di pensiero, ne dimostra la sua possibilità. Tutto ciò che puoi immaginare è quindi possibile, basta solo realizzarlo. Dal punto di vista Italiano invece, si tende a seguire gli standard commerciali senza osare e creare, perdendo quindi la follia che porta alle invenzioni piú grandi. Ribaltando la prospettiva, non credo che gli Stati Uniti dovrebbero adottare un modello italiano; il loro principio è proprio quello di non seguire modelli.

Il tuo brano è prodotto da Jason Rooney, producer multiplatino con alle spalle una carriera longeva e ricca di soddisfazioni. Com’è avvenuto questo incontro e qual è l’alchimia che si è creata durante la lavorazione del disco?  Qual è secondo te il segreto per una buona riuscita del progetto? 

Sono molto felice della nuova collaborazione con Jason Rooney. Jason ed io siamo stati introdotti grazie ad una cara amicizia in comune che, avendo ascoltato la demo di “Povero Re”, decise di presentarci. A seguito di una giornata conoscitiva in studio, abbiamo deciso di collaborare sul progetto al quale si è aggiunta la cantautrice Romina Falconi. Fin dall’inizio, abbiamo avuto feeling e condiviso lunghe camminate ogni mattina prima di entrare in studio per conoscerci ed allinearci sul progetto musicale che avremmo percorso insieme. Credo che il segreto per una buona riuscita del progetto sia proprio l’alchimia di tutto il team che condivide gli stessi obiettivi.

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