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Rina Sawayama Cover

Rina Sawayama, una ventata d’aria fresca

Ritratto di un'artista tra rock alternativo e pop

Ci siamo passati tutti. Se hai superato i trenta ti sarai trovato a pensare come una volta, quando eravamo più giovani, la musica era migliore. Magari questo è anche un frequente argomento di discussione con i tuoi amici. Ciò non è necessariamente vero. E neppure completamente falso.

Quel che è certo, è che ci sono artisti i quali la pensano alla stessa maniera e vogliono riproporcela, quella musica. Una è la cantante che raccontiamo in queste righe: Rina Sawayama.

Musica… d’altri tempi?

Quella provata è una sensazione dettata tanto dall’aspetto tecnico quanto da quello emotivo. Per quanto concerne il secondo aspetto, possiamo farci ben poco.

La musica, per definizione, è emozione. Saremo dunque sempre portati a legarla a momenti specifici della vita, magari memorabili come spesso sono quelli dell’infanzia e adolescenza. Da qui l’idea che le note ascoltate in tale età fossero più orecchiabili. In realtà erano semplicemente più significative per noi.

Sull’aspetto tecnico, invece, occorre fare una riflessione differente. Il mercato è cambiato, le sonorità sono oggi differenti, rivolte a un pubblico nuovo. Questa audience preferisce generi meno melodici rispetto al pop con cui sono cresciuti i più attempati.

La fase compositivo-melodica viene oggi messa in secondo piano per privilegiare un suono elettronico, meno artigianale e maggiormente standardizzato. Per tal motivo, può risultare meno gradevole per un orecchio abituato a una musica diversa, meno sincopata.

Rina Sawayama as a hero
Rina Sawayama. Foto: NME.

Sull’onda della nostalgia

Eppure, la nostalgia è una leva di marketing importante. Anche in questo settore. Un esempio con cui possiamo relazionarci tutti è il buon successo dell’ultimo tour italiano di Max Pezzali, interamente dedicato agli anni ’90. La scaletta, figlia dei suoi album solisti e di quelli assieme a Mauro Repetto nella formazione degli 883, includeva riflessioni incentrate su come i suoni fossero più gradevoli venti-venticinque anni fa.

E non è certo solo l’Italia. Anche a livello internazionale si ripropongono melodie datate. Esse rimandano, senza nascondersi, a una declinazione pop-melodica com’era popolare in quel decennio.

Un’artista che ha fatto di questa composizione una componente preponderante della sua musica è la giapponese, trapiantata a Londra, Rina Sawayama. Una cantante che, non a caso, ha 32 anni.

Essa rappresenta una vera e propria ventata di aria fresca per chi sia alla ricerca di un sound indubbiamente nostalgico ma, al contempo, anche molto fresco. La storia di Sawayama ricorda quella della collega Dua Lipa, seppure il successo le abbia arriso meno, almeno per il momento.

Rina Sawayama, musica e non solo

Sawayama nasce a Niigata, in Giappone, il 16 agosto 1990. A 5 anni d’età si trasferisce con la famiglia nel Regno Unito, a Londra, e intraprende l’intero percorso scolastico sull’isola, laureandosi in psicologia e scienze politiche a Cambridge.

Ancora studentessa, l’artista inizia a posare come modella e a cantare, all’interno della band hip-hop dei Lazy Lion. La sua vera carriera musicale inizia nel 2013, anno di pubblicazione di Sleeping in Walking, primo singolo inciso con il nome di Rina Sawayama. Il primo videoclip risale invece al 2015 ed è quello per la traccia Tunnel Vision. Parallelamente all’attività canora, la giovane porta avanti anche il suo lavoro come modella.

Quando nel 2016 esce Where U Are, Rina Sawayama inizia a uscire dai circuiti underground, i quali sono una vera e propria miniera d’oro di talento nel Regno Unito ma che, molto spesso, non consentono di ottenere rilevanza e popolarità, impantanando le carriere di molti ottimi musicisti ancor prima che comincino.

È però il 2017 a collocare la prima importante pietra miliare nella carriera di Rina Sawayama. In quell’anno esce il singolo This Time Last Year seguito a distanza di qualche mese da Cyber Stockholm Syndrome. Pur non raggiungendo la popolarità di Where U Are con nessuno dei due, l’artista li usa per anticipare il suo primo EP, intitolato semplicemente con il suo nome, Rina.

Rina, un tipico lavoro di debutto

L’EP, pubblicato da indipendente, contiene alcuni singoli già editi e pochi lavori nuovi. La raccolta contiene 8 tracce, la maggior parte delle quali sono i singoli già noti. Accanto a essi, troviamo componimenti non particolarmente rilevanti. Ciononostante, importanti testate come il Guardian o Pitchfork lo notano e ne parlano, lanciando di fatto Rina Sawayama.

Nel 2018, infatti, l’artista lavorerà moltissimo. Il giorno di San Valentino esce il singolo Valentine (What’s It Gonna Be), assieme ad altri pezzi minori realizzati principalmente per riempire la scaletta dell’Ordinary Superstar Tour, primo tour con headliner Rina Sawayama. Al termine di questa tournée l’artista ripartirà subito, questa volta per aprire i concerti di Charli XCX, più giovane di lei di due anni ma esplosa prima.

Si tratta di 12 mesi appaganti e ricchi di successi per Sawayama, la quale si trova ormai in rampa di lancio, con la popolarità e le conoscenze giuste per compiere il grande passo nel mondo della musica: pubblicare il primo album.

Per poterlo ascoltare però l’attesa non sarà breve. Rina Sawayama resterà infatti ferma artisticamente per l’intero 2019, prima di lanciare, nel 2020, Sawayama, per la Dirty Hit Records.

Sawayama, buon successo di critica e vendite

L’album arriva sugli scaffali nella primavera del 2020, in un periodo nel quale il mondo intero ha ben altre preoccupazioni cui pensare rispetto alle nuove uscite musicali, eppure la raccolta riscuote buon successo, tanto da rimbalzare anche sulle pagine di testate non prettamente legate al mondo del suono.

L’album appare oggi piuttosto lontano nel viaggio musicale dell’artista. Si pone come un lavoro variegato, contenente sonorità anche distanti tra loro come pop, pop metal, R&B contemporaneo, e accenni elettronici.

Le influenze sono ancor più numerose: Rina Sawayama si lascia ispirare dal nu metal e dal teen pop, generi che non hanno davvero nulla in comune, e sa appagare orecchie appassionate di elettropop, country pop, pop rock, house, rock elettronico, synth funk, indietronica, ballad, bubblegum pop e dubstep contemporanea.

Sawayama dimostra di essere una grande conoscitrice di musica, forse persino troppo, tanto che il lavoro può apparire come un minestrone sonoro a taluni ascoltatori, apparendo loro sgradevole. Ciononostante l’accoglienza sarà ottima: su Metacritic il disco ha una valutazione di 89 su 100 basata sulla media di 14 recensioni; il portale AnyDecentMusic? riporta una valutazione di 8,2 su 10; Clash gli ha dato 9 su 10 e NME ha assegnato 5 stelle al lavoro.

I singoli estratti saranno 4: STFU!, Comme des Garçons (Like the Boys), XS e Chosen Family, con quest’ultimo che è probabilmente il pezzo più importante dell’album, capace di affascinare persino Elton John, il quale reinciderà una versione del singolo assieme a Sawayama per l’uscita della versione deluxe dell’album, nel 2021.

Riverberi non legati alla musica

La rilevanza mediatica del disco sarà amplificata dall’esclusione di ufficio di Rina Sawayama dal Mercury Prize e dai BRIT Awards, due dei principali premi musicali britannici, ai quali possono accedere soltanto i cittadini britannici.

Pur vivendo, come abbiamo visto, fin dall’età di 5 anni in Gran Bretagna, la cantante è ancora cittadina giapponese, in attesa di ricevere i documenti del Regno Unito. Per tal motivo, non può essere nominata. Sawayama non accetterà di buon grado l’esclusione e denuncerà il fatto pubblicamente, guadagnandosi l’appoggio di tantissimi colleghi, Elton John – suo ammiratore, come già scritto – in primis.

Tra le sue battaglie, inoltre, Rina Sawayama annovera anche quelle contro gli stereotipi asiatici sulla bellezza. Similmente, si è scagliata contro i pregiudizi occidentali verso chi provenga dal Sol Levante. L’artista, membro attivo della comunità LGBTQ+, vuole dare un’immagine di donna forte e convinta delle sue posizioni, come numerose colleghe stanno facendo ad altre latitudini, ad esempio Emma Marrone nel nostro Paese.

Il nuovo, delizioso album

Dopo aver curato ben 3 diverse edizioni del suo album di debutto: alla versione base e a quella Deluxe, già citate, dobbiamo anche aggiungere l’edizione Remixed, un EP contenente i singoli del disco remixati da vari produttori e dj, tra il 2020 e il 2021, Rina Sawayama inizia a preparare un secondo album.

A inizio 2022 l’artista ritrova Charli XCX, con la quale duetta come featured artist nel singolo Beg For You e poi viene ospitata da Pabllo Vittar, cantante e drag queen proveniente dal Brasile, per il suo pezzo Follow Me. A maggio i tempi sono finalmente maturi per parlare di musica propria e il 16 viene annunciato l’album Hold The Girl. Il secondo lavoro in studio di Rina Sawayama sarebbe dovuto uscire il 2 settembre ma ha poi subito un rinvio di due settimane, raggiungendo gli scaffali soltanto il 16 dello stesso mese.

Il programma di singoli anticipatori del disco si apre subito dopo l’annuncio, il 18 maggio scorso, quando esce This Hell. Il 27 giugno viene lanciato Catch Me In The Air. Un mese esatto dopo è resa disponibile all’ascolto la title track, Hold The Girl, mentre Phantom esce il 25 agosto, tirando la volata all’album.

Hold The Girl rappresenta una chiara evoluzione nello stile di Rina Sawayama. L’artista prende soltanto il meglio della sua produzione precedente e ne condensa le sonorità, dando vita a un lavoro maturo, piacevole e armonico.

La squadra di produttori dell’album, ben 7, Rina Sawayama inclusa, decide di puntare su tendenze del rock alternativo, ingabbiandole però in uno scheletro assolutamente pop dalla vena nostalgica. La Dirty Hit lancia il disco insieme all’uscita di un quinto singolo, Hurricanes, pubblicato il 12 settembre. L’album dura circa 46 minuti e si compone di 13 canzoni, che diventano 14 per chi possegga l’edizione giapponese che include una traccia bonus.

Il disco sta andando bene, anche se è ancora presto per dare giudizi definitivi essendo in circolo soltanto da qualche settimana. Nel Regno Unito è tra i più venduti così come in Irlanda, dove è stato l’album più scaricato il giorno dell’uscita e ha raggiunto il terzo (UK) e quinto (IE) posto tra le raccolte musicali più vendute.

Lo stile e le influenze di Rina Sawayama

La cantate ha ammesso in numerose interviste di essere una grande appassionata di musica e di prediligere quella che l’ha accompagnata nel corso della adolescenza.

Tra le sue influenze, Rina Sawayama cita Avril Lavigne, Lady Gaga, Beyoncé, Mariah Carey, Britney Spears, Kylie Minogue, Gwen Stefani, JoJo e la superstar statunitense naturalizzata giapponese Hikaru Utada, meno nota in Europa rispetto alle grandi voci soliste citate ma autrice dell’album più venduto nella storia del Giappone e capace di vendere oltre 10 milioni di copie nel mondo in meno di 25 anni di attività.

Sawayama è inoltre una grande fan degli Evanescence, della loro cantante Amy Lee e dei Limp Bizkit. Proprio come Lady Gaga, l’artista britannica nata in Giappone utilizza il metodo del Belcanto per modulare la voce e ottenere miglioramenti sul piano vocale.

Ascoltando Hold The Girl si sente una Rina molto lontana dal metal e dall’R&B così presenti nel suo lavoro di esordio. Questo secondo disco è molto più centrato sulla dance-pop, con incursioni country e stadium-rock impiegate per spezzare la gamma sonora. Il mood è meno pungente, tanto che potremmo definirlo sophomore e sempre molto coerente nel viaggio nostalgico a cavallo tra gli anni ’90 e i primi 2000 che l’artista promette di far intraprendere a chi la ascolta.

Rina Sawayama sul palco. Foto: https://www.105.net/news/music-biz/1335429/rina-sawayama-vuole-essere-la-nuova-lady-gaga.html
Rina Sawayama sul palco. Foto: Radio 105.

La narrazione parte da una confessione di Sawayama, la quale afferma di essere in terapia per superare un trauma adolescenziale (lo si sente nella intro, Minor Feelings) e si prolunga poi in pezzi orecchiabilissimi ma a volte troppo lascivi a livello testuale. A parte ciò, Hold The Girl è una bomba seppure l’esperienza uditiva sia più piatta rispetto a quanto provato ascoltando il primo lavoro.

La cantante è ancora un prodotto in divenire, che forse approfitta troppo di questi nostalgici tempi per vincere facile, come si suol dire, proponendo una riattualizzazione di suoni che un paio di decenni fa erano assolutamente mainstream. Ciononostante, l’artista pare trovarsi benissimo in questa dimensione e, a questo punto della sua carriera, le è sufficiente ritagliarsi uno spazio nella nicchia del pop. Questo genere musicale necessita di nuovi stimoli e Rina Sawayama rappresenta proprio uno di essi.

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