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Allan Rayman, un mistero tra visione e realtà

Chi è il cantante canadese e qual è il suo sguardo sull'arte

Un artista inedito

Viviamo ormai in un mondo governato dai social, dove le persone vogliono mostrare e condividere le loro vite sullo piccolo schermo. Certo che l’apparenza è una strana arte. Allude, seduce ma alla fine ti porta verso l’illusione. Ciò che sembra non sempre è. Eppure c’è chi vuole nascondersi, o meglio, non mostrare del tutto se stessi. Allan Rayman è uno di loro.

allan rayman
Allan Rayman

Misterioso e, perché no, timido, Allan cerca di non ricorrere all’apparenza, alimentando quello che è l’idea di un artista inedito, fuori dal comune, ‘timeless’. Nessuno sa molto di lui, ciò dovuto anche al fatto che di interviste ne ha rilasciate davvero poche. Tuttavia, nonostante la sua riservatezza iniziale, la sua musica è stata apprezzata da molti critici, facendo parlare di sé.

Nato nel Wyoming ma cresciuto a Toronto (Drake e The Weekend sono suoi compaesani) il giovane cantautore ha sempre tentato di rimanere lontano dai riflettori, anche quando ha deciso di scrivere musica. Difatti furono proprio gli amici ad averlo spinto nell’intraprendere la carriera artistica, remando contro la sua privatezza. E fu così che l’ex muratore canadese (prima lavorava nell’edilizia) divenne il nuovo musicista del grunge.

Una visione cinematografica

Il suo ‘mistero‘ però non si limita alla sua vita privata, ma coinvolge anche la sua arte, ricca di melodie R&B, simbolismi e immagini.

Allan-Rayman-Lyla-Emily-singolo-cover
La cover del singolo ‘Lyla Emily

Allan, evitando le interviste, ha sempre voluto che fosse la sua musica a parlare per lui. In fin dei conti ha ragione. Non è forse attraverso l’arte che conosciamo l’artista? Sicuramente sì. Per questo motivo il cantante ha preferito creare una sorta di universo parallelo, dove non c’è solo musica, ma anche grafica e cinema.

Allan ha rivelato di essere un grande fan dei film, e che per questo motivo i suoi videoclip non sono dei semplici video musicali, ma assomigliano di più a short-film. Delle vere e proprie mini pellicole, dove la sua musica non è altro che una colonna sonora che accompagna la trama e i personaggi della storia. Provare per credere.

Videoclip della canzone ‘Rose‘, tratta dall’album ‘Harry Hard-on

Quando si tratta di creare dell’arte Allan ha confessato di essere piuttosto egoista, cercando di mostrare la sua visone del mondo. Ma questo apparente egoismo nella musica si rivela un modo per rendere le parole dei suoi testi più reali, più veri. In questo modo le persone, ascoltandolo, si rispecchiano in loro stessi, creando un legame con l’artista, la cui visione è ora più simile alla loro.

This is what it is all about, the vulnerability and putting yourself out there

È di questo che si tratta, mettere in mostra la (propria) vulnerabilità e se stessi

Allan Rayman

Persona o personaggio?

Come la maggior parte degli artisti, i fan non sanno se colui che vedono esibirsi sia solo un personaggio dei suoi mini film, o se effettivamente sia la persona. Forse sono entrambe le cose. Di nuovo entra in gioco l’apparenza. Eppure, di nuovo, il cantante non vuole dare molte spiegazioni, lasciando che sia la performance in sé a parlare.

Allan-Rayman-live-performance
Allan Rayman live

Con il suo ultimo album però, la differenza (o la somiglianza) tra i due termini viene ampliata. “CHRISTIAN” (2020) difatti racconta la storia di un personaggio. L’artista ha infatti spiegato che sia il titolo che la tematica si rifanno al film ‘Pump up the volume‘ del 1990. Il protagonista è un giovane ragazzo (interpretato da Christian Slater, da qui il nome) che si trasferisce in una nuova città dove non conosce nessuno e per questo motivo si sente solo.

Come Allan, anche il protagonista è solitario e introverso, ma questa timidezza lascerà poi spazio alla creatività dell’adolescente, che nella propria casa darà vita a una stazione radio, attraverso la quale potrà condividere per la prima volta i suoi pensieri e le sue idee. Questa evoluzione non è solo fittizia, ma anche biografica. Il cantante ha infatti dichiarato che grazie alla carriera musicale è riuscito a costruire un ‘personaggioche si contrappone alla sua timidezza.

To me, that’s what Allan Rayman is. Behind Allan Rayman there’s me […]I know that I’m pretty shy and not very outgoing. But if I put that Roadhouse mask on, I can go out there and run around and be someone completely different

Per me, questo è ciò che Allan Rayman rappresenta. Dietro Allan ci sono io […] So bene che sono abbastanza timido e introverso. Ma se indosso la maschera di Roadhouse (un’altra delle sue personas), posso uscire là fuori, andare in giro ed essere una persona completamente diversa

Allan Rayman

Uno, nessuno e centomila

Allan-Rayman-album-cover
La cover dell’album ‘Hotel Allan’

Il tema delle maschere è stato presente anche nei primi album di Allan Rayman: ‘Hotel Allan‘ (2016) e ‘Roadhouse 01‘ (2017). Anch’essi sembrano avere più una natura narrativa che musicale, allestendo una scena e raccontando la storia di vari personaggi. Ma come ha dichiarato lui stesso, è in ‘CHRISTIAN’, che la storia prende vita e forma, per questo la scelta del nome non è stata casuale: non indica più un luogo ma unapersona‘.

We all create a mask from time to time … to handle different situations

Tutti noi creiamo una maschera di tanto in tanto … per gestire situazioni differenti

Allan Rayman

Ma se molto spesso è la società di oggi ad imporci i ruoli e i comportamenti da avere, portandoci in seguito alla perdizione di noi stessi, Allan ci ha dimostrato il contrario. Indossare una maschera o crearsi un personaggio non significa essere falsi o accontentare gli altri, ma può servire a noi stessi per tirare fuori parti del nostro carattere filtrandolo in base al luogo o alle situazioni richieste. In breve ci aiuta a esprimerci meglio.

Ed è qui che vi lascio, con la performance live di Allan, subito dopo essersi sottoposto a una intervista completamente recitata (ma non per questo fittizia), il cui intervistatore e pubblico non sono nient’altro che degli attori, di un talk show inesistente. Buon ascolto.

Allan Rayman live performance di ‘Pretty Please’
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