ARTICOLO
Sogni d'Oro
Di cosa sono fatti i sogni

La sostanza dei sogni: di cosa sono fatti e da dove vengono

Cosa scatena l'attività onirica e quali sono i suoi preziosi contenuti. Teorie antiche e moderne

In un modo o nell’altro si tratta di magia

Li facciamo tutte le notti, a volte li ricordiamo altre no, in alcuni casi ci lasciano sensazioni bellissime, altre volte ci angosciano oppure ne restiamo totalmente indifferenti. Sono loro: i sogni, che arrivano a farci rivivere le giornate in un’altra prospettiva, che ci parlano attraverso i simboli, che ci avvisano e ci mettono in guardia, ci consigliano, ci suggeriscono, ci danno intuizioni e ci insinuano dubbi, che ci cambiano il pomeriggio o la vita.

Sogni belli o incubi, sogni ricorrenti o premonitori, indipendentemente dal tipologia, durante l’attività onirica succede qualcosa di magico, si mettono in moto dei complessi psicologici, emergono degli elementi rimossi, dimenticati, trascurati, ignorati nella vita cosciente, bussano elementi creativi (nuove idee, suggerimenti, ispirazioni ecc.), si spoilerano eventi futuri.

Il sogno: un viaggio dell’anima

Sogni: Nyx Dea della notte
Nyx Dea della notte

Ma cosa sono i sogni e soprattutto, da dove arrivano? I sogni sono una manifestazione del nostro inconscio, sono strettamente collegati agli elementi che compongono la nostra psiche. Nel momento in cui lo si vive, il sogno non è un sogno, ma è una sorta di realtà. Secondo Schopenhauer un sogno è tale solo nel momento in cui ci si risveglia. D’altronde, è la coscienza che definisce ‘sogno’ quello che è accaduto pochi istanti prima del risveglio. Si tratta quindi di una sorta di esperienza allucinatoria.

Si usa infatti dire che abbiamo ‘fatto’ un sogno, non nel senso che lo abbiamo prodotto intenzionalmente, ma che lo abbiamo sperimentato, come una sorta di viaggio, quasi come nella concezione antica, secondo cui il sogno altro non era che un viaggio dell’anima fuori dal corpo. La sua natura è costituita essenzialmente da immagini: a volte una singola immagine, altre volte una sequenza di immagini più o meno lunga ed articolata. Non si tratta di ‘visioni’ poiché noi non ‘vediamo’ i sogni come spettatori al cinema, ma li viviamo a tutti gli effetti.

Le immagini oniriche possono essere associate ad altre percezioni sensoriali. Spesso sono accompagnate da parole (per esempio dialoghi), musiche, canzoni, rumori. Più raramente le percezioni uditive oniriche non sono accompagnate da percezioni visive: si sente unicamente una voce o si percepisce una melodia. Sono frequenti anche le percezioni fisiche (ad esempio un dolore in una parte del corpo) o cenestesiche, di movimento, come la sensazione di vertigini o quella, frequente, di cadere nel vuoto.

Inoltre, nei sogni si possono sperimentare emozioni, che possono essere congrue o meno con le situazioni che sono rappresentate nel sogno, (angoscia, paura, gioia, piacere, gelosia eccetera). Talvolta l’emozione può non essere congrua con la situazione sognata e questo può essere molto utile durante l’interpretazione.

Teorie antiche: i sogni sono un canale diretto tra cielo e terra

In ogni civiltà ed in epoche diverse i sogni erano considerati come un qualcosa di proveniente dal mondo divino ed appartenente ad una realtà soprannaturale. Una credenza diffusa nelle popolazioni primitive e nelle primissime civiltà era che i sogni fossero dovuti a viaggi dell’anima nel mondo soprannaturale. L’anima durante il sonno si scindeva dal corpo e vagava. Dagli assiri,ai sumeri, agli egizi fino al mondo greco e latino antico, si riteneva che i sogni fossero inviati da particolari divinità. Secondo questi popoli l’attività onirica era il modo attraverso il quale l’essere umano riceveva messaggi da dèi, spiriti o altre potenti entità soprannaturali.

Nella civiltà sumerica il dio dei sogni era Mamu, nell’antica babilonia Makhir inviava sogni benefici, mentre nella civiltà accadica Zaqu (o Zaqiqu), un demone notturno provocava incubi e dei sogni malefici. Nella mitologia greca Nyx, la dea Notte, ha generato Hypnos (il Sonno) e i suoi fratelli Oniri (i Sogni): Morfeo, Momo, Fobetore e Fantaso. Dio del sonno padre dei sogni nel mondo latino antico è invece Somnus.

In ognuno di noi vi è un altro, che noi non conosciamo e che ci  parla attraverso il sogno, comunicandoci come egli ci veda diversamente da come ci vediamo noi

Jung

Teorie moderne: i sogni sono dentro di noi

AristoteleArtemidoro di Daldi sono stati i pionieri dello studio dei sogni del mondo antico. Secondo loro l’origine dei sogni non risiede in una divinità esteriore, ma nell’uomo stesso, nella sua anima, che all’epoca era intesa come una sorta di sostanza fisica. In epoca romantica è stato scoperto l’inconscio ed i sogni sono ricollocati in un ulteriore mondo, stavolta interno. La psicologia del profondo, nata con Freud, concorda con il fatto che i sogni provengono dalla psiche quindi dall’uomo e non dall’esterno. Il loro carattere estraneo e per certi versi soprannaturale, dipende dal fatto che sono originati dalla parte inconscia della psiche, avvertita come oscura, poiché non sita ‘alla luce del sole’ come tutto ciò che è conscio.

Morfeo
Morfeo

Cosa scatena il sogno: circostanze e fonte

Le condizioni che provocano la comparsa di un sogno si distinguono tra i fattori scatenanti, ossia quelle circostanze che possono innescare i sogni, e la sorgente vera e propria che li produce. I fattori scatenanti possono essere stimoli fisici, processi psichici, eventi esterni. Nella comparsa del sogno ci può essere una concomitanza tra più cause, per esempio una sensazione fisica ambientale si può sovrapporre ad un processo psichico interno o esterno.

Per quel che concerne la fonte da cui scaturiscono i sogni, Freud osservava che “l’oscurità che nasconde il nucleo del nostro essere alla nostra conoscenza e l’oscurità che circonda l’origine dei sogni coincidono troppo bene per non essere messe in relazione”.

Per Jung, questo nucleo va inteso come una sorta di ‘intelligenza superiore’, dal momento che, da ciò che rivela attraverso i sogni, dimostra di conoscere l’individuo più di quanto l’individuo sappia di sé, attingendo tra l’altro al linguaggio universale della Natura, dei simboli e degli archetipi. Questa intelligenza superiore è stata definita da Jung ‘il Sé’, il centro regolatore della totalità della psiche. Attraverso il sogno, quindi, questo centro interiore funge da specchio attraverso il quale si osserva e si colgono quegli aspetti di sé che normalmente non vengono visti né considerati (per pigrizia, dimenticanza, rimozione, negazione, convenienza e così via). 

Siamo fatti anche noi della materia di cui sono fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita

William Shakespeare

Gli ingredienti dei sogni

I sogni sono quindi immagini che provengono dal centro della nostra totalità psichica, dal Sé. Ma quali sono i loro contenuti, che ingredienti hanno, che cosa rappresentano le immagini che compaiono? Quale è la loro sostanza? Secondo la definizione di Jung, “il sogno è un’autorappresentazione spontanea della situazione attuale dell’inconscio espressa in forma simbolica”. In altre parole, attraverso immagini apparentemente sconnesse e prive di senso, i sogni rappresentano simbolicamente la situazione psicologica attuale dell’individuo, mostrata dal punto di vista dell’inconscio. Una sorta di specchio della nostra psiche.

Lo scopo è quello di portare all’attenzione del sognatore elementi che erano coscienti ma sono diventati inconsci, oppure elementi che non sono ancora consci e lo potranno diventare. Per interpretare adeguatamente i sogni occorre infatti tenere presente anzitutto la tendenza di ognuno di noi a rimuovere o negare ciò che è sgradevole e spiacevole.

Simboli nei sogni
Simboli nei sogni

Strettamente correlato al meccanismo della rimozione e della negazione è quello della proiezione: i contenuti  sgradevoli rimossi, e quindi inconsci, possono essere proiettati all’esterno (su una persona, su un gruppo di persone, su un’istituzione, su un animale e così via): questo processo può favorire la presa di coscienza proprio di quegli elementi rimossi. Per questo spessissimo le persone o gli animali che vediamo nel sogno siamo, in realtà, noi stessi.

Nei sogni i complessi psichici sono rappresentati simbolicamente e la loro presenza è volta a portare all’attenzione del sognatore quello di cui la coscienza dovrebbe tenere conto nel suo atteggiamento dominante. Il sogno ci parla quindi attraverso i simboli, anche per censurare elementi che potrebbero disturbarci o essere troppo ‘impattanti’.

Il sogno rettifica la situazione. Apporta ciò che manca per completare il quadro e così  facendo migliora l’atteggiamento

Jung

Quando il sogno sviluppa la creatività e spoilera

Un interessante tipo di contenuti che può affacciarsi alla coscienza attraverso i sogni sono gli elementi creativi: suggerimenti, ispirazioni, tendenze, nuove idee. Questo si verifica soprattutto negli artisti ed in generale nei soggetti creativi o comunque può emergere in situazioni di blocco psicologico in cui l’attività onirica svolge spesso la funzione di dare nuovo slancio all’energia vitale.

Tra l’altro, molte scoperte ed invenzioni sono avvenute grazie a un’immagine ricevuta in sogno. I sogni possono anche fornire un’anticipazione di eventi futuri: si tratta dei cosiddetti sogni prospettici o premonitori che possono riguardare sia eventi esteriori sia accadimenti psichici, spoilerano in parole povere le prossime puntate della nostra vita. Infine, nei sogni possono comparire immagini che rimandano agli archetipi dell’inconscio collettivo: divinità, spiriti, motivi religiosi o mitologici e così via. Quest’ultimo tipo di sogni è noto come sogni archetipici e secondo Jung avrebbe fornito il materiale per l’origine delle religioni.

Di che cosa sono fatti i sogni e gli incubi
Di che cosa sono fatti i sogni e gli incubi

Come comprendere ed interpretare un sogno?

Il legame tra sogno e coscienza è fondamentale ai fini di un’adeguata interpretazione di un sogno, è infatti difficile fare un’analisi completa senza conoscere la situazione cosciente del sognatore: che momento sta vivendo? Qual è la situazione che nella sua vita deve risolvere? Qual è il problema che lo affligge? Quale è la situazione che deve risolvere o, la cosa che lo sta rendendo felice? Non conoscere la situazione di partenza riduce l’interpretazione ad una mera ‘decodificazione’ dei simboli non contestualizzata, che riesce bene solo quando l’interpretatore è davvero in gamba.

È sufficiente capire i simboli dunque per fare sì che il sogno sortisca l’effetto sperato? No, un simbolo nel sogno agisce non quando viene capito intellettualmente, ma quando entra in relazione con la situazione cosciente. E può farlo più facilmente quando tocca quelle corde per cui l’individuo è più sensibile: se sono state toccate le corde giuste, il sognatore comprende cosa il suo sogno vuole dirgli ed ecco che l’obiettivo è stato centrato.

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