ARTICOLO
L'Arcobaleno
madame

Madame pioniera di una nuova lingua italiana?

Video, musica, performance, corpo voce e scrittura in un concentrato di poesia

Classe 2002: già un successo strepitoso

La vicentina Francesca Calearo alias Madame, è una bomba di energia, di contenuti e di giovinezza. Ascoltarla casualmente mi ha stimolato una domanda: “ma chi è questa ragazza?“. Premetto che il (t)rap non è esattamente il mio genere, ma alcune melodie, unite alla ritmica e alla voce unica, con quel suo modo di sbiascicare quasi anglofono, mi hanno suscitato emozioni particolari.

L’attrazione è scattata e così l’ascolto attento, assieme al tentativo di entrare nel suo mondo un po’ violento – glamour sì – ma carico anche di mauvais mots, per usare un’espressione francese. Madame, di una rudezza che unisce rabbia, racconti d’amori giovanili e attimi di dolcezza in un mix inaspettato, è una voce fuori dal coro ma, allo stesso tempo, si è riuscita a inserire perfettamente nel panorama musicale italiano, grazie anche alle numerose collaborazioni con artisti di grande calibro.

Madame

Si afferma una nuova lingua per la Musica italiana

I testi di Madame, molto autobiografici, sono freschi della rabbia e delle battaglie portate avanti nel periodo infantile e adolescenziale: si parla di body shaming, di non accettazione di sé, si parla dell’assurdo mercato dei corpi propinato dalla società attuale (le vetrine social sono le vetrine d’Amsterdam, canta nel singolo 17), ma a partire, sempre, dalla propria esperienza personale. Madame, nonostante i suoi sound graffianti e controversi, si dimostra una ragazza di enorme sensibilità e intelligenza.

Nel corso delle numerose interviste rilasciate ha dato prova di grandi capacità oratorie e di ‘autonalisi’: analisi che non cessa mai di mettersi a confronto con gli altri, il sociale e questioni di attualità. Ha esordito a 16 anni con il singolo ‘Anna’, una canzone sensuale, morbida, perfetta per le serate calde d’estate, quando si può fare tardi. Sono molto interessanti i testi di Madame: leggendoli, mi pare a volte di essere davanti a qualcosa di molto simile ai Pixies o ai Nirvana. Ma di un altro genere e nazionalità, come nel caso dell’ultimo singolo, ‘Marea’:

Mama, liberata dal karma
Calipso, fai l’alta marea (marea)
A sud nelle tue labbra
Foresta, caligo, marea

Samba santa

Marea, Madame

Il genere di Madame è stato definito ‘urban’

I suoi sono testi ‘tribali’, un tribale cittadino denso di ritmo, sangue e le parole scaturiscono da intuizioni date da associazioni di suono. Creano sensazioni e colpiscono a livello viscerale, anche se, a livello puramente logico, razionale, sfuggono.

Certo è che la musica rap e trap sta creando un nuovo modo di concepire la lingua italiana e Madame, nel vasto e spesso inquinato panorama del Belpaese, rappresenta la possibilità, per il futuro di un’Italia spesso ancora troppo accademica e stantia, di renderci (se non proprio rock ‘n roll, come hanno fatto i Maneskin) più ‘trap ‘n roll’ e quindi più moderni e competitivi sul mercato musicale/linguistico/espressivo internazionale.

Urla, stupido istinto animale
Se hai voglia di urlare
Se hai proprio voglia di farlo
Tanto sei l’unico che sa di che cosa parlo

Istinto, Madame

La rabbia è un’emozione che se la si sa controllare è molto positiva. Ti accende in qualche modo. La rabbia è anche sinonimo di energia, è l’istinto di tutto. L’istinto è fatto di rabbia e paura

Madame

La rabbia, la rivolta, la moda

Madame è un misto di indipendenza e di accettazione delle leggi del mercato. Di originalità e compromesso, in equilibrio fra loro. Puoi adorarla o non capirla. Può darti fastidio il suo modo esagerato di apparire. Ma se ascoltiamo attentamente i suoi pezzi e le sue interviste, capiamo che la sua missione è quella di evocare e creare energia, prima di tutto: senza scordarsi la critica sociale. Come nel caso di ‘Sciccherie‘, canzone meravigliosa nel quale Francesca indossa abiti di pacchianissimi e fronzuti sembianti: l’intento è quello di denunciare una superficialità ‘sciccosa’, l’esteriore superfluo, che crea dipendenza.

Ma Madame è molto più di una semplice cantante: come lei stessa ha dichiarato, la musica non la conosce granché (non sa leggere le note), ma quello che le preme, prima di tutto, è il potersi esprimere liberamente. I suoi video, le sue canzoni sono performance, monologhi nel quale la storia raccontata si trasmuta in altro da Francesca. Si arriva alla critica sociale attraverso la rappresentazione, l’interpretazione, la ‘messa nei panni di’ un certo tipo sociale (come nel video sopra).

I miei interessi con il tempo si erano fatti malsani, ah
Sputo a terra ovunque sono, devo liberarmi
Ho qualche cosa nello stomaco, non so spiegarmi
La musica mi insegna che io
Io, io sono come gli altri
Non mi interessa di me stessa, tanto sono un’addizione
Amici più famiglia più ennesima convinzione
Mi nutro del piacere che mi provoca incostanza
Aspiro a tutto bronco le carezze di una mamma”

Vergogna, Madame

Perché i suoi testi sono belli

Certo, se leggiamo righe come:

Vita troia fotte da vestita, io a novanta
Lei col mitra sulla mia figa, rido e mica
Ci ride su con me, ci rido su, com’è
Che rimango incinta di una sfiga? Fumo siga’ così nasce storta, bam-bam
La storia di una lady un po’ si schifa
Soprattutto quando nulla nel vissuto la fa figa
A volte o fai la zoccola o la bella malandrina
Quando non hai mai sparato, ma hai sperato in una fine o la tua fine, bang

Clito, Madame

Possiamo rimanere un po’ perplessi, e a buona ragione.

Ciononostante, crediamo che col tempo Madame possa limare la sua tecnica, focalizzarsi su parti di sé che possano rappresentare, per chi ascolta, un vero e proprio accrescimento emotivo, culturale, musicale: ma adesso si tratta (o si trattava?) ancora, per lei, di ‘buttare fuori’ energie negative, pezzi di una vita passata non sempre felice.

La sessualità molto precoce (il primo porno visto all’età di nove anni) caratterizzata da una certa frenesia che la portava a non rispettare se stessa e il suo corpo, fino agli amori (Madame è bisessuale) vissuti e sentiti come una vertigine vulcanica pronta a esplodere, a fare scintille.

Poi ci sono le canzoni in cui parla di come si sentisse a disagio con se stessa in età giovanile, pezzi sull’amicizia, pezzi sulla famiglia… e infine c’è il tema della vergogna, vissuto come qualcosa di cui liberarsi assolutamente, per poter essere amati, sulla scena e in privato.

Madame intervistata. Alle sue spalle, la sua ‘dolce metà’ che dorme.

Col tempo la solitudine si è fatta abitudine
Nel fegato le incudini mi hanno creato i buchi
Le mie paranoie stupide son diventate musica
Chissà nel mio futuro se il dolore sarà utile
Io sono sempre umile e ho grandi aspettative
Se ti vedi già di sopra, non ti alzi di un millimetro
Anche se ho calpestato molta gente che invidiavo
Devo trovarne altra da lodare e poi sopprimere

Bambole Boliviane, Madame

Ironia, racconto, performance: la volgarità, la parolaccia

Madame fa parte di quel filone di artisti che, per poter essere creativi, devono entrare totalmente in una situazione, sentire i brividi di un battito interiore che riscalda e sommuove senza freni per poter, poi, dar forma all’arte. In quest’ottica ‘la volgarità, la parolaccia’ non sono che elementi-alimenti di un vissuto che, masticato a dovere, crea una rivalsa sulla vita. Succedere nell’arte poi, è tornare ad amare la vita. Siamo contenti che finalmente in Italia qualcuno di così giovane sia riuscito ad esprimersi in maniera forte, originale e già matura.

Madame
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