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Editoriali
Italia Inghilterra euro2020

Po-popopo-popo-po, l’Italia in trionfo a Euro 2020

L'Inghilterra si deve inginocchiare ai rigori di fronte alla forza degli azzurri

Sì è tutto vero, è proprio così

Italia Inghilterra
Festeggiano gli azzurri prima della premiazione

Quando ci credi, quando lo vedi, quando ci pensi, quando è davvero accaduto. L’Italia è sul trono dell’Europa calcistica, più forte dell’Inghilterra, più forte della sfortuna e degli episodi, più forte anche di un Wembley stadium soltanto macchiato di azzurro, ma che esalta comunque la forza di un gruppo incredibile.

Italia Inghilterra mancini
Tutti a cerchio intorno al direttore d’orchestra Mancini

Anche durante la spettacolare cerimonia di chiusura… che ha aperto la finale tra italiani e inglesi si nota il muro della gente di casa.

Italia Inghilterra cerimonia
La cerimonia di chiusura… prima dell’inizio

Un Uefa Euro 2020 tra un ‘po-popopo-popo-po’ di berliniana mondiale memoria e un inno cantato con quanta più aria si ha nei polmoni. Poi, fra un umile e coraggioso clacson mescolato fra milioni di altri, e i suoni illuminati di smartphone di ogni modello (la gente si riversa sulle strade e nelle piazze italiane a festeggiare), arriva la schiaffo ai bookmakers, la forte sculacciata a chi si vanta di aver inventato proprio questo sport.

Questioni di tonalità o di testo?

Quanta forza questi inni, quanto materiale da confrontare. Inghilterra ed Italia caricate fin dal primo minuto, dopo aver cantato insieme ai rispettivi tifosi, quelle magiche righe stampate finalmente nella mente e nel cuore. In entrambi i testi, figura ciò che speravano le due squadre in campo questa sera: la vittoria. Che poi sia un dono da offrire ad un popolo o più devotamente ad un regnante, poco importa.

Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò

Segmento dell’inno italiano
Italia Inghilterra inno
Gli azzurri cantano l’inno

Lo possiamo tranquillamente confrontare con quello degli ‘altri’, che vede impegnato anche il principe William in tribuna d’onore.

Dio salvi la nostra graziosa Regina,
lunga vita alla nostra nobile Regina,
Dio salvi la Regina!
Donale la vittoria,
la felicità e la gloria,
possa regnare a lungo su di noi;
Dio salvi la Regina!

Segmento dell’inno inglese

Quando i pochi hanno più voce

Cori, urla, incitamento, perfino il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a cercare di emulare Sandro Pertini che, 39 anni fa, nello stesso 11 luglio (ed era il 1982), aveva esultato con i pugni stretti e un largo sorriso al successo dei ragazzi di Bearzot.

Italia Inghilterra Mattarella
Mattarella esulta con Gravina al gol di Bonucci

Pare siano soltanto 10mila sui 65mila di Wembley i colorati di verde, bianco e rosso, ma i fischi dei più, non coprono le emozioni dei meno. Ed i sorrisi restano a lungo sui volti di tutti, perché quando un grande evento si sviluppa, le sensazioni forti, danno energia da guinness (non la birra dei cugini irlandesi).

Ma in campo allora?

I nomi li sappiamo, erano già previsti alla vigilia, con Donnarumma in porta, la difesa con Di Lorenzo, Bonucci, Chiellini e Emerson, il centrocampo con Barella, Jorginho e Verratti e l’attacco con Chiesa, Immobile e Insigne. In panchina insieme al ct Roberto Mancini ci sono Sirigu, Meret, Locatelli, Belotti, Pessina, Acerbi, Bernardeschi, Bastoni, Cristante, Berardi, Florenzi, Toloi, e di loro entrano Cristante, Berardi, Bernardeschi, Belotti, Locatelli e Florenzi. Gli avversari guidati da Gareth Southgate: Pickford; Walker, Maguire, Stones; Trippier, Phillips, Rice, Shaw; Mount, Sterling; Kane. A disp. Ramsdale, Johnstone, Grealish, Rashford, Mings, Coady, Sancho, Calvert-Lewin, Henderson, Saka, James, Bellingham., e a subentrare tocca a Saka, Hernderson, Grealish, Sancho e Rashford.

Chi c’era e chi manca (sul serio)

Italia Inghilterra Shaw Donnarumma
Shaw ha tirato, la palla è alle spalle di Donnarumma

L’inizio è difficile, molto molto difficile. Ed è forse quello che non ti aspetti, perché se capita un errore banale, una mancata copertura di un centrocampista sull’imbucata di Shaw (su cross di Trippier dalla destra), gli azzurri vanno subito sotto. Sono passati soltanto 120 secondi, un’inezia niente, ma c’è già chi pensa all’assenza di Spinazzola (“perché Emerson è meno negli schemi”), ma soprattutto si ragiona su quale chiave (di violino o di basso?) sia giusta per suonare la melodia di gol agli inglesi.

Inghilterra Italia Shaw
Esulta Shaw dopo il gol dell’1-0

È giusto chiamarla ‘vecchia guardia’ e dire grazie

Settant’anni in due al centro della difesa italiana, tutti e due nati nei grandi anni Ottanta, però Chiellini e Bonucci accidenti se si fanno rispettare. Il secondo riportando pure la gara in parità e così i supplementari sono garantiti. E dopo il palo di Verratti, che segue il fallo da rigore (inutile fischiarlo) subito da Chiellini, la sinfonia azzurra ritrova i suoi accordi con la sfera alle spalle di Pickford.

Inghilterra Italia Bonucci
La rete dell’1-1 di Bonucci

E se Mancini si toglie anche la giacca…

Sono ancora una volta i rigori a decidere i vincitori di un grande evento e il tecnico della nazionale italiana Roberto Mancini, dopo aver scelto i cinque rigoristi, si leva la giacca ed è pronto a dirigere i suoi.

Questo lo spartito dei penalty: la prima nota è di Berardi che è ben intonato (spiazza il portiere), così come Kane, mentre stecca Belotti (Pickford respinge) e Maguire resta nel coro. Bravo Bonucci, non altrettanto Rashford e si rimane sul 2-2. Bernardeschi lancia il suo acuto senza spostarsi dal centro del pentagramma (tira centrale, ma bene) e se Sancho fallisce, lo imita Jorginho. E Saka? Ci pensa Donnarumma a farlo andare fuori tono. Finisce 4-3. L’Italia è campione d’Europa.

Italia Inghilterra
Donnarumma para il tiro di Saka

Mancini? “Siamo stati bravi, i ragazzi meravigliosi”. Il bis continentale arriva a distanza di 53 anni (vittoria precedente datata 1968) e a festeggiare (vicino a Mattarella) c’è anche chi, come Matteo Berettini ha conosciuto la sconfitta, sempre oggi su suolo inglese, a Wimbledon. Avrà modo di battere il ‘maestro’ Djokovic al prossimo concerto.

Italia Inghilterra
L’emozione di Mancini e dello staff azzurro dopo il rigore respinto da Donnarumma
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