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Musica
Grace Slick

Quella volta in cui Grace Slick provò a drogare Nixon

Storia di un piano (poco) psichedelico Made in Jefferson Airplane

Alla White House con l’invito ufficiale

Aprile 1970: Grace Slick, cantante della rock band americana Jefferson Airplane famosa nella San Francisco dei late Sixties, viene invitata a partecipare ad un tè alla Casa Bianca, in onore del Finch Alumni Event, in quanto ex-compagna di college di Tricia Nixon, figlia del presidente, negli anni tra il 1957 e il 1958.

L’invito riporta, però, un nome diverso da quello che tutti sanno: Grace Barnett Wing, cognome da nubile della cantante, sconosciuto agli invitati al party, garantendole un passe-partout per un evento dal quale sarebbe stata allontanata con una probabilità del… 130%. Ma vediamone insieme le ragioni.

Chi è Grace Slick

Facciamola più semplice: se conoscete chi fu Janis Joplin (se la risposta è negativa, informatevi vi prego), per forza di cose sapete di chi si sta parlando quando si pronuncia il nome Grace Slick. Una folle, che più folle non si può. Dal 1990 si è data una calmata, dedicando il suo tempo alle arti visive, ma ai tempi della scena rock statunitense degli anni ’60 e ’70, fu una delle figure femminili di punta, seconda soltanto alla regina indiscussa del soul.

Voce dei Jefferson Airplane, ricordiamo la Slick un po’ come Alice nel Paese delle Meraviglie con i capelli scuri: instancabilmente curiosa, con una naturale predisposizione all’uso di sostanze stupefacenti, che compose la famosissima ‘White Rabbit’ del 1967 in mezz’ora, ispirata dagli effetti psichedelici dell’Lsd. La canzone acid rock, contenuta nell’album ‘Surrealistic Pillow’, avrebbe incarnato il manifesto per antonomasia del rock psichedelico di quegli anni, che dette il via alla cosiddetta ‘Summer of Love’.

Well, taking acid allows you to see there are many ways of seeing, feeling, and thinking, other than the one you came in with

Bene, prendere un acido ti permette di vedere che ci sono molti modi di vedere, sentire e pensare, oltre a quello con cui sei arrivato

Grace Slick

Rebels with a cause: Jefferson Airplane e controcultura

Temuta per il suo carattere provocatorio e ribelle nella scena musicale americana del rock più acido e corrosivo, la Slick capeggiava la band che meglio si poneva al centro della controcultura statunitense: i Jefferson Airplane. Accanto a ‘White Rabbit’ sorgeva ‘Somebody to Love’, un altro capolavoro della collezione che avrebbe acceso le polveri della rivoluzione psichedelica degli anni ’70.

La carriera della band culminò con l’apparizione al Monterey Pop Festival nel giugno del ’67, che fece decollare i Jefferson Airplane direttamente a Woodstock due anni dopo. “It’s a new dawn”, con queste parole Grace Slick apriva, alle 6 di mattina, il concerto dei Jefferson Airplane a Woodstock, sottolineando, con un mix di euforia, quello che realmente rappresentava tale festival: un vento di innovazione.

Lsd nel tè di Nixon: il piano psichedelico di Grace Slick

Grace Slick

E qui torniamo al punto di partenza, al filo che avevo lasciato in sospeso per creare un po’ di hype: il curiosissimo piano architettato da Grace Slick per drogare il presidente Nixon, ai tempi nemico pubblico numero uno di qualsiasi persona fosse coinvolta nei movimenti rivoluzionari di controcultura.

Non a caso fu lui il bersaglio scelto dalla Slick, che quel giorno riesce a penetrare indisturbata all’interno della Casa Bianca su invito personale di Tricia Nixon con in tasca una dose di 600 microgrammi di Lsd, preparata e pensata appositamente per far sballare il presidente. Quello stesso presidente che inviava i soldati americani a morire in Vietnam, conduceva un’estenuante politica anti-droghe e si ostinava a mantenere alto l’onore americano imponendo valori ultraconservatori molto poco ben visti dalla gioventù dell’epoca.

Ebbene, il piano che avrebbe fatto sballare questo presidente qui prevedeva poche e semplici mosse: sfilare i 600 microgrammi di Lsd dalla tasca, infilare la dose sotto una delle unghie della propria mano e, con il gesto impercettibile di una conversazione spontanea, farla scivolare nel tè del presidente, con lo scopo di concedergli un’esperienza allucinogena senza precedenti.

(Non) tutto è bene quel che finisce bene

Nixon sotto l’effetto dell’Lsd avrebbe sicuramente rappresentato una scena da annali della storia – una roba dell’altro mondo – ma purtroppo non tutto è bene quel che finisce bene. Il passo falso che vede la fine del piano psichedelico di Grace Slick viene dato dalla presenza di Abbie Hoffman, noto attivista della sinistra radicale americana, processato più volte per partecipazione ad eventi antigovernativi e creazione di disordini politico-sociali, che Grace aveva scelto come suo accompagnatore per la serata. Insomma, una personcina tranquilla.

Nel momento in cui un agente del United States Secret Service riconosce Hoffman, i due vengono immediatamente fermati ed allontanati, e il piano va in fumo. Il Nixon sotto acidi che tutti avremmo voluto leggere nei libri di storia e che avrebbe senz’altro cambiato le sorti del mondo, non ebbe mai (purtroppo) modo di manifestarsi.

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