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Franco Battiato

Franco Battiato, il numero 1… negli shock addizionali

Il percorso spirituale del maestro raccontato dalle sue splendide canzoni

La ricerca dell’essenza delle canzoni

Siamo bombardati dalla cibernetica, siamo frastornati dal rumore, siamo saturi di informazioni, siamo sommersi da oggetti, suoni, file, foto, audio, video. Eppure molti di noi sono alla costante ricerca dell’essenza. Non ci limitiamo ad ascoltare, ma vogliamo sentire, non ci basta guardare, vogliamo vedere. Leggere è poco, leggere tra le righe è quello che ci serve. A volte riesce bene, altre è più difficile, alcune volte è una sfida.

È il caso delle canzoni di Franco Battiato, sta lì l’essenza di cui siamo alla continua ricerca. Capire le sue canzoni non è semplice, ma lo si può fare se si dà loro una collocazione temporale. In tal modo si può comprendere che la sua musica cammina pari passo con la sua evoluzione spirituale.

Non uso volentieri il termine ‘fan’ per le persone a cui piace molto la mia musica. Lo trovo persino vagamente offensivo, e preferisco chiamarli ascoltatori. Negli ultimi cinque anni si è delineata perfettamente, per la mia attività, una figura particolare di ascoltatore: si tratta di persone che ricercano qualcosa, che hanno esigenze spirituali

Franco Battiato

L’essere spirituale per eccellenza

Preferisco parlare di Franco Battiato al presente, nonostante da un mese abbia lasciato questa vita terrena per continuare altrove il suo percorso. Lo faccio per due motivi: il primo è che sono fermamente convinta che alcuni personaggi siano immortali e quindi eterni, il secondo è che sono certa che lui preferirebbe così visto che non ha mai fatto mistero della sua convinzione sull’esistenza dell’oltre. Battiato è indubbiamente il personaggio ‘spirituale’ della musica italiana.

Chi ama la sua musica resta affascinato non solo dalle melodie ma soprattutto dai suoi testi sempre molto enigmatici. Quando si parla di lui il collegamento con la spiritualità viene praticamente naturale. Ma a che livelli si spinge la spiritualità del cantautore siciliano? Fino a che punto arrivano le sue conoscenze, i suoi interessi in merito? Quali sono le sue influenze religiose? Cosa raccontano le sue canzoni?

Il labirinto spirituale di Battiato

Franco Battiato
Franco Battiato

Cosa c’è dentro i brani di Battiato? Le sue canzoni contengono sempre messaggi esoterici e descrizioni di realtà nuove. Il fascino del mistero che arriva al pubblico attento, rappresenta il legame tra il maestro ed i suoi ascoltatori (così ama definire i suoi fan). Ma per capire il senso dei suoi testi è necessario ripercorrere la sua carriera, comprendere come e perché è arrivato a creare il tesoro che ci ha lasciato.

Per interpretare le sue canzoni occorre addentrarci nel labirinto dove si è spinto l’artista, capire gli ostacoli che ha incontrato e che ha superato, vedere i bivi tra i quali si è trovato a dover scegliere, gli shock addizionali che lo hanno travolto. E, infine, si deve trovare l’uscita, la porta, lo sbocco, il passaggio che permette l’elevazione spirituale che Battiato ha sempre cercato (e che ha sicuramente trovato).

Galeotto fu l’incontro con Gaber

Gli anni ’60 segnano l’inizio della carriera musicale di Franco Battiato. Il suo primo pezzo esce il 20 febbraio 1965. Si intitolava ‘L’amore è partito‘, di Beppe Cardile. Il punto di svolta per Francesco, questo il suo nome di battesimo, è l’incontro con Ombretta Colli e Giorgio Gaber. Gaber arriva a produrre La torre’, il primo vero 45 giri. L’esordio in Rai arriva a maggio del 1967, in una trasmissione condotta proprio da Gaber. Lì, Francesco viene ribattezzato come ‘Franco’, per non creare confusione con un altro ospite presente, nientemeno che Francesco Guccini.

Inizia così ad incidere alcuni singoli, canzoni melodiche nello stile di quelle che erano in voga in quel periodo, molto lontane dal Franco Battiato che conosciamo tutti. Con i primi successi, l’artista catanese inizia ad entrare in crisi. Si sente un pesce fuor d’acqua, non si sente in sintonia con quel genere così leggero.

Il primo shock addizionale e la prima svolta

La crisi non arriva mai per caso, a volte è necessaria per un cambiamento, per non rimanere arenati, a volte ce la manda l’Universo. Lo shock addizionale rappresenta quella marcia in più, del tutto consapevole, in grado di rigenerare e spezzare le catene dell’abitudine. Dopo la prima crisi arriva la prima la svolta: Franco Battiato si avventura nel mondo della musica sperimentale: nel ’69 va a Londra e compra il prototipo di un sintetizzatore VCS3. Ne esistevano solo 3 esemplari in tutto il mondo, uno l’avevano  i Pink Floyd.

Il nuovo inizio parte con l’album d’esordio, ‘Fetus, (Bla Bla, 1971) ispirato a Il Mondo Nuovo’ di Aldous Huxley. La copertina del disco suscita scalpore: in primo piano c’è un feto morto. Battiato usa immagini forti, provocazioni vere e proprie messe in atto anche nei concerti, come quando sul palco viene fatta salire e poi distrutta una grossa croce. Battiato descrive gli spettacoli di quel periodo come una sorta di esperienza paranormale durante la quale entrava in una sorta di trance e viaggiava per dimensioni differenti, per poi rientrare nel corpo e faticare a riconoscere il luogo dove si trovava.

Si trattava di un’immagine piuttosto forte. Che però non intendeva essere blasfema. Quella croce, dalla quale bisognava schiodarsi, rappresentava la cultura tradizionale

Franco Battiato

Il secondo shock addizionale e l’esoterismo

Alla lunga l’immagine provocatoria che gli è stata cucita addosso inizia a stare stretta all’artista siciliano e lui, per fortuna, cambia strada, con una nuova ripartenza ed un nuovo successo. ‘Pollution supera subito le 20mila copie ed apre magicamente la strada dei concerti all’aperto. Ma assieme al successo arriva la seconda crisi, c’è bisogno di un altro shock addizionale. Battiato sente l’ingestibilità del successo, avverte il potere della sua musica che funge da vero e proprio detonatore.

La sua non è solamente una crisi musicale ma un vero e proprio sbandamento esistenziale destinato a cambiare la vita di Franco Battiato in modo radicale. La salvezza per il maestro arriva con la meditazione e con la lettura di testi esoterici. Da lì inizia la musica del poeta che tutti ascoltiamo.

Scoprii per primi i mistici indiani: Aurobindo, Yogananda, e ne nacque, nel ’73, ‘Sulle corde di Aries’, un viaggio iniziatico formato disco. Poi ci fu l’esoterismo e l’incontro con Guénon e, soprattutto, Gurdjieff

Franco Battiato

Cambia lui, cambia la sua musica

Gli effetti del cambiamento si sentono anche nella musica: ‘Sulle corde di Aries’ (Bla bla, 1973), è un disco con una forte impronta elettronica ma contiene anche atmosfere più meditative, a tratti ipnotiche, con rimandi all’Oriente ed alla musica popolare. Ecco che si avvicina il Battiato che tutti conosciamo. Nel brano ‘No U Turn’ dell’album successivo, ‘Clic’ (Bla bla, 1974), sono raccontati i problemi interiori che il poeta catanese vive in quegli anni.

Il testo è un chiaro resoconto di quello che l’artista ha passato durante le sue crisi, delle vissicitudini che lo hanno addirittura portato a pensare al suicidio. Un percorso duro, difficile, un vero e proprio labirinto, dal quale l’artista è uscito gloriosamente. Un chiaro esempio di come le crisi profonde possano fare evolvere a livelli superiori se affrontate con resilienza.

Per conoscere me e le mie verità io ho combattuto fantasmi di angosce con perdite di io. Per distruggere vecchie realtà ho galleggiato su mari di irrazionalità. Ho dormito per non morire buttando i miei miti di carta su cieli di schizofrenia

Franco Battiato

Dai libri al Tibet: il viaggio verso la felicità

Franco Battiato
Franco Battiato

I segnali di quello che Franco Battiato sta cercando arrivano a catena uno dopo l’altro (funziona così quando sei sulla strada giusta): Yogananda, Aurobindo, la lettura di diversi mistici indiani. Nel 1977 c’è l’incontro con Henri Thomasson, che insegna a Battiato a meditare con sistema. Le arditezze mentali diventano la passione dell’artista siciliano. Battiato è in preda ad una vera e propria furia onnivora, una voglia di sapere, conoscere, capire, trasmettere. Fino ad arrivare alla vera passione: la mistica. Finalmente l’artista trova la sua strada.

La trova percorrendo un cammino interiore che parte da autodidatta come sorta di cura. Procede con una ricerca interiore labirintica che lo porta a divorare libri elevati fino ad approdare agli insegnamenti di Henri Thomasson, al Tibet, al sufismo, allo studio della lingua araba, a Gurdjieff ed al buddhismo.

Battiato e Gurdjieff: legame imprescindibile

La svolta cruciale della formazione di Battiato è sicuramente l’incontro con gli insegnamenti esoterici di Gurdjieff e del sufismo, questi saranno i cardini del pensiero del cantautore. Georges Ivanovitch Gurdjieff è infatti uno dei maggiori punti di riferimento di Franco Battiato.

Ma chi è costui? È stato uno dei più noti ed influenti occultisti del secolo scorso, ma non impressionatevi e non fraintendete: il suo approccio è molto lontano da quello dei maghi tradizionali. I suoi insegnamenti sono una sapiente miscela di filosofia, psicologia, nozioni cosmologiche, chimica e scienza. Un cercatore di verità che vuole ritrovare le radici di tradizioni spirituali ed esoteriche. Nel nostro Paese l’influenza gurdjieffiana si ritrova nei lavori di Franco Battiato ed in quelli dei Radiodervish.

I testi enigmatici del maestro

Franco Battiato
Franco Battiato

Capire i punti cardine della dottrina gurdjieffiana è fondamentale per comprendere i testi di Franco Battiato. Lì sta la chiave di lettura di molti suoi testi che pullulano di simboli esoterici: dalle copertine, ai testi, ai concerti. Tutto rimanda all’esoterismo, tutto richiama il percorso spirituale compiuto dall’artista. Analizziamo alcune delle canzoni del maestro per cercare di comprenderne significato e per captarne le influenze esoteriche.

Ci renderemo conto che spesso ci siamo sbagliati, che abbiamo mal interpretato, che abbiamo frainteso. Comprenderemo che le canzoni che hanno fatto da colonna sonora a tanti momenti della nostra vita in realtà volevano dire altro rispetto a ciò che pensavamo. Resteremo delusi? Tutt’altro: faremo chiarezza, coglieremo il senso, e chissà se questo non possa rappresentare per noi uno shock addizionale.

Alla ricerca del centro di gravità permanente

In molti il 18 maggio 2021 hanno postato le parole o il video di questa canzone nei loro profili Facebook o nelle loro stories per omaggiare il maestro. Ma in quanti conoscono il significato di questa canzone? ‘Centro di gravità permanente’ è il frutto del grande lavoro che Franco Battiato ha condotto su di sé. Nel momento in cui un centro di gravità permanente viene creato, tutto il resto, subordinandosi ad esso, si organizza a poco a poco. Il centro di gravità permanente rappresenta il grado di coscienza di sé, che porta ad una verità personale riflessa all’esterno.

Quando il centro di gravità è assente tutto si sbilancia. Il centro di gravità è il centro dell’equilibrio, attorno al quale ruota tutto il mondo della percezione e dell’impressione. Tutt’intorno è periferia. Si tratta di un principio che riporta alla scuola gurdjiffieffiana secondo cui le diverse funzioni umane sono regolate da centri indipendenti l’uno dall’altro. Il centro di gravità è quindi il modo per arrivare ad un grado di coscienza superiore.

‘L’arca di Noè’: si salvino i migliori

L'Arca di Noè
L’arca di Noè

Nell’album ‘L’Arca di Noè’ (Emi, 1982), l’insegnamento sta proprio nell’arca, grazie alla quale si può sperare nella salvezza al momento del diluvio. Battiato vede l’Arca di Noè come una sorta di riguardo divino verso le persone più evolute, come la volontà di salvare chi più si avvicinava a Dio. Nel disco l’arca rappresenta la possibilità di mettersi in salvo per chi che possiede affinità elettive e si trova a percorrere la stessa via per scampare al pericolo di un nuovo diluvio.

Il tema del viaggio acquatico è iniziatico e religioso: la barca è anche il simbolo del viaggio verso l’aldilà. L’insegnamento stesso è un’arca che consente di apprendere ed arrivare alla salvezza. Chi sa è salvo: questo è il concetto chiave. In ‘New Frontiers’, una canzone dell’album ‘L’Arca di Noè’, è presente un concetto perfettamente compatibile col pensiero gurdjieffiano.

Il testo parte con una critica al mero progresso sociale ed economico non accompagnato da un’evoluzione spirituale. C’è poi un chiaro invito alla liberazione, da quelle che l’autore definisce ‘ataviche oppressioni’, per ottenere il risveglio. Anche qui il livello si eleva, anche in questa canzone sono presenti riferimenti al percorso spirituale dell’autore, e con molta probabilità Battiato vuole dare chiare indicazioni sulla strada da compiere per una Nuova Era.

L’evoluzione sociale non serve al popolo
Se non è preceduta da un’evoluzione di pensiero

Franco Battiato

Danze sacre, viaggi spaziali e case editrici

Nel 1983 esce ‘Orizzonti perduti’. La presenza delle influenze spirituali dell’artista si evincono anche nei video dove si possono vedere le danze sacre di Gurdjieff. ‘No Time No Space’, un brano dell’album ‘Mondi lontanissimi’, affronta il tema del viaggio spaziale come metafora di un cammino interiore inteso come ‘ricerca spirituale’. Nel testo appare l’espressione ‘race of vibrations’ (che si traduce con flusso di vibrazioni). Si tratta di un chiaro riferimento alla legge dell’ottava, un assioma pseudo-scientifico di Gurdjieff secondo il quale la seconda legge fondamentale dell’universo è la Legge del Sette o Legge dell’ottava.

Per capire il significato di questa legge, si deve considerare che l’Universo è fatto di vibrazioni che agiscono in ogni tipo di materia, indipendentemente dall’aspetto e dalla sua densità. E a questo punto non si può non collegarsi alla casa editrice fondata nel 1985 da Battiato, chiamata ‘L’Ottava’, dedicata esclusivamente a libri di carattere esoterico e che pubblicava, tra gli altri, autori come Gurdjieff e Thomasson (maestro di Battiato).

Parlami dell’esistenza di mondi lontanissimi
Di civiltà sepolte, di continenti alla deriva
Parlami dell’amore che si fa in mezzo agli uomini
Di viaggiatori anomali in territori mistici, di più

Franco Battiato

L’Era del Cinghiale Bianco

L’Era del Cinghiale Bianco
L’era del Cinghiale Bianco

Una delle canzoni più famose di Battiato è indubbiamente ‘L’Era del cinghiale bianco‘ che rappresenta una vera e propria svolta musicale. Qui l’artista siciliano accantona le sperimentazioni estreme e passa ad un pop-rock di classe. Tutto ne ‘L’Era del Cinghiale Bianco’, pullula di riferimenti esoterici, a partire dalla copertina, concepita dall’art director Francesco Messina.

Nella tradizione celtica e in quella primitiva il cinghiale bianco rappresenta il potere spirituale mentre l’Orsa Maggiore simboleggia il potere temporale. Il cinghiale bianco, corrisponde ad un ciclo positivo in cui la conoscenza prescinde dalla deduzione, un ciclo spodestato dalla ribellione del potere temporale. Il cinghiale bianco allude quindi all’inizio di una fase di rinnovamento individuale ed epocale, mirata a ribaltare il vecchio sistema di cose, a favore di ideali sempre più elevati.

‘E ti vengo a cercare’ e ‘La cura’: canzoni d’amore?

La cura’ è una delle canzoni più amate di Battiato. Chi non la conosce? Chi l’ha capita? Si tratta di un testo volutamente ambiguo e quasi sempre preso per una canzone d’amore tra uomo e donna. Ma se si analizzano le parole si capisce che le promesse del presunto amante non sono rivolte ad una donna, non si tratta di promesse umanamente possibili “Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono. / Supererò le correnti gravitazionali, / lo spazio e la luce per non farti invecchiare”. Si tratta di un dialogo tra un essere superiore e l’autore?

Anche ‘E ti vengo a cercare‘, è spesso equivocato. Si tratta di uno dei brani in assoluto più importanti per comprendere il pensiero dell’autore, che in questo testo attinge sia a Gurdjieff che allo gnosticismo.

‘E ti vengo a cercare’ racconta di un percorso mistico. Ma in molti attribuiscono il testo ad una canzone d’amore rivolta ad una donna, soprattutto nella parte che recita “perché mi piace ciò che pensi e che dici/ perché in te vedo le mie radici“. Ebbene si sbagliano. Anche qui si parla di un altro tipo di amore.

No, non c’era nessuna donna. Cercavo di volare più alto

Franco Battiato

L’uscita dal labirinto

Analizziamo la frase “cercare l’Uno al di sopra del Bene e del Male”. C’è forse qualcosa di più mistico di questa frase? No, io dico che non c’è nulla che meglio esprima il desiderio del cantautore di cercare Dio o qualcuno che ci vada vicino. Chissà se il maestro ha trovato ciò che cercava, l’esoterismo è elitario per antonomasia, ed anche secondo Gurdjieff sono pochi gli uomini che possiedono un’anima immortale, Franco Battiato è senz’altro tra questi. Io dico che è salpato sull’arca di Noè ed ha raggiunto la sua meta lasciando a noi, quaggiù, dei tesori inestimabili: le sue canzoni.

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