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Covid birre canne

Covid, in premio per chi si vaccina gelati, birre e canne!

Inusuali incentivi per sedurre l’impersuadibile popolazione no-vax mondiale

Immunità di gregge o gregge immune?

‘Tendiamo ad agire in relazione al comportamento altrui’. Nella scienza della persuasione si tratta uno dei principi cardine: tutti sappiamo che le persone tendono a seguire la maggioranza. Se il gregge crede in qualcosa, tutti saranno più propensi a credere in quella determinata cosa. Allo stesso tempo, l’unione di un gregge chiuso e coeso fa la forza, e un’opera di convincimento può risultare estremamente difficile. Nei confronti del vaccino anti-Covid si è assistito ad una dinamica molto simile: da una parte forte adesione, dall’altra un’altrettanto forte opposizione.

Negli Usa, ad esempio, da quando il ritmo delle vaccinazioni anti-Covid ha iniziato a rallentare da metà aprile, i vari Stati hanno iniziato a mettere in pratica una serie di incentivi per invogliare la popolazione a prendere parte alla campagna vaccinale. A differenza di molti altri Paesi, gli Stati Uniti stanno andando incontro ad un progressivo aumento dell’offerta di vaccini, non correlata ad un aumento della domanda.

Motivi religiosi, complottisti, scetticismo alla base della scelta no-vax, e così ‘l’Independence Covid Day’ auspicato dal presidente Biden (arrivare al 70% di adulti con almeno una dose somministrata) rischia di slittare oltre la fatidica data del 4 luglio. Questa situazione potrebbe compromettere la tanto desiderata immunità di gregge, e così si è cercato di correre ai ripari con una serie di rimedi. Uno di questi? La marijuana.

Sono rimasti gruppi di persone ai quali servono messaggeri fidati che spieghino loro perché è cruciale vaccinarsi per loro stessi e per le loro famiglie

Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases

Join(t) the american army

Joint army Covid vaccino canne

Un secondo principio afferma che ‘siamo più propensi a dire di sì a coloro da cui abbiamo già ricevuto qualcosa in cambio’. In poche parole, se riceviamo un piacere o un dono, si attiva in noi quel senso di obbligo che ci spinge a dover ricambiare. 
In questo caso, il dono offerto è uno spinello!

Si chiama Joints for jab, l’iniziativa avviata dallo Stato di Washington per incentivare i cittadini a farsi somministrare il vaccino anti Covid. Partita lunedì, sarà attiva fino al 12 luglio e prevede che, dopo l’inoculazione della prima o della seconda dose, gli over 21 potranno ricevere una canna di marijuana pre-rollata gratuita nei negozi autorizzati che vendono cannabis.

Two beer or not two beer, questo è il dilemma

L’impegno nell’attrarre il maggior numero possibile di americani è stato degno delle migliori campagne di marketing: non solo vasta tipologia di premi offerti, ma anche modalità particolari della loro presentazione, unito con uno studio del nome quanto più accattivante possibile. Famoso il caso New Jersey, dove il governatore Phil Murphy ha lanciato la formula Shot and Beer’, ovvero vaccino e birra gratis per i cittadini over 21.

Sempre ‘bionde’ anche per i cittadini di Washington, che si vedranno offrire un boccale direttamente dalla sindaca Muriel Bowser. ‘Pot for shot’ è invece l’offerta del ‘Greenhouse of Walled Lake’ il principale dispensario ricreativo e centro di approvvigionamento di marijuana medica della contea di Oakland, nel Michigan: ‘se scegli di fare il vaccino contro il Covid (sosteniamo sempre la libertà di scelta) questo è il nostro modo per dirti grazie per aver contribuito a porre fine a questa pandemia e a riportarci alla normalità‘.

Vieni da The Greenhouse con la tua prova di vaccinazione e riceverai un Pre-Roll

Greenhouse of Walled Lake

Tieni gli occhi sulla ciambella, non sul buco

Baseball e ciambelle Covid vaccino

Due simboli che nell’immaginario collettivo sono da sempre associati all’America: baseball e ciambelle. Entrambi sono stati arruolati nell’esercito del marketing per la rincorsa al vaccino. A New York, dopo la vaccinazione si è pensato di offrire un biglietto gratuito per una delle due squadre più popolari, gli Yankees e i Mets.

Scelta di cuore in questo caso, scelta di gola nel caso della Kryspy Kreme: la catena americana di donuts ha messo in palio i suoi prodotti per i clienti mostranti la carta vaccinale. Per gli amanti del salato invece, i Chagrin Cinemas a Cleveland hanno deciso di offrire il popcorn nelle loro sale, mentre alcuni ristoranti hanno puntato su sconti sul menù fino al 50%.

Le due S fondamentali: Salute e Soldi

Se anche gola e lussuria non riescono a contrastare l’accidia no-vax, ci pensa la cupidigia! In particolare, il bisogno sfrenato e insaziabile di arricchirsi viene sfruttato in Ohio, dove il governatore Mike DeWine ha provato ad affascinare i suoi cittadini lanciando una lotteria che prevede una volta a settimana (per cinque settimane) un premio da un milione di dollari per chi si dovesse sottoporre alla somministrazione. Requisiti per poter partecipare: avere più di 18 anni, vivere in Ohio e aver ricevuto almeno una dose.

Per i minori di 17 anni vaccinati, invece, una lotteria alternativa, con un premio di grande prestigio: una borsa di studio di quattro anni in una delle università statali dell’Ohio.
I soldi saranno prelevati dai fondi federali già esistenti, istituiti per far fronte alla pandemia.

So che qualcuno potrebbe dire sei pazzo, è uno spreco di denaro. Ma il vero spreco quando il vaccino è accessibile a tutti, è una morte causata dal Covid-19

Mike DeWine

Aziende grandi, cuore grande

McDonald's

Tantissime aziende, grandi e piccole, hanno deciso di dare un importante boost alla campagna vaccinale. La maggior parte di esse ha scelto premi in denaro: Red Rooster, ad esempio, offre ai dipendenti un bonus di 250 dollari e due giorni di ferie pagate. Accanto a questa, sono scese in campo grandi società, come InstacartTargetChobani, PetcoDarden Restaurants. Perfino McDonald’s, che di happy, oltre al famoso meal, avrà anche i suoi dipendenti: soldi extra a quelli che si immunizzeranno. Mai sorpresa sarà stata più gradita.

Basta un poco di zucchero e il vaccino va giù

Ricorda molto quando eravamo più piccoli e, dopo la visita e l’eventuale iniezione di turno, il dottore porgeva una caramella e tutto il dolore passava: regalare qualcosa di goloso subito dopo il vaccino sembra funzionare anche per gli adulti. In Russia, dopo la somministrazione dello Sputnik, viene offerto un cono gelato, mentre si vira su piatti tipici in Giappone, dove si possono ricevere i famosi jiaozi, gli amati ravioli a base di carne.

In Cina gli incentivi variano a seconda delle regioni: si parte da beni primari come uova, farina e pollo, fino a premi in denaro o biglietti gratuiti per luoghi d’intrattenimento. Concludono l’offerta buoni acquisto per lo shopping.  

Paese che vai… frullatore che trovi

L’India è, insieme agli Usa, il Paese con la maggiore offerta di premi: il catalogo è ricco di cibo, gioielli, sconti fiscali, persino… frullatori!
Rajkot, città del Gujarat, agli uomini che si fanno vaccinare viene offerto un regalo degno delle migliori televendite anni ’90: un frullatore ad immersione! Per le donne, invece, gli orafi si sono uniti per produrre forcine d’oro da regalare loro.
In altre regioni vengono distribuiti snack, dolci, piatti di pollo, il tipico biryani (riso, preparato assieme a spezie, carne, pesce, uova o verdure) e ancora sconti su riparazioni auto. Il Comune di Delhi Nord ha optato per un ulteriore sconto fiscale del 5%.

Israele, la prima della classe

Lo stato ebraico ormai viene da tutti considerato un modello di efficienza in ambito vaccinazioni. Già a partire dal mese di febbraio, numerosi sono stati gli incentivi proposti: coloro che hanno ricevuto entrambe le dosi hanno potuto visitare centri sportivi, musei, teatri e hotel presentando il certificato di vaccinazione all’ingresso.
Gli abitanti di Tel Aviv hanno avuto la possibilità di partecipare ad un concerto all’aperto. Agli israeliani vaccinati è stata anche offerta una lattina di coca-cola, birra, pizza, pasticcini, oltre ai più classici challah (un pane tradizionale ebraico a forma di treccia mangiato in occasione dello Shabbat) e cholent (uno stufato della cucina ebraica).

A chi la carota, a chi il bastone

Carota e bastone per arrivare al vaccino Covid

In Serbia Il presidente Vucic, tempo fa, aveva scelto una formula puramente materiale: promessi 3 mila dinari (circa 25 euro) a chi si fosse fatto vaccinare entro il 31 maggio. Come dire, tira più un carro di soldi, che la responsabilità civile.
Pugno duro invece nei confronti dei pubblici dipendenti che hanno rifiutato il vaccino: qualora dovessero contrarre il virus, non avranno ferie pagate.
Spostandoci in Indonesia, le autorità sono ancor più convinte che le sanzioni siano più efficaci dei premi: i cittadini no-vax saranno multati e il loro credito di spese sanitarie nelle strutture pubbliche sarà ridotto.

Da All Blacks a all vaccinated

You know what this is? It’s the metaphorical door to freedom” è lo slogan della campagna della Nuova Zelanda che ha deciso di puntare su spot incoraggianti e divertenti per raggiungere quante più persone possibile. L’annuncio dei Kiwi incorpora il dialetto locale, dichiarando “Ka kite Covid“, che significa “ci vediamo, Covid” in lingua Maori.

Un po’ più a nord-ovest abbiamo Singapore, che ha puntato tutto su Phua Chu Kang, il personaggio principale di una popolare sitcom degli anni ’90, riesumando una serie di suoi tormentoni. Popolare è anche il linguaggio utilizzato nel video, pieno di Singlish, un misto di inglese, cinese e dialetti locali, per rivolgersi in modo diretto e coinvolgente al pubblico locale.
Better get your shot, steady pom pi pi” dice lo spot, nello slang di Singapore. Una frase usata per descrivere una persona che è in grado di mantenere la calma e la compostezza mentre gestisce un compito impegnativo.

Nei ritmi ossessivi la chiave, voglio ri-vederti danzare

In Italia la soluzione per invogliare al vaccino potrebbe arrivare direttamente in pista. La situazione discoteche al momento è ancora in fase ‘lento’, vista l’impossibilità di poter ripartire. Rimane difatti vietato ballare al loro interno, malgrado la riapertura.
Per ora di riaprire non se ne parla, ma potremmo programmare per luglio la ripartenza delle discoteche riservandole a chi ha il pass vaccinale, in modo da spingere giovani a giovanissimi a immunizzarsiha dichiarato il ministro Roberto Speranza.
Vaccinarsi quindi, per poter tornare a ballare. La felicità e la libertà sembrano essere distanti uno shot di vaccino. Quanti di noi sono pronti a questa piccola iniezione, pur di tornare a vedere girare tutta la stanza?

Non sarà magari una ciambella o un piatto di riso a far la differenza, e in effetti, non dovrebbero farla. Nella lunga rincorsa al premio materiale, ci si sente un po’ arricchiti e un po’ miseri.
E così, come per gli impavidi del coprifuoco e dei mille divieti si è puntato sulla paura di multe e punizioni piuttosto che del virus stesso, per il vaccino si punta al premio più che alla responsabilità individuale. Finendo come al solito, con lo stolto che osserva il dito del saggio che indica la luna.

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