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Billie

Billie Eilish tra baggy clothes, horror e Body Positivity

Un viaggio nella carriera della giovane cantante attraverso le sue scelte di look

Arrivo e partenza

Pantaloncini corti, camicia scollata. Una Billie Eilish inedita nel suo ultimo videoclip ‘Lost Cause. La vediamo ballare e cantare sicura di sé mentre guarda dritta in camera, circondata da un eterogeneo cast di attrici che condividono il suo abbigliamento tra il sexy e l’informale. Da dove è partita la popstar, e quale è stato il percorso che l’ha portata a presentarsi in modo così diverso dai primi ricordi che abbiamo di lei? Facciamo un veloce riepilogo della sua carriera e del suo modo di gestire la propria immagine.

Gli esordi e il fratello Finneas

La cantante di Los Angeles debutta con una serie di singoli che escono scaglionati tra 2016 e 2017, e che catturano immediatamente l’attenzione del pubblico e della critica, grazie anche alle connessioni con l’industria discografica del suo fratello, producer e alter ego creativo Finneas O’Connel. In brani come ‘Ocean Eyes’ e ‘Idontwannabeyouanymore’ vediamo una Billie quindicenne che, nonostante la giovane età e un lungo percorso di maturazione umana e artistica ancora da affrontare, si presenta già come una popstar femminile estremamente anticonvenzionale.

Billie
Videoclip di ‘Ocean Eyes’

I pezzi si caratterizzano tutti per atmosfere intime e soft, dominati dalle sue inconfondibili performance vocali al limite del sussurro; nei videoclip appare sempre in set molto vuoti dove l’attenzione va naturalmente a focalizzarsi sulla sua persona, con i caratteristici capelli tinti e l’ancora più caratteristico abbigliamento largo ed amorfo, che sarà uno dei suoi marchi di fabbrica per gli anni successivi.

Il primo album e la svolta horror

La dimensione stilistica di Billie prende una direzione ancora più specifica e controllata con i singoli che precedono il suo atteso album d’esordio, ‘When we all fall asleep where do we go’: la voce sussurrata e le produzioni minimali di Finneas rimangono il centro del suo sound, il colore dei capelli tinti diventa sempre più esuberante e in costante mutamento, e sia musica che immagini abbracciano un’estetica inquietante decisamente ispirata al genere horror. L’utilizzo di effetti sonori e tecniche di produzione anticonvenzionali si integra a una serie di videoclip di altissimo livello e assolutamente coerenti nello stile.

In When the party’s over‘ vediamo Billie, capelli blu elettrico in un set totalmente bianco, bere da un bicchiere un liquido nero che poi inizia a colare dai suoi occhi e dalla bocca, mentre la camera mantiene un inesorabile primo piano; in ‘All the good girls go to hell‘ precipita dal cielo e mentre si rialza barcollante due gigantesche ali nere le si aprono sulla schiena mentre fuochi infernali esplodono intorno; in ‘Bury a friend la vediamo in versione demone sotto al letto che si muove in modo innaturale e fluttua come ne ‘L’esorcista’, per poi trascinata a forza da mani senza volto che le conficcano siringhe nella schiena.

Billie
Videoclip di ‘When the party’s over’

Le dichiarazioni sui baggy clothes

Anche nel tour successivo al release del disco il suo look rimane sempre sulla stessa linea: capelli colorati, pantaloncini larghi, felpe o t-shirt xl, con forte enfasi sui colori fluorescenti contrastati con il nero.

Billie però non tarda ad esprimersi sul motivo della sua scelta di abbigliamento, così inconsueta per una popstar di sesso femminile: in una pubblicità per Calvin Klein afferma che il suo stile è scelto appositamente per non esporre il proprio corpo, per evitare di essere vista attraverso una lente sessualizzante (ricordiamo che l’uscita di ‘When we all fall asleep where do we go’ precedeva di svariati mesi il suo diciottesimo compleanno) e di dover avere a che fare con le opinioni del pubblico riguardo al suo fisico.

That’s why I wear baggy clothes. Nobody can have an opinion because they haven’t seen what’s underneath. Nobody can be like, ‘she’s slim-thick,’ ‘she’s not slim-thick,’ ‘she’s got a flat ass,’ ‘she’s got a fat ass.’ No one can say any of that because they don’t know

Ecco perchè indosso vestiti larghi. Nessuno può farsi un’opinione perchè non vedono cosa c’è sotto. Nessuno può dire ‘è troppo magra’ o ‘è troppo grassa’. Nessuno può dire niente del genere perchè non possono saperlo

Billie Eilish
Billie Eilish

Quasi a darle ragione, l’affermazione scatena un polverone di dichiarazioni favorevoli o sfavorevoli.

Not my responsibility

In seguito la giovane star affronterà la questione di petto in un cortometraggio mostrato in anteprima durante i suoi live e successivamente rilasciato su Youtube, intitolato ‘Not my responsibility’. Nel video in questione Billie compare con la sua fidata tuta, che non tarda a togliersi; continua poi a spogliarsi fino a rimanere in intimo, per poi sommergersi nel solito fluido nero.

Intanto la sua voce in sovraimpressione recita un monologo da minuti che si rivolge direttamente all’ascoltatore, chiedendo in modo provocatorio se avesse un’opinione riguardo lei, la sua musica, il suo abbigliamento e il suo corpo, e conclude affermando che quello che pensano le persone di lei non è affar suo.

Billie
Fotogramma da ‘Not my responsibility’

Affermazioni forti in un ambiente, quello della musica mainstream, dove troppe volte il corpo delle popstar è stato usato come carne da macello. D’altronde si è anche recentemente parlato del caso Britney Spears, che a 17 anni cantava ‘Oops i Did it Again’ con una succinta divisa da scolaretta mentre contratti draconiani destinavano tutti i profitti alla sua famiglia ed arrivavano a limitare fortemente le sue libertà personali.

Il suo attacco ai body shamers, che mettono il suo corpo al centro del dibattito su di lei, continua anche nel primo singolo successivo all’uscita di ‘When do we all fall asleep where do we go’, ‘Therefore I Am, con il video che la segue mentre ruba cibo in centro commerciale vuoto, indossando un outfit forse ancora più sportivo e casalingo del suo solito, mentre canta letteralmente “Non sono tua amica, non ti conosco, togliti il mio nome di bocca”.

La copertina per Vogue e la svolta

Tutto questo lungo precedente rende ancora più scioccante il giorno in cui troviamo, in copertina sulla rivista Vogue, una Billie estremamente diversa: Il capello è biondo a tinta unita, la palette di colori abbandona nero e fluo per diventare molto più delicata e pastello. Fino a qui nulla di nuovo, è tipico delle popstar cambiare look anche radicalmente per associare la nuova immagine al nuovo disco, e difatti il suo nuovo album ‘Happier Than Ever’ è stato annunciato per il 30 luglio.

Quello che sorprende è che la cantante abbia abbandonato completamente il look sportivo e porti, con grande sicurezza, un completo femminile ed aderente che mette estremamente in risalto le stesse curve che ha nascosto per anni di carriera. Nell’intervista afferma di sentirsi più femminile e più matura con i suoi vent’anni, e che, in ultima analisi, il punto non è mostrarsi o nascondersi, ma rappresentarsi nel modo che fa sentire meglio.

It’s all about what makes you feel good. If you want to get surgery, go get surgery. If you want to wear a dress that somebody thinks that you look too big wearing, f**k it – if you feel like you look good, you look good

L’importante è che ti faccia sentire bene. Vuoi operarti, operati. Vuoi indossare un vestito ma qualcuno dice che ti fa sembrare grassa, f*nc*lo, se pensi che ti stia bene ti sta bene

Billie Eilish
Billie
Foto dallo shooting di Billie Eilish per Vogue

Billie reclama a gran voce il sacrosanto diritto di una giovane donna di presentarsi e rappresentarsi come vuole e nel modo che la fa sentire a suo agio, nascondendo o mettendo in evidenza il proprio corpo e la propria sessualità nei tempi e nei modi che preferisce senza dover rendere conto ad opinioni esterne, ed è un messaggio di cui c’è molto bisogno in un’industria del pop che ci ha abituato a rappresentazioni spesso molto caricate sessualmente di popstar dai corpi perfetti.

Ed è soprattutto un messaggio di cui, tutti quelli fra noi che possono avere problemi con gli standard estetici della dimensione social, hanno davvero bisogno.

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