Raoul Bova Rocio Morales

Raoul Bova e Rocio Munoz Morales: quand’è che abbiamo perso il diritto alla privacy?

C'è un confine tra privacy e vita privata, ma forse non lo conosciamo

Raoul Bova e Rocio Munoz Morales: qual è il confine tra privacy e vita privata?

Era già sulla bocca di tutti prima che si riuscisse ad arginare il fenomeno: le chat di Raoul Bova con la modella con cui avrebbe tradito la compagna Rocio Munoz Morales hanno scatenato un fragoroso clamore mediatico, arrivando un po’ a tutti; chi ha ascoltato gli audio per morbosa curiosità, chi per restare al passo con gli ultimi gossip, chi perché ci è incappato – considerando che per giorni non si è parlato d’altro. Facciamo però un passo indietro, spiegando brevemente la dinamica dell’accaduto.

Voci sulla crisi di coppia Bova-Morales, insieme da più di 13 anni e genitori di Alma e Luna, giravano dall’inizio del 2025; solo a luglio, però, vengono diffusi da Fabrizio Corona sul suo canale YouTube ‘Falsissimo’ alcuni audio che Raul Bova aveva mandato alla modella Martina Ceretti, che incriminerebbero l’attore per aver tradito Rocio Munoz Morales.

Rocio Munoz Morales Raoul Bova
Fonte Instagram

La vita di Raoul e Rocio è diventata affare di tutti

Se Raoul e Rocio stessero ancora insieme nel momento in cui è scoppiato questo caso non è dato sapere, le versioni dei loro avvocati sono discordi. Ma soprattutto, non è questo il punto e di tutta questa faccenda, il tradimento – presunto o reale – non deve avere rilevanza. Le questioni che meritano rilievo, invece, sono il fatto che sia stata deliberatamente lesa la privacy di un privato cittadino per questioni che, eventualmente riguardavano la coppia (non certo il popolo di internet) ed il fatto che tutti (o quasi) si siano sentiti in diritto di commentare l’accaduto.

Non dovrebbe essere necessario sottolineare l’ovvio, ma gli eventi che hanno riguardato quest’estate Raoul Bova e Rocio Munoz Morales ci dimostrano il contrario: ledere la privacy di un privato cittadino (coinvolgendo anche la famiglia, come conseguenza naturale) è sbagliato ed è punibile penalmente. La cosa non cambia quando si tratta di un personaggio in vista, come in questo caso. A maggior ragione se l’informazione che viene fatta circolare non è di interesse pubblico, ma gossip fine a sé stesso, come in questo caso.

Il fatto che ci siano persone più esposte di altre per il loro lavoro non ci autorizza a desumere che si possa disporre della loro vita privata a nostro piacimento, come fosse di dominio pubblico al pari di un quadro in un museo: da scrutare fintanto che non si sia analizzato a dovere per poi passare al prossimo. Essere un personaggio che lavora nel mondo dello spettacolo non vuol dire che si sceglie di spettacolizzare la propria vita e metterla in mano alla gente. Si sceglie fin dove si vuole condividere: quello è il limite invalicabile che deve essere rispettato.

Perché ci sentiamo in diritto di giudicare?

Forse, però, possiamo provare a fare un passo ulteriore. Una volta che le chat si sono diffuse e l’audio degli “occhi spaccanti” (marchio registrato da Bova all’Ufficio Italiano Brevetti) è arrivato in maniera indistinta a chiunque abbia utilizzato i social, cosa ha spinto le persone ad entrare nel merito di Raoul Bova e Rocio Munoz Morales, della loro coppia, della loro vita?

I due si sono trovati sommersi di commenti da parte di chi si sentiva in diritto di poter dire la sua: ma per quale ragione? Perché nei commenti sotto i post (chissà nei DMs) con tono dispiaciuto quanto paternalistico (non tutti, è chiaro) si è redarguita Rocio Munoz Morales per non aver considerato prima che Raul è solito fare queste cose… ingenua lei che c’è cascata? E perché ci si sente migliori di Raul Bova al punto da ergersi sul piedistallo da cui è stato rimproverato per un tradimento?

Si pretende di fare la morale a Raoul Bova come fosse il primo e l’unico traditore della storia; si giudica Rocio Munoz Morales perché un po’ troppo sprovveduta; in un commento un utente si definisce “deluso” dall’avvocata di Bova per non essere stata dalla parte delle donne…

Rocio Munoz Morales
fonte Instagram

È veramente molto comodo e rassicurante sentirsi giudici di cause che non ci tangono e che, riguardando persone famose e lontane da noi, pare che non tangano nemmeno troppo loro, come se lo schermo del telefono e la loro fama li proteggesse dalla violenza – perché sì, il fatto che la propria vita privata sia alla mercè di tutti e non per scelta è violenza. Siamo diventati moralizzatori benpensanti: giudici pronti a scegliere da che parte stare e pronti a gridarlo a gran voce – come se si trattasse di tifoserie, poi.

Lui ha deciso di raccontare la sua versione dei fatti a Verissimo, lei aveva preferito non rilasciare dichiarazioni. In ogni caso, che la versione di lei esca fuori o meno, che sia concorde con quella di Bova oppure no, è arrivato il momento che noi utenti di social, spettatori esterni e non richiesti di un drama (che dovrebbe essere) privato restiamo in disparte, fino a quando Rocio Munoz Morales non deciderà di dire la sua. Che sarà a Belve da Francesca Fagnani?

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