renato zero

“L’Orazero”: Renato Zero torna con un album e 23 date in tutta Italia

L'artista romano e l'emozione per il lancio del nuovo album. È il trentaquattresimo.

Renato Zero rilascia la track list del suo nuovo album “L’Orazero” in uscita venerdì 3 ottobre, disponibile in pre-order dal 15 settembre, ed annuncia l’inizio di un tour nei palazzetti d’Italia dal 24 gennaio 2026. Le 23 date si terranno in tutta Italia, da Roma a Bari, da Torino a Messina, accolte dal calore di un pubblico che “più che un elisir, è un abbraccio rassicurante”, sostiene il cantante.

renato zero l'orazero tour

L’album esce all’alba dei 75 anni di Renato Zero, il quale dichiara di voler festeggiare a 4 occhi – “in verità sono più di 4, gli occhi, diciamo a doppio sguardo”, ironizza – con sé stesso, perché se prima temeva la solitudine, considerata una cattiva compagna, ora la ritiene una salvezza: l’occasione per potersi finalmente ritrovare.

Renato Zero e l’incomunicabilità dei giorni nostri

Prova ancora paura, ma per l’incomunicabilità: il salutarsi con il sorriso senza conoscere davvero la persona che si ha davanti. Le 19 tracce, composte con l’orchestra di Budapest, sono quindi un viaggio nell’umanità: in una situazione instabile, prigionieri di forze fuori dal nostro controllo, timorosi per la nostra stessa impotenza L’Ora zero è quella di tutti. È attraverso l’umanità che bisogna ritrovare il nostro peso specifico, la nostra autonomia per poi ricongiungerci in un abbraccio collettivo. Oltre alle 54 guerre presenti nel mondo, infatti, ci sono i singoli tumulti interiori che combattiamo quotidianamente, per renderci poi conto che il nemico vero siamo noi stessi.

Navigando queste 19 opportunità mi sono reso conto che oggi ognuno sta combattendo una guerra, la sua.

Renato Zero

L’indifferenza verso gli altri, dunque, è possibile sconfiggerla scoprendo il valore della presenza: dovremmo tutti fare un esercizio di educazione alla lotta per uno scopo comune. Non servono simboli, non serve alzare la voce: la forza di una piazza muta di fronte allo scempio dei nostri giorni sarebbe sufficiente per dimostrare che siamo tutti alleati e padroni della nostra vita.

Per questo il cantante è convinto che anche la musica debba nutrirsi di scambi, di collaborazioni di qualità, di commistioni tra generi, affinché si possa avere una visione del mondo quanto più possibile ampia attraverso la più sfaccettata delle espressioni umane, quella artistica. Lamentando un’industria che bada molto di più ai numeri che alla qualità delle canzoni, è convinto che ci dovrebbe essere più spazio per la sperimentazione. In un palco rilevante quanto è quello di San Remo in Italia, ad esempio, dovrebbe esserci tanto spazio per il rap e per il rock, quanto per il cantautorato e per il pop. Altrimenti non si può sperare di trovare i nuovi Tenco e De Andrè.

Il singolo “Senza”, uscito lo scorso 12 settembre e anteprima dell’album, è una riflessione esistenziale, ma è anche un augurio, forse un consiglio: senza l’affetto di un abbraccio, senza l’amore di chi ci sta intorno, senza l’umana empatia di guardare l’altro e riconoscersi nel suo riflesso restiamo poveri di spirito.

Abituati ormai a stare per ore al telefono, a lavorare dal computer, secondo Renato Zero ci stiamo invece disabituando alla presenza dell’altro, che è fonte di ricchezza. Dobbiamo vivere a stretto contatto con chi è diverso da noi, anche per apprezzare, per comprendere, per scoprire le meravigliose differenza che esistono: è solo attraverso ciò che ci separa dall’altro che possiamo vedere una realtà a cui non siamo abituati, una realtà che non è in bianco e nero, ma che è colorata da mille sfaccettature di colori.

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