Romina Falconi: fuori il suo 3° album e…un nuovo film?

Si intitola "Rottincuore" ed è un sorprendente viaggio

L’oscuro viaggio di Romina Falconi

Dopo Biondologia e Certi sogni si fanno attraverso un filo d’odio, Romina Falconi, cantautrice romana classe 1985 (che vanta, tra le altre cose, anche una partecipazione a Sanremo), torna alla ribalta con un nuovo album, dal titolo Rottincuore. Si tratta di un concept album (un album in cui ogni traccia presente funge da “capitolo” di una storia che va sviluppandosi brano dopo brano) composto da ben 13 canzoni. Era stato anticipato con 4 diversi singoli: Lupo Mannaro, Maria Gasolina, La solitudine di una regina e Io ti includo. È stato scritto e composto dalla stessa artista, e prodotto da Leonardo Caminati e Niccolò Savinelli, con la partecipazione di Roberto Casalino e Immanuel Casto.

Si tratta di un vero e proprio viaggio, esplorando gli anfratti più bui e nascosti della psiche umana, rappresentata da una galleria di peccatori e di personaggi segnati da vizi, disturbi e sindromi. Alcuni di essi soffrono di patologie a tutti gli effetti, altri non sono riusciti ad adattarsi alla frenesia dei nostri tempi, finendo quasi per impazzire. Ogni personaggio cerca di migliorarsi, di guarire addirittura, che è esattamente ciò che ci si aspetta da loro, ma equivarrà a “vincere” nella vita? Come ha affermato la stessa cantautrice:

In un mondo di giusti, mi ostino svergognatamente a innamorarmi delle creature che devono ricominciare tutto da capo. La società ama tanto gli eroi, eppure si dimentica che l’Eroe si chiama così perché ha toccato la magagna assoluta, ha tenuto duro quando tutto era a brandelli. Ogni brano è il ritratto di un personaggio all’apice del suo malessere: peccatori, esclusi, anime inquiete che la società tende a giudicare con ferocia.

Sono storie di chi non rientra nel canone del vincente, di chi inciampa, di chi si trascina dietro il peso delle proprie scelte. Ma soprattutto, sono storie di chi, mentre lo giudichi, sta azionando difese psicologiche, sta facendo i conti con la sua ombra, la sua peculiarità e, talvolta, con il suo disturbo psichiatrico perché “Rottincuore” non è un processo, è una carezza simbolica a chi, almeno una volta, si è sentito dalla parte sbagliata della vita».

Romina Falconi Rottincuore

Un album che fonda più discipline, dalla musica all’antropologia, passando per la psicologia, con il solo obiettivo di cercare di esplorare, per quanto possibile, la complessità della mente. L’intento è anche quello di rimettere sotto la lente della società tutti gli emarginati. Si tratta di un cavallo di battaglia della cantautrice, che da sempre si batte contro ogni forma di discriminazione, restituendo dignità a personaggi complessi che spesso rompono pure gli schemi, proprio come i peccatori di Rottincuore.

Rottincuore – Il discofilm

Il nuovo album della Falconi ha anche una sua trasposizione sul grande schermo: si intitola Rottincuore – Il discofilm ed è un mediometraggio ispirato alla stessa opera dell’artista romana. Una seduta di gruppo che combina assieme teatro, cinema e poesia, in un qualcosa di assolutamente azzardato ma potente.

Nato da una sceneggiatura della stessa Falconi, che ha lavorato assieme a Marta Monsellato, Il discofilm vede Niccolò Savinelli nel ruolo di regista, affiancato da un cast di attrici ed attori che accompagnano la cantautrice in un viaggio dalla forte carica emotiva e dai tratti grotteschi, dove al posto del dolore troviamo l’arte e dove il confine tra autobiografia e immaginazione non è più così nitido. Ciò che viene fuori è un racconto che è sia particolare che universale. La parte simbolica fa spesso capolino e ha una potenza evocativa non indifferente.

Le voci dei vari personaggi si vanno a intrecciare, quasi sovrapponendosi, andando a formare una sorta di monologo collettivo in cui la realtà si alterna al grottesco. Al centro della scenografia (una stanza, ferma nel tempo, dove guarire sembra impossibile) c’è un cerchio: 12 peccatori, l’uno accanto all’altro, ognuno con un proprio dolore e con un segreto inenarrabile. Dentro al cerchio c’è l’autrice, che cerca di venire a capo del fitto rebus provando ad osservare e ad ascoltare, ma più guarda e ascolta più non riesce a capire, e finisce per smarrire sè stessa.

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