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Serietà
All or nothing: Juventus

Juventus ‘All or nothing’: la vecchia signora messa a nudo

All or nothing, la nuova serie Amazon apre la strada ad un nuovo modo di intendere il calcio

Il calcio, in realtà, è una serie tv!

“No, questa roba parla di calcio e io non la seguo! Il calcio? 20 persone pagate per correre dietro ad un pallone! Si ma è una serie sulla Juventus, io non sono juventino!”.

Frasi standard trite e ritrite sul mondo del calcio

Esclamazioni ‘originali’ a parte, è assodato che ormai possiamo considerare sport e spettacolo due entità che coesistono, scambiandosi seguaci, fan e spettatori improvvisati. Il mondo del calcio, in particolare, è da sempre stato protagonista sul piccolo schermo. Un tempo relegato ai 90 minuti post-prandiali della domenica, passati ad osservare quell’immenso rettangolo di gioco verde con amici e parenti vari, oggi si va decisamente oltre: il pallone non smette di rotolare al triplice fischio, supera i confini dello stadio e finisce in film, serie tv, documentari, perfino sui giornali di gossip.

E con tutto ciò che succede fuori e dentro il campo, c’è sempre da seguire, stare aggiornati e conoscere protagonisti, retroscena e momenti salienti. Insomma, lo spoiler non riguarda solo il risultato finale!Vi siete mai chiesti cosa succede quando i calciatori rientrano negli spogliatoi? Quando credono di non esser più ripresi dalle telecamere e si lasciano andare a sfoghi da confessionale in stile grande fratello? Sarebbe molto interessante andare a ‘sbirciare’ nei campi di allenamento, ascoltare conversazioni segrete ed inedite negli uffici e magari avere una lente puntata anche sulla vita privata dei nostri atleti preferiti.

La bella notizia è che una serie così esiste già, fresca di uscita su Amazon Prime video. E sono sicuro possa metter d’accordo calciofili e amanti delle serie tv. Per conoscerla meglio, ho selezionato una serie di motivi per cui davvero non dovreste perderla! Alla fine, ci sarà davvero da farsi una domanda: “ma il calcio può essere considerato una serie tv?

La ‘trama’ della serie, in breve

All or nothing: Juventus

La bellezza, si sa, è donna! E c’è una vecchia Signora che, nonostante la veneranda età di 124 anni, ha deciso di sedersi davanti alla sua grande specchiera per tornare a farsi bella. Obiettivo? Aprire le porte della Continassa e far entrare decine di telecamere pronte a riprenderla nella sua dimora, catturando scene nascoste dagli angoli più reconditi.

Dopo una serie di riprese durate 40 settimane, è uscita la nuova docu-serie targata Amazon Prime dal titolo ‘All or Nothing: Juventus’. Si tratta di un nuovo capitolo del franchise di documentari sportivi antologici ‘All or Nothing’, famosi per averci svelato numerosi retroscena sportivi su vari club del mondo: nazionale di calcio brasiliana, Dallas Cowboys, City, Tottenham e Bayern Monaco solo per citarne alcuni.

La protagonista, stavolta, è la Juventus, squadra che nel corso della sua storia calcistica ha conquistato titoli e scalato le vette più ambite. La docu-serie ci propone un punto di vista esclusivo: un occhio sul campo ma anche tanti occhi al di fuori per seguire la squadra un’intera stagione, svelando retroscena e tutto ciò che succede ‘dietro il sipario’: parole, frasi, reazioni di giocatori e dirigenti che stanno già facendo discutere il web.

Riassunto delle puntate precedenti

La produzione originale Amazon Prime Video ripercorre per filo e per segno tutta la penultima stagione della Serie A Tim (2020/2021). Dopo aver dato il benservito a Massimiliano Allegri (no, non stiamo parlando della storia con Ambra Angiolini) e dopo la breve ma intensa storia con Maurizio Sarri, il presidente Andrea Agnelli decide di puntare ad una rivoluzione: nuovo allenatore e nuovi giocatori per portare a casa il decimo titolo consecutivo. La scelta d’amore cade quindi su Andrea Pirlo, ex di turno, verso il quale i sentimenti non sono mai tramontati. Negli 8 episodi della serie seguiremo dunque l’ascesa al trono del ‘Maestro’, fino al suo triste allontanamento di giugno.

‘All or Nothing: Juventus’ non ha niente di inventato. Tutto ciò che viene detto all’interno degli episodi è reale e ripreso senza censure, cosa che, tra l’altro, ha finito per incuriosire anche quella fetta di amanti del pettegolezzo e del gossip (oltre a fornire un buon numero di spunti per meme vari!). Come promesso, andiamo dunque a vedere alcuni momenti clou decisamente molto interessanti.

Il Sarrismo e l’arte di andare a naso

Sarrismo’: termine ormai entrato a pieno merito nel nostro vocabolario. Eppure, neanche questo traguardo sembra esser bastato alla dirigenza bianconera. Che ‘il comandante’ Maurizio Sarri (ex allenatore del Napoli) non sia andato a genio ai piani alti di Torino non è un segreto. Viene spontaneo però chiedersi come mai ci siano così tanti riferimenti a lui (poco piacevoli, per usare un eufemismo) nonostante la vittoria di uno scudetto in bianconero. Il primo episodio della docu-serie che tanto sta facendo parlare è la battuta di Pirlo alla prima conferenza stampa da nuovo allenatore della Juventus.

Apparentemente sereno e baldanzoso, il mister dribbla i giornalisti su una serie di domande, tenta un contropiede punzecchiandoli e sottolineando la loro impreparazione, per poi concludere con un bel tiro (o frecciatina) dalla distanza. Al termine della conferenza, infatti, il tecnico fa una battuta, riferendosi al suo predecessore Sarri: “Com’è andata? Bene? Beh, non mi sono messo neanche le dita nel naso”.

Sarri

Sempre in riferimento a Sarri, la docu-serie pone l’attenzione anche sulle dure parole di Andrea Agnelli all’inizio del raduno della nuova Juventus guidata da Pirlo. Un discorso a cuore aperto da parte del presidente, che commenta l’anno precedente, quello del nono scudetto consecutivo, considerandolo proprio “un anno di merda!”. Insomma, dopo le scottanti rivelazioni da parte di Gigi Buffon, si aggiungono altri pezzi all’intricata love story Sarri-Juventus, finita decisamente male.

Un maestro in grande spolvero

Andare dietro le quinte vuol dire anche sfatare certi miti, come quello su Andrea Pirlo, considerato allenatore compassato, non in grado di caricare la squadra. In ‘All or nothing: Juventus’, in realtà, lo vediamo spesso gridare in spogliatoio come in campo, dove le telecamere riescono a cogliere anche una serie dei suoi “vaffa” nei momenti più critici delle partite.

Andrea Pirlo è uno dei grandi protagonisti per via dell’importanza della sua figura nello spogliatoio bianconero. Numerosi sono i confronti ripresi dalle telecamere tra l’allenatore ed i senatori bianconeri, suoi ex compagni di squadra fino a pochi anni prima, con i quali il rapporto di amicizia e stima è sempre andato oltre quello professionale.

La serie ci permette di scoprire una doppia -e per certi versi nuova- veste dell’allenatore bresciano: quella dell’intrattenitore che, a cena con i collaboratori, racconta aneddoti e storie da spogliatoio divertenti (impagabili quelle sull’amico ed ex compagno di squadra Rino Gattuso). E quella dell’allenatore fumantino e tosto all’interno delle ‘stanze segrete‘. Basti pensare all’intervallo del match con il Benevento (perso poi per 1 a 0) o quello contro la Fiorentina, momenti che hanno saputo mandare su tutte le furie Pirlo, con annessi epiteti ed esternazioni irripetibili.

Se non si sta concentrati si fanno figure di merda! Se abbiamo i coglioni, dobbiamo ribaltarla!

Spazio ai giovani: McKennie, la “pasta al biscotto” e il caffé lassativo

McKennie e Chiellini a pranzo insieme, scena della serie tv

“La cosa che a me sta sul cazzo è vedere la gente sui lettini nel pre-gara con i telefoni in mano. Dall’anno prossimo, quando vai a farti il massaggio, il telefono lo tieni nell’armadietto. Almeno sei concentrato su quello che devi fare”.

Pirlo sui ‘giovani’ nel pre-gara

Spazio ai giovani, dunque, che hanno bisogno di esser educati, sia dal punto di vista comportamentale che da quello…‘culinario’. Un po’ come nel caso di Weston McKennie, centrocampista bianconero e gran personaggio dentro e fuori il rettangolo di gioco. Tra festini e ‘colpi di testa’ improvvisi, lo statunitense ha dovuto prendere confidenza con la cucina italiana, non senza difficoltà: niente hamburger, salse e niente ali di pollo, estrema concentrazione su verdura e pesce. D’altra parte, presentarsi con ben 85 kg a Torino non è stato il miglior biglietto da visita. Da non perdere la divertente conversazione con Giorgio Chiellini a proposito della nostra amata pasta!

Pasta? Se ci aggiungi un biscotto, un brownie o un hamburger allora sì che mi piace!

Weston McKennie in preda a frenesia alimentare

Neanche il caffè sembra esser troppo gradito all’americano, che rivela di non riuscire a bere un espresso senza dover correre in bagno per non farsela addosso! E per concludere in bellezza, anche un consiglio gourmet a stelle e strisce: “Avete mai provato la ‘salsa ranch’? È una salsa che usiamo per condire l’insalata, ma se la metti sulla pizza è il top!”.

“Vorrei proporvi una cosa. Vi chiedo solamente di non iniziare a ridere.”

E’ così che Fabio Paratici ( ex direttore sportivo della Juventus, oggi al Tottenham -Ndr-) racconta in ‘All or Nothing: Juventus’ di quelle prime parole che avrebbero aperto le porte di casa Juve all’acquisto de secolo. L’ex direttore sportivo svela i retroscena di quando aveva deciso di presentare alla società bianconera il modo per portare a Torino Cristiano Ronaldo. Già da mesi si parlava di questo colpo di mercato ma nessuno voleva crederci, neanche gli stessi tifosi del club.

Sappiamo tutti poi come andò a finire: l’arrivo di Ronaldo fece volare le azioni della società e le vendite del merchandising riuscirono a coprire il primo anno di stipendio e non solo. Il portoghese in tre anni (dal 2018) segnerà 101 gol con una media stratosferica di 0,85 reti a partita.

Non solo numeri sul campo, ma anche amicizie al di fuori per il portoghese, che ha saputo stringere un bellissimo rapporto soprattutto con Carlo Pinsoglio, terzo portiere bianconero. Proprio quest’ultimo lo ritroviamo al centro di un episodio molto particolare legato al regalo per il compleanno di Cristiano. Dopo diverse difficoltà, confeziona finalmente un’idea originale: Una maglietta bianca, l’emoji di un maialino e una stampa dell’hashtag ‘#DaiUnPoEh’, frase con cui – rivela il portiere – si caricano tutti nello spogliatoio. Il regalo perfetto per uno dei giocatori più forti del mondo!

Certi amori poi, finiscono…

La serie ‘All or nothing: Juventus’ comunica una sensazione di trasparenza, con la fuoriuscita dei momenti più viscerali. Uno di questi è lo sfogo di Ronaldo nell’intervallo di Juve – Porto, ritorno degli ottavi di Champions. Nelle immagini, tutta la rabbia del campione portoghese che afferma con forza che “si sta giocando di merda, mentre Juan Cuadrado cerca di tranquillizzarlo. Un intervallo di fuoco, con paroloni poco apprezzati dai compagni che sottolineano, oggettivamente, come il lusitano si trovasse in piena crisi di nervi.

Inevitabilmente, quell’ episodio sancirà il progressivo declino del rapporto tra Cristiano Ronaldo e la ‘Signora’.

Cristiano Ronaldo in una scena di 'All or nothing: juventus'

Il re di Roma è Juventino?

Per concludere con ‘le imperdibili’ della docu-serie, come non citare l’incontro tra Pirlo e uno dei simboli del calcio italiano. Nella quarta puntata compare infatti anche Francesco Totti, che aveva fatto visita al suo ex compagno in azzurro al centro sportivo della Continassa. “Dillo che sei sempre stato tifoso juventino“, dice scherzando Pirlo all’ex capitano della Roma. E Totti non la prende bene, cercando di trovare spiegazioni ad un’esclamazione tanto folle: “Ma non è che sei positivo? Non è che c’hai il Covid?”.

Il colloquio tra i due, alla presenza anche degli altri collaboratori di Pirlo (Baronio e Tudor) prosegue con Totti che chiede a proposito delle prime sensazioni su questa nuova esperienza. Poi il giallorosso si lancia in un’analisi di marketing, scherzando su quanto girassero ancora le magliette ristampate del nuovo allenatore bianconero.

“Ancora girano le tue magliette, le hanno ristampate, c’hanno visto lungo alla Juve”

Non solo calciatori, non solo juventini

La scelta vincente di Prime Video è di allargare la visione dal campo al fuori campo, moltiplicando i punti di vista. Nella serie infatti vediamo che i tifosi hanno un ruolo centrale. In alcuni episodi possiamo addirittura assistere alle partite accanto a supporter particolari: un padre e un figlio che si ritrovano, alcune donne borghesi di Torino, una parrocchia in perenne aria di derby con due sacerdoti, uno tifoso della Juve e uno del Toro.

Al centro della scena anche Torino, la città dove Bonucci porta i bambini a scuola a piedi e, in quel momento, è semplicemente un papà. Lo stesso Bonucci lo vediamo intento a fare volontariato ed andare ad allenarsi con una squadra di ragazzi disabili. Scopriamo poi il forte legame tra Giorgio Chiellini e suo fratello e le scene di vita quotidiana di Carlo Pinsoglio con la propria fidanzata. L’obiettivo implicito è quello di portare lo spettatore ad essere più vicino al calciatore mostrando i lati della vita di quest’ultimo che, ovviamente, non si possono conoscere osservando esclusivamente il campo da gioco.

Scelte narrative e storie inaspettate e coinvolgenti

all or nothing scena

‘All or Nothing: Juventus’ non è la prima serie a cui il club torinese accetta di partecipare. Qualche anno fa infatti anche Netflix coinvolse la società bianconera nella serie ‘First Team‘, che non fu un vero e proprio successo. Amazon Prime sembra aver fatto centro stavolta: questa versione di ‘All or Nothing’ sembra la più completa di tutte.

La scorsa stagione in casa Juventus è stata, per una serie di ragioni, diversa rispetto a quello che ci si sarebbe aspettati: la serie ha un sapore del tutto particolare poiché sfortunatamente becca l’unico campionato non vinto dai bianconeri negli ultimi anni. A posteriori si percepisce la sensazione di ‘ultima volta’ per tanti personaggi, da Pirlo a Ronaldo, Paratici, fino a Gigi Buffon. Il racconto inaspettato di una fase di transizione, la fine di un’era. Si sa che il calcio oggi va a una velocità incredibile, e che ogni nuova stagione mette in archivio l’altra. Ma nel guardare oggi la serie Amazon Prime Video sembra davvero siano passati anni.

Tutti questi aspetti vengono esaltati da una certa qualità del prodotto: ‘All or Nothing: Juventus’ è curata da ogni punto di vista. Regia e scelte musicali sempre azzeccate, inquadrature e slow-motion apprezzabili da qualsiasi amante del calcio, a prescindere dalla fede. Su questa scia, sicuramente si arriverà a realizzare prodotti sul panorama sportivo sempre più interessanti e accattivanti.

I punti di forza e quelli di debolezza

La scelta di rendere il più naturale possibile ogni dialogo ha fatto sicuramente la differenza rispetto a numerosi documentari realizzati con lo stesso stampo. Nelle discussioni in lingua straniera non ci sono scene doppiate in italiano. I produttori si sono impegnati piuttosto a sottotitolare le conversazioni senza snaturare il tutto. La bellezza sta nel poter assistere a dialoghi ‘veri’, senza che volgarità, scurrilità e frasi ambigue siano oscurate dal politically correct. Insomma, libertà di espressione così come ci piace, senza paura del giudizio altrui.

Negli episodi, inoltre, non si ha mai la sensazione di stare guardando qualcosa di finto e preparato a puntino, nemmeno quando i protagonisti si rivolgono direttamente in camera. Il ritmo della serie risulta perfetto, capace di enfatizzare le partite decisive per il percorso della squadra e in grado di svelare in crescendo tutti i motivi su malumori e motivazioni dietro le scelte prese durante la stagione 20/21.

Unico neo? Manca in effetti l’apporto di altri giocatori chiave della squadra. Poco o pochissimo (o in alcuni casi nessuno) spazio è dato agli altri elementi, come Paulo Dybala, Bernardeschi, Federico Chiesa e così via. Chissà che non sia stata soltanto una questione di diritti d’immagine.

Alla fine, la risposta al nostro quesito

Con questa nuova serie la Juventus e il nostro calcio entrano in un nuovo mondo, quello dell’intrattenimento in streaming. Se ci pensate, il calcio non è più soltanto uno sport (una fortuna per alcuni, un vero peccato per altri). Il calcio è intrattenimento puro, è una voce della nostra società: intorno ad esso ruotano moda, lifestyle, tendenze. Anche il calcio, come le serie tv, ha il forte potere di impattare i nostri gusti e il quotidiano. Ci emoziona, ci fa sussultare nei momenti più impensabili. E’ imprevedibile, spesso molto più di qualsiasi sceneggiatura! Ed ha la rara capacità di raccontare un mondo cosi sfaccettato e complesso in modo semplice, diretto, come un gioco!

La serie tv di Amazon Prime potrebbe far rivalutare il mondo del calcio anche ai non appassionati. ll calcio è un mondo, per certi, versi ancora sconosciuto, fatto di emozioni, uomini e donne, paure, speranze e mille sogni. Siete ancora sicuri che sia ancora soltanto un gioco?

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