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Dress Code
Moda Genderless

Moda genderless: come infrangere i tabù 1 gonna alla volta

Non più etichette di genere: la rivoluzione viene dalla musica

Non più etichette con la moda genderless

Chi dice che la moda non possa essere portavoce della fluidità di genere, forse è rimasto un po’ (tanto) indietro nel tempo: ormai sempre più brand – come ad esempio Gucci e Marc Jacobs – e gli stessi testimonial, sono tra i primi sostenitori della moda genderless, ovvero quella moda che delle etichette di genere e dei costrutti sociali, se ne frega.

Ultimamente è proprio dal mondo della musica che appare urgente il compito di sdoganare quelli che ad alcuni potrebbero sembrare dei tabù, anche a costo di prendere insulti o di ricevere appellativi offensivi: ma è tempo di smuovere le acque, far capire che meno etichette ci sono nel modo in cui ci si veste, ovvero di come si appare agli occhi degli altri, e più è possibile vivere tranquillamente la propria intimissima identità, senza particolari preoccupazioni o forzature.

Ed ecco che sui red carpet (sulle copertine e sulle cover degli album) sempre più artisti sfoggiano gonne e completi appartenenti al sesso opposto (che invece sono semplicemente patrimonio di chiunque li apprezzi e li voglia indossare).

Vediamo insieme alcuni look, così da capire qual è stato il ruolo di ciascun artista in questa ‘battaglia’.

Harry Styles, creatura androgina per Vogue USA

Vogue Harry Styles
Copertina di Vogue 2020

Non è la prima volta che sulla nostra rubrica ‘Dress Code’ parliamo di Harry Styles, questo perché nel suo unico e autentico ‘personaggio’ artistico, c’è un’icona dell’inclusione, della libertà d’espressione e della comunità lgbtq+.

Nella sua non così tanto piccola realtà, Harry Styles ha da sempre portato avanti campagne contro l’esclusione di coloro che si sentono diversi, emarginati da una società in cui molto spesso non si concepisce nient’altro che due etichette di genere preesistenti. Tutto questo è stato fatto con una semplicità tipica di qualcuno che non deve sforzarsi ad essere portavoce, ma di una persona che semplicemente si sente già libera di fare, indossare ed esprimersi in qualsiasi modo voglia; senza preoccuparsi in alcun modo dell’opinione pubblica.

Per questo motivo, il numero di dicembre dello scorso anno di Vogue USA è stato classificato come uno dei più importanti della lunga carriera del cantante britannico: quello creato per promuovere il suo album, Fine Line. Un tripudio di texture, stili e capi, mescolati a seconda dell’effetto che si vuole ottenere: libertà ed estro.

Moda Genderless
Moda Genderless

Ho provato davvero tanta gioia nel giocare con gli abiti. Nono ci ho mai pensato su troppo sul significato, diventa semplicemente una parte estesa della mia creatività. Quando guardo gli abiti da donna penso semplicemente che siano davvero fantastici.

Harry Styles

I giovani artisti italiani raccolgono il guanto di sfida

C’è chi dice che l’ Italia sia un paese arretrato in cui l’orizzonte per la libertà e la fluidità di genere è ancora molto lontano. Allora ci pensano loro: giovani artisti che, grazie alla grandissima influenza sulle giovani generazioni, educano al rispetto e alla libertà. Parliamo di Mahmood, Sangiovanni, Irama, i Mäneskin, Madame e tanti altri. Perché indossare la gonna, lo smalto o un completo, non dovrebbe essere un qualcosa di sconvolgente ed impensabile.

Mahmood
Mahmood, ex vincitore di Sanremo, è solito giocare molto con la moda. Eccolo in camerino, con una gonna plissé beige, che fa molto college.
Maneskin gonna
Ormai lo sappiamo, ai Mäneskin piace provocare. Damiano, frontman della band, indossa un completo full anni ’90, con tennis skirt a quadri che riprende la giacca.
Irama gonna
Una gonna nera per chiarire. Irama, indossando la gonna al Forum d’Assago, ha voluto rispondere a chi l’aveva accusato di essere omofobo.
Finito nel mirino di Vladimir Luxuria e Manila Gorio per una strofa del brano Stanotte, considerata transfobica e omofobica – “Voglio chiudermi in un bar. Poi spogliarti nella metro. Fare a pugni con quel trans”.
Sangiovanni Madame moda genderless
Ecco l’episodio più recente: Sangiovanni e Madame sul red carpet del film di Caterina Caselli ‘Una Vita, Cento Vite’ durante il Roma Film Festival 2021. Non di certo la prima volta che i due decidono di indossare degli ‘statement outfit’, per mandare a casa un messaggio.

Nient’altro che normalità

Cosa ci aspettiamo dal futuro? Che tutto questo sia considerato normale, e non necessariamente un monito, una battaglia o un urlo di solidarietà. Ciò che ci auguriamo è di essere spettatori di serenità nel vestirsi, di giustizia, di inclusione, affinché nessuno si senta più in soggezione nell’indossare ciò che più ama e, soprattutto, che a nessuno venga negato il diritto di essere chiunque voglia.

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