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Editoriali
isabel tiktok where magic happens

Segreti TikTok nella frontiera Gen Z di Where Magic Happens

Isabel su Wmh al top dopo Instagram, Facebook, LinkedIn, Telegram e Twitter

Il progetto Where Magic Happens abbraccia un altro social

TikTok, TikTok, TikTok, il conto alla rovescia è terminato! Anche Where Magic Happens sbarca sul social network più amato dalla Generazione Z. I primi video del nostro profilo sono di Isabel Lai, è lei la testimonial. Una ragazza pronta a svelarci tutti i suoi segreti e quelli della piattaforma che ha unito e diviso nazioni e governi, prima ancora delle persone. Nata in Brasile, adottata a due anni, adesso vive in un paesino in collina nella provincia di Pisa, che si chiama Santa Maria a Monte. Al liceo è cresciuta la sua passione per i media e la psicologia, così ha studiato Marketing e comunicazione a Firenze in un’Accademia di Moda.

Isabel, cosa ti ha fatto scegliere TikTok?

Non è soltanto balletti e Lip-sync. Puoi parlare di tutto e specializzarti. Basta trovare la chiave giusta. Ho portato più format su TikTok, parlando di sessismo, razzismo e stereotipi. Ancora ne parlo, se sei bravo a leggere tra le righe”.

Da quanto sei su TikTok e come è nata la passione?

“Mi sono iscritta a dicembre 2019. Poi, c’è stato il lockdown e ho continuato a proporre video, senza comprendere l’algoritmo del social, tutt’ora in continua evoluzione. Nel 2020 ho terminato uno stage in un’azienda di moda e contemporaneamente ho iniziato a studiare online. Mi appassiona lo storytelling. Per questo, tra i vari corsi, cattura la mia attenzione quello sul TikTok Marketing”.

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Dove lavori oltre che su TikTok?

Nell’azienda di famiglia come rappresentante, interagendo spesso con i grandi brand del lusso come Gucci, Balenciaga, Louis Vuitton e altri. È questo che mi ha portata a studiare marketing e ad avvicinarmi al mondo della moda”.

Come nascono i tuoi video?

“La mia pagina è cresciuta, però, devo ammettere… totalmente a caso! Quando? Ripetendo lo stesso trend in cui ballavo: il Draculeo. Era un mix tra una canzone latina e una delle sigle di ‘Dragon Ball. Le persone mi chiedevano di dedicare loro un balletto e io lo facevo. Questa processo così semplice mi ha fatto aumentare i follower. Sono molto ironica e mi piace essere decisamente provocatoria. Scherzando dico la verità. Mi piace creare mistero: più incuriosisci, più crei engagement”.

Quali sono i temi più apprezzati?

Il femminismo innanzitutto. Leggo molto su questo argomento, anche perché oggi viene ancora completamente travisato il suo significato. O almeno questo percepisco. Vivo in un borgo di campagna. Tante persone sono ancora molto retrograde su determinate tematiche che mi stanno a cuore come il razzismo o l’impegno della comunità Lgbtq+”.

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Tanti, troppi, gli hater degli influencer. “A fare quei video sono buoni tutti”. Cosa rispondi?

“Di solito con un semplice: ‘Fallo tu. Mettici la faccia! Ah non vuoi? Beh allora apprezza almeno che qualcun altro abbia più coraggio di te’. Tante persone non mettono nemmeno la foto profilo. Non sai chi siano. Di solito non me la prendo e penso: chi critica, o in fondo ti ammira ma non ha il coraggio di essere se stesso, oppure non ha una vita abbastanza soddisfacente. Capisco che non tutti la prendano così, le parole tante volte fanno male, ma se comprendi questo, sei in crescita”.

Quanta vita quotidiana di Isabel c’è su TikTok?

“Diverse frasi, molte scene le vivo e le ho vissute. A me piace ballare. Prima del lockdown andavo nei locali come tanti. Mi è capitato che qualcuno si avvicinasse per conoscermi e nel farlo si approcciasse in maniera sbagliata. Succede a tante. Le reazioni che vedete su TikTok gran parte le ho avute dal vivo. L’ironia è la mia arma”.

Bellezza e successo. Spesso il pubblico tende a sminuire la bravura di chi ha un bell’aspetto. Ti è successo?

“Ahahahahahahahahahahaha. Sì, certo. Alcune persone non sanno andare oltre l’aspetto esteriore. Anche per questo mi interesso ai temi più impegnati. Sono tutte facce della stessa medaglia. Una persona nera non può andare in giro senza essere giudicata almeno una volta per il colore della pelle. Una bella donna, che magari si veste in modo appariscente, non può uscire di casa e dire la sua senza essere giudicata almeno una volta per il suo aspetto. Una persona trans, omosessuale o semplicemente queer, sa già che uscendo di casa avrà un trattamento differente da una cisgender.

Potrei andare avanti ancora. Per tornare alla domanda iniziale, capita. Cerco di combattere quell’atteggiamento con il mio carattere. In passato mi è capitato di stare in disparte diverse volte per quel motivo. E in quelle occasioni c’è sempre stato qualcuno che mi notava e parlandomi, dopo, poco, mi diceva: ‘Non ti facevo così nerd e intelligente‘. Esisterà sarà sempre qualcuno che metterà l’aspetto esteriore prima di tutto. Inconsciamente lo facciamo tutti. Però possiamo contrastare il cliché, parlando. Mi è stato detto che sono troppo ottimista. Può essere”.

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Qual è il tuo big dream fuori e dentro i social?

“Creare qualcosa di mio. Di totalmente mio. Basta che comunichi chi sono. Voglio essere un brand”.

A chi consiglieresti di seguire Curlyisa?

“Sicuramente a chi ama la musica, a chi ha senso dell’umorismo, a chi adora le cose belle della vita, a chi ha una mente aperta, a chi è positivo e un po’ ribelle. È ciò vorrei anche fuori dai social”.

I direct che ti sono rimasti più impressi?

“Una volta, durante una diretta su TikTok, un uomo ha iniziato ad offendermi. ‘Sei egocentrica, quelle come te non dovrebbero stare sui social, ma in cucina‘. A detta sua, quello sarebbe il mio posto. Poi ha continuato con ‘Scusa ma se metti foto o video mezza nuda cosa pretendi? Di essere presa sul serio?’. Risposi serenamente, con tutta la calma possibile e con un pizzico di ironia. Ma quando chiusi la diretta ero furiosa. Non per ciò che aveva detto, ma per come lo aveva fatto. Con una cattiveria che non merito”.

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La richiesta più assurda che ti è stata fatta da un follower?

“Non si può dire! Ma perlopiù chiedono foto dei miei piedi”.

Cosa ti ha spinto ad entrare in Where Magic Happens?

“Da tempo ambivo ad un ruolo in una redazione. E la parte di brand identity è un campo in cui mi voglio mettere in gioco. Ho visto i temi che trattate e sono gli stessi a cui di solito mi interesso”.

Quale tratto ami maggiormente di TikTok?

“La varietà dei contenuti. E adoro la parte di video editing. Vedere prima il video senza anima e poi aggiungere scritte, effetti, montaggio, mi dà estrema soddisfazione. Faccio un video struccata, passo una mano davanti il viso e sono truccata! Mi piace essere il più precisa possibile da non mostrare il gap”.

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Alle aziende, da persona del settore comunicazione/marketing, consiglieresti di investire su TikTok?

“Assolutamente sì. Coca-Cola, Redbull e molti altri hanno compreso il potenziale di TikTok e ne hanno approfittato. Vedo sempre più challenge lanciate dai brand. Inoltre hanno capito che si possono trattare i temi più importanti. TikTok è in continua espansione. E non toglie nulla a Instagram. La nuova frontiera sarà quella delle televendite nelle dirette. In Cina, infatti, esiste già la funzione che ti permette di comprare nel momento stesso in cui la persona pubblicizza il prodotto”.

Insomma, cosa conta di più su TikTok?

“Essere specifici. Creare contenuti attraenti. Spingere lo spettatore a commentare e a condividere il tuo contenuto. Per farlo, ci si affida a strumenti e strategie”.

Perché TikTok è il social preferito della Gen Z?

“È semplice da usare ed immediato. Quella generazione è cresciuta coi social: TikTok è un po’ il Facebook di quella precedente. Questo social è dalla parte dei creator. È sempre a caccia di influencer. E la Generazione Z sente l’esigenza di riconoscersi in qualcuno, senza la paura di esprimersi. TikTok, con un video da 15 secondi, soddisfa questi bisogni”.

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TikTok non solo per l’intrattenimento, ora tempio del nuovo attivismo?

“Dopo tutto ciò che osserviamo su TikTok, non si può ancora dire che sia un social di balletti. Che poi, per la verità, si dicevano le stesse cose al debutto di Instagram. La gente ha paura del nuovo e invece di informarsi lo sminuisce. Ambiente, libertà di genere, divulgazione scientifica, sono questi i temi che mi stanno a cuore. Mi batto per la libertà di pensiero, vado contro le ipocrisie e disprezzo i limiti. C’è ancora tanta ignoranza, troppi tabù e il mondo ha bisogno di persone che raccontino la propria verità”.

E di chi lo ritiene un social ‘pericoloso’ dopo alcuni tragici recenti fatti di cronaca?

TikTok è uno strumento d’informazione. La comunicazione è un’arma potentissima, nel bene e nel male. Può trasmettere valori o creare danni immensi”.

Quindi, chi è Isabel fuori da TikTok?

“Non sto mai ferma. Quando non lavoro, studio, faccio tanta palestra, guardo film horror e serie tv, leggo libri di psicologia, fumetti e ascolto podcast. Amo stare in mezzo alle persone, però sono anche molto individualista. Mi piace stare in campagna, ho un coniglietto rossiccio che si chiama Ronald. Sì, esatto, come Ronald Weasley!”.

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