Galliani alla ricerca del terzo tassello
Nel 1988 il Milan di Arrigo Sacchi è pronto per affrontare al meglio la nuova stagione , soprattutto dopo gli acquisti Di Marco Van Basten e Ruud Gullit. Ma per Silvio Berlusconi e Adriano Galliani manca ancora qualcosa, un terzo calciatore in grado di fare gioco con i 2 olandesi.
Il presidente rimase stregato da Claudio Borghi, che si mise in mostra nel 1985 durante la finale di Coppa Intercontinentale tra Juventus e Argentinos Junior, acquistato per una cifra complessiva di 3 miliardi e mezzo e ceduto in prestito al Como per un anno, dove non brillò particolarmente. Ad Adriano Galliani venne l’idea di completare il trio con un altro olandese, il duttile centrocampista Frank Rijkaard dello Sporting Lisbona, reduce però da un deludente prestito al Saragozza.

Il gioco della Spia
La trattativa si svolge in un clima molto teso, infatti era in corso la campagna elettorale per l’elezione del nuovo presidente dello Sporting Lisbona. Il candidato favorito per la presidenza aveva fatto della permanenza di Rijkaard il suo cavallo di battaglia. Invece la presidenza uscente era di tutt’altro avviso, volevano vendere il giocatore a tutti i costi, non solo per il compenso economico ma per sabotare il candidato.
Adriano Galliani, Braida e lo stesso Arrigo Sacchi premono sempre di più per l’arrivo dell’olandese, ma c’è ancora da affrontare l’ostacolo della resistenza di Silvio Berlusconi, convinto sempre di più delle grandi doti di Borghi. Per arginare i desideri del presidente, Galliani si affida al suo caro amico Franco dal Cin, direttore generale dell’Udinese, che si sarebbe occupato della trattativa sia con lo Sporting che con il giocatore. Dopo alcune settimane di estenuanti trattative, al Condor arrivò la chiamata del socio:” il terreno è fertile, il segnale che arriva dal Portogallo è positivo. Venite! il preliminare è fatto, ora basta firmarlo”.

Salvate il soldato Galliani
Dopo aver discusso per ore con Silvio Berlusconi, irremovibile sul suo pupillo Borghi, Adriano Galliani e Ariedo Braida partono alla volta di Lisbona come due spie super addestrate pronte a portare a casa il loro uomo a qualunque costo anche contro il volere del presidente. Appena arrivati Il Condor e il suo braccio destro dovettero affrontare il problema del cartellino del giocatore detenuto da un fondo olandese in aperta battaglia con lo Sporting e quindi concentrato sui propri interessi, una bella gatta da pelare.
La trattativa si svolge in segreto nello stadio dello Sporting il Josè Alvalade. Dopo un paio di ore di colloquio finalmente arriva quella difficilissima firma, Frank Rijkaard sarà un nuovo giocatore del Milan. Galliani era al culmine della gioia, era riuscito finalmente ad accaparrarsi il tassello mancante che avrebbe reso quella squadra una delle più forti della storia del calcio in grado di dominare gli anni 90 a suon di Coppe dei Campioni e Champions League.
Ma quando tutto sembrava filare liscio scoprono che una TV locale era riuscita a riprendere i 2 dirigenti entrare allo stadio. A seguito della notizia 100 tifosi portoghesi sfondarono i cancelli, raggiungendo anche il terreno di gioco, tutto per cercare il contratto di Rijkaard per impedirne il trasferimento. Galliani non si fece intimorire, egli era determinato a uscire con in tasca il contratto firmato a qualunque costo, ma vista la situazione pericolosa decise di passare la documentazione a Braida che con prontezza la nascose nei pantaloni.
Il Condor decise anche di chiamare il presidente Berlusconi per aver supporto, in quella che probabilmente è stata la trattativa più complicata della sua carriera,: “Presidente che facciamo?”, “Tornate! è la scelta migliore, così ci teniamo Borghi”.
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