RECENSIONE
Bologna maniviola
"Bologna"
la musica sottolinea alla perfezione le emozioni che il testo racconta
forse qualche riferimento in più a Bologna
Utilizzo consigliato
quando senti che sei l’unico che ancora non sa dove sta andando 

La “Bologna” poco romanzata di Maniviola

Una città come introspezione dell'anima

Dove sta andando la tua vita?

Una domanda semplice, vero? O uno schiaffo in pieno volto? 

Beh, se l’effetto è il secondo, tranquillo, non sei solo. Se lo deve essere chiesto anche Maniviola, e così tutti quelli che stanno amando la sua canzone.

Chi è Maniviola

All’anagrafe Irene Badaloni, Maniviola è una giovanissima artista di 21 anni. Con l’aiuto di un ukulele e della sua voce, è riuscita a conquistare i cuori degli utenti di TikTok, piattaforma nella quale ha più di 200.000 follower. Il suo aspetto, che la fa sembrare ancora più giovane, si adatta perfettamente alla sua voce: fresca, limpida e precisa, capace di arrivare dritta al punto.

In Bologna, il suo ultimo singolo, l’artista canta quasi sempre con delicatezza, senza perdersi in virtuosismi, anche se a volte indulge in un vibrato mai eccessivo. 

Il testo della canzone parla, apparentemente, di Bologna, città che non sembra comprenderla. Forse è l’artista, però, che non la capisce: lo ammette fin da subito perché, in fondo, sa bene che non è la città il problema.

Il basso smette improvvisamente di essere l’unico accompagnatore delle parole di Maniviola, e oltre all’ingresso degli altri strumenti assistiamo a un crescendo di musica e voce: “Tu dimmi cosa sbaglio, dove sbaglio, perché non sono stupida e so che mi manca qualcosa” è l’inizio del ritornello, la domanda perentoria che ti entra nella testa e ti costringe a portela a tua volta. Perché, in realtà, anche tu te lo chiedi spesso, quando senti di non essere davvero a casa in nessun posto.

L’autrice sa che potrebbe essere molto, “ma molto migliore di me”. Tutti noi possiamo essere la versione migliore di noi stessi, ma qualche volta ce ne dimentichiamo, e passiamo il tempo a dare la colpa a città da noi bistrattate, come la povera Bologna, senza mai ammettere qual è il vero problema: il nostro atteggiamento, il non aver risolto qualcosa che riguarda solo noi.

Dopo che la canzone ti ha schiaffeggiato per bene, obbligandoti a riflettere su dove sta andando la tua vita, però, non te la senti di essere triste: l’invito finale ad andare avanti ti consola. O forse è quell’erre moscia di Maniviola, che dà quel tocco di personalità e impurità nella sua voce così precisa, a farti sentire un po’ a casa.

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