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venerdì 22 Aprile 2022
La buona novella
La Buona Novella
Testo
5/5
Musica
5/5
Artwork
4/5
Lo stato dell'arte del termine ''Album concettuale''. Uno dei migliori 5 album nella storia della musica italiana.
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La buona novella

La Buona Novella di De André: l’album degli album (pt.1)

Se la lingua italiana fosse quella più parlata al mondo, staremmo parlando di uno dei 5 album più belli nella storia della musica mondiale

Brano:
Fabrizio De Andrè
- La Buona Novella
Recensione di
Clu

La Buona Novella di De André. Un album apocrifo, come i Vangeli sui quali si basa

Ho sempre creduto (e continuo a farlo) che la musica non possa essere, in senso, assoluto classificata. C’è una canzone per ogni momento della vita, se volessimo essere poetici; ma se il nostro umano senso della catalogazione ci imponesse di stilare una classifica per ogni cosa ecco, in queste righe, voglio descrivere uno dei 5 migliori album scritti nella storia della musica italiana di tutti i tempi.

Siccome stiamo parlando di un Album contenente 10 poesie da parafrasare, qui riporto la prima parte della recensione, dandovi già appuntamento alla seconda.

Fabrizio De Andrè

Era il 1970 quando uscì per l’etichetta Ricordi il quarto album del poeta genovese che si prefiggeva l’ambizioso obiettivo di porsi come un Concept Album che raccontasse, attraverso le sue canzoni, una storia dall’inizio alla fine. Lo stesso De Andrè, durante un concerto raccontava così la genesi della sua ‘La Buona Novella’.

”Quando scrissi “La buona novella” era il 1969. Si era quindi in piena lotta studentesca e le persone meno attente – che sono poi sempre la maggioranza di noi – compagni, amici, coetanei, considerarono quel disco come anacronistico. Mi dicevano: “Ma come? Noi andiamo a lottare nelle università e fuori dalle università contro abusi e soprusi e tu invece ci vieni a raccontare la storia – che peraltro già conosciamo – della predicazione di Gesù Cristo.”

Dal concerto al Teatro Brancaccio (1998)

Il filo conduttore de La buona novella è l’allegoria, la provocazione. La scelta di raccontare la storia di Cristo fuori dal panorama del mondo Cristiano, quasi (anzi sicuramente) in direzione contraria e ostinata al pensiero main stream. Una satira dolce e pacifica, dal linguaggio profondo e potente come soltanto il più grande dei cantautori italiani avrebbe potuto fare. Sempre De Andrè diceva:

”Non avevano capito che in effetti La Buona Novella voleva essere un’allegoria – era una allegoria – che si precisava nel paragone fra le istanze migliori e più sensate della rivolta del ’68 e istanze, da un punto di vista spirituale sicuramente più elevate ma da un punto di vista etico sociale direi molto simili, che un signore 1969 anni prima aveva fatto contro gli abusi del potere, contro i soprusi dell’autorità, in nome di un egalitarismo e di una fratellanza universali. Si chiamava Gesù di Nazaret e secondo me è stato ed è rimasto il più grande rivoluzionario di tutti i tempi”

Dal concerto al Teatro Brancaccio (1998)
Creuza de ma – live al Teatro Brancaccio (1998)

Laudate Dominum e Infanzia di Maria

L’overture dell’album è un canto corale di 21 secondi. Quasi una parentesi sonora che accompagna l’apertura del libro di storie che il cantautore si accinge a raccontare.

Poi venne l’arpeggio in 6/8

Potente e risolutore, dopo soli 20 secondi di intro ecco arrivare il tempo terzinato dell’ “Infanzia di Maria”. Una scelta simbolica ed iconica come il significato che questi tempi musicali richiamano nell’immaginario cristiano (l’andamento in terzine rimanda infatti al numero 3, simbolo della Santissima Trinità). A livello musicale questo è uno dei brani, a mio avviso, più caratterizzanti di tutto l’album. La scelta degli strumenti, la stesura, i cori…tutto è costruito per riportare idealmente l’ascoltatore nel periodo e nel luogo del mondo nel quale si sono svolti i fatti. Semplicemente perfetto.

Il testo è una tragica poesia di violenza. Così dolce nell’esecuzione, tanto quanto cruda in ciò che racconta. La storia di Maria, cresciuta dai sacerdoti del Tempio fino a che “sporcata dal peccato del primo mestruo” è venduta a Giuseppe che, nonostante le apparenze, la accudisce in un rapporto che è più quello tra padre e figlia rispetto che marito e moglie.

E fosti tu Giuseppe un reduce del passato
Falegname per forza padre per professione
A vederti assegnata da un destino sgarbato
Una figlia di più senza alcuna ragione
Una bimba su cui non avevi intenzione

L’infanzia di Maria

Il ritorno di Giuseppe e Il sogno di Maria

Nella terza traccia dell’album si racconta il ritorno di Giuseppe a casa dopo 4 anni in viaggio per lavoro. Nella prima parte del brano le sensazioni di chi torna e rivede dopo tanto tempo la sua amata Gerusalemme che, battuta dal vento desertico e la sabbia, rende i volti dei suoi abitanti asciutti e scavati. Giuseppe aveva costruito per Maria una bambola con cui giocare ma non aveva pensato al tempo che, nel frattempo, era passato ed aveva reso la bambina una sedicenne.

Così ecco incontrarsi di nuovo i due; quello che prima era un sentimento di affetto paterno cambia negli occhi di Giuseppe che rivede la sua Maria cresciuta e già donna. Ed ecco scoprire che, la ragazzina “è gonfia nel ventre”. Da prima Giuseppe chiede alla sposa se abbia consumato un vile tradimento; Maria risponde invece che il frutto nel suo ventre arriva da un sogno. Così viene annunciato il brano successivo.

La buona novella de andre ghezzi chitarra
Dori Ghezzi e Fabrizio De André

Il sogno di maternità di Maria

Questa canzone è davvero unica!
Maria cerca di spiegare a Giuseppe il suo stato “interessante”. E’ la storia contenuta anche nei Vangeli dell’Annunciazione: quando l’arcangelo Gabriele porta la buona novella a Maria.
In questa canzone, però, dimenticatevi dell’annunciazione così come ci è stata sempre descritta, ovvero con Maria cupa nel tempio assorta in preghiera.
Qui la ragazza sogna di un angelo che, per la prima volta, la fa uscire dal tempio; volando sui tetti delle case, assaporando “l’odore dell’ estate”, scoprendo finalmente la vita.
Così l’angelo le annuncia il futuro parto:

« E l’ angelo disse: “Non temere, Maria, infatti hai trovato grazia presso il Signore e per opera Sua concepirai un figlio».

Il sogno di Maria

Il sogno viene interrotto dalla presenza dei sacerdoti, ma Maria, ancora confusa per le parole dell’ angelo, si accorge di essere incinta.

«Parole confuse nella mia mente, svanite in un sogno, ma impresse nel ventre».

Il sogno di Maria


Qui la ragazza smette di raccontare e comincia a piangere, temendo la reazione di Giuseppe, il quale però la conforta con un gesto di forte umanità, con una carezza sulla fronte la rassicura, capisce che la ragazza non gli sta mentendo.

Ave Maria: la più satirica di tutte

Ho sempre amato questa canzone per un motivo semplice: seppur sembra che strizzi l’occhio al dogma della famiglia tradizionale, nella quale la donna “deve” necessariamente essere femmina ma soprattutto madre e moglie, in realtà vuole esaltare proprio altre contraddizioni .
La prima è quella che intercorre tra il desiderio interno della donna di essere “femmina ma anche madre”, imposta dalla società basata sull’istituto del matrimonio che vuole la donna asservita all’uomo, ma sottolinea l’altra contraddizione che vuole la donna capace di liberarsi individualmente da questo giogo maschilista, ed autonomamente ottenere una superiore condizione socio-economica.


Quindi il fondamento dell’Ave Maria di De Andrè naviga proprio in queste acque: critica della famiglia come istituzione sociale, del patriarcato, del maschilismo ma anche del femminismo piccolo borghese: quello che considera come risoluzione della questione di genere, favorire l’individuale emancipazione della donna, pur conservando quel ruolo di “madre” che la società le impone in quanto dogmaticamente predefinito anche dalle icone religiose (come la “Madonna con bambino” avulsa dal ruolo maschile).

Appuntamento ai prossimi 5 brani

Siamo arrivati a metà album. Nella prossima recensione si entra a parlare della vita di Gesù e del suo tragico e profetico destino verso il sacrificio e la croce. Appuntamento alla Seconda Parte allora.

La Buona Novella

Recensione di
Clu
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Testo
5/5
Musica
5/5
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Up / Down
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