“Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai in una selva oscura, che la diritta via era smarrita”. Arriva per tutti, quel momento lì, quello in cui si tirano le somme del proprio vissuto, si fanno i conti con quello che è stato, con quello che sarebbe potuto essere, con quello che sarà. Francesca Sangalli lo racconta nel suo romanzo “A Londra non serve l’ombrello”, un esilarante excursus di una crisi personale culminata in un trasferimento oltremanica con tanto di famiglia al seguito. Il luogo deputato alla “rinascita” è appunto Londra, che con il suo ritmo incalzante fa eco ai pensieri di Francesca. Nella capitale britannica è messa faccia a faccia con i cambiamenti culturali, con le problematiche di adattamento, con eventi storici come la morte della Regina Elisabetta, ma anche con quella vitalità che si era assopita. A Londra non serve l’ombrello è un diario personale fatto di aneddoti e riflessioni in cui in tanti si posso ritrovare, perché che sia Londra, Parigi o un’isola remota del Pacifico, a volte bisogna fermarsi per ricominciare.

Francesca Sangalli
Drammaturga, scrittrice e sceneggiatrice, Dopo il diploma all’Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine e ha intrapreso un percorso artistico che unisce teatro, narrativa e audiovisivo, caratterizzato da una scrittura poliedrica, capace di mescolare ironia, visione onirica e attenzione critica al reale.
I suoi testi teatrali sono stati rappresentati in diverse città italiane e interpretati, tra gli altri, da Leda Kreider, Laura Palmeri, Matthieu Pastore, Cristina Crippa, ElioDe Capitani, Giorgia Senesi, Loris Fabiani, Alex Cendron, Alessandra Faiella, Rita Pelusio, Renato Sarti, Lucia Vasini, Marta Marangoni; ha curato adattamenti per il palcoscenico, fra cui Le otto montagnedi Paolo Cognetti, Premio Strega 2017. Le sue drammaturgie affrontano temi ampi e sfaccettati – disabilità, maternità, violenza, femminismo, sessualità, amicizia, formazione – con una particolare sensibilità per le dinamiche sociali e civili.
Ha pubblicato romanzi e racconti per Giunti Editore, DeA Planeta (Gruppo De Agostini), Fausto Lupetti Editore, Emma Books e L’Omino Rosso, spaziando dalla narrativa rosa e brillante alla scrittura più sperimentale. Parallelamente ha sviluppato una solida esperienza come autrice per il cinema, la televisione e l’animazione, collaborando con Italian International Film, ITV Movie e Maga Animation. Per l’animazione ha firmato serie e cortometraggi come Le avventure di Cibì, Glammy School of Fashion Vlog e La vera storia di Birgale di Rosa e del Mago Nocciolo, presentati e premiati in contesti nazionali e internazionali: ha vinto il Cartoon Club Festival (2013) ed è stata selezionata in più edizioni del Giffoni Film Festival.
Il suo lavoro è stato riconosciuto con numerosi premi e menzioni, fra cui la Borsa di Scrittura del Premio Solinas, il Premio Europeo Enrico Maria Salerno, la menzione speciale al Premio Dante Cappelletti, il Premio Giovani Realtà del Teatro, (giuria dei giornalisti) e riconoscimenti specifici per i progetti sul rapporto tra teatro e disabilità. Nel 2021 ha lavorato alla redazione del progetto digitale del LAC Lingua Madre diretto e ideato da Carmelo Rifici e Paola Tripoli, vincitore del Premio Hystrio e del Premio Ubu speciale.
Sangalli porta avanti anche un intenso impegno nel sociale: ha curato i testi di spettacoli di Minima Theatralia Associazione di Teatro Sociale e di Comunità, diretti da Marta Marangoni per il teatro Elfo Puccini, teatro della Cooperativa, teatro Bruno Munari e Scighera. Precedentemente ha condotto laboratori di scrittura creativa su temi come dipendenze, vulnerabilità e marginalità, disabilità e adolescenza, presentati in scuole, comunità e istituti penitenziari come il carcere di Rebibbia, dove ha debuttato con Mitigare il Buio, (spettacolo vincitore del premio Enrico Maria Salerno), convinta che la scrittura e la scena possano essere strumenti educativi oltre che artistici.
Oggi vive a Milano, dove insegna scrittura creativa e storytelling presso Fondazione I- Crea e il CFP Bauer. La sua cifra autoriale si distingue per la capacità di attraversare linguaggi diversi mantenendo un’impronta personale e riconoscibile, in cui l’esperienza intima si intreccia con una costante riflessione collettiva e civile.


