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I Pooh tornano con la reunion a Sanremo 2026. La trilogia esotica della band che non conosci

I tre album registrati all'estero: Caraibi, Hawaii e Giappone

Chi non conosce Piccola Katy, uno dei classici della musica italiana dal ’68? Oppure Pensiero, Dammi solo un minuto o Uomini soli con cui i Pooh hanno vinto Sanremo nel 1990? D’altra parte i Pooh, la cui storia è travagliata, le cui reunion sono numerose, i cui album sono conosciuti in tutto il mondo, hanno fatto la storia della musica italiana.

Quello che però non tutti sanno è che la band ha composto una trilogia esotica, ovvero ha registrato tre album negli anni ’80 fuori dall’Italia, anche se nessuno dei tre risente una particolare influenza dei luoghi da cui sono stati registrati: nel 1983 “Tropico del Nord” nei Caraibi, nel 1984 “Aloha” alle Hawaii, infine l’anno successivo “Asia non Asia” in Giappone.

Tropico del Nord

Il primo della trilogia fuori dall’Italia, “Tropico del nord”, è stato registrato presso gli studi dell’isola di Montserrat, nelle Antille Caraibiche. Il disco segnò una svolta per la band, non tanto per il successo, che pure ci fu, ma per l’innovazione tecnica. Infatti, “Tropico del Nord” ha il record di essere il primo album pubblicato su CD di un artista italiano.

pooh reunion san remo

Le canzoni del disco spaziano molto: dall’amore al desiderio di evasione (e d’altra parte non dovrebbe stupirci come tematica, considerando che il viaggio dei Pooh proseguirà nei successivi due anni in Asia). Tenendo a mente gli anni in cui registrano l’album, i riferimenti alla guerra fredda sono inevitabili: una delle canzoni più conosciute del disco è proprio “Lettera da Berlino est” in cui con amarezza e una certa dose di piglio critico politico si constata che non è certo cantando che il muro verrà giù, ma guardando di là – verso Ovest – si può vedere l’America.

Aloha e il sound delle Hawaii

Per la presentazione dell’album viene spiegato dai Pooh che “Aloha è il saluto dalla terra al mare, la chiave delle isole per chi arriva da lontano. Aloha è la parola magica, sopravvissuta ai missionari europei, ai bombardieri giapponesi, ai senatori americani e fabbricanti di souvenir. Ma Aloha è il contrario del dolore e il contrario della solitudine…”. Come possiamo notare, anche in questo caso l’elemento di critica politica è chiaro, facendo riferimento in particolare al colonialismo, tanto occidentale quanto orientale.

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Il disco viene registrato in un posto di mare, paradisiaco, ma che ha dovuto combattere per la propria indipendenza, ovvero sull’isola di Maui, nello stato delle Hawaii. Neanche in questo caso, l’atmosfera ha inciso particolarmente nella scelta della sonorità delle canzoni, che al contrario resta molto italiana, resta quella tipica che i Pooh avevano già sperimentato e che gli aveva garantito il successo.

Asia non Asia

A chiudere il trittico internazionale c’è Asia non Asia, registrato e mixato in Giappone, dove erano già stati pubblicati 18 dei loro LP. Asia non Asia è un gioco di parole che indica la contraddizione fra fantasia e realtà – affermano i quattro: Tokyo, continuano, è il volto della non Asia, rappresenta il futuro che non era ipotizzabile, ma che è possibile toccare con mano.

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Sembrerebbe tra i tre l’album meno attento alle questioni sociali e politiche, ma non è così: la stessa scelta del Giappone è stata dettata dall’esigenza di raccontarsi attraverso una tecnologia molto più avanzata di quella italiana, respirando una cultura che si stagliava già in una verticalità – quella dei grattacieli – simbolo dello slancio nipponico verso il futuro. È il mondo che va avanti, lo fa ad una velocità ineguagliabile.

I Pooh oggi: il ritorno a casa

Questa serie di tre album, Tropico del nord, Aloha e Asia non Asia, rappresenta uno dei momenti più affascinanti e sperimentali nella lunga carriera dei Pooh.
Più che semplici lavori discografici, questi dischi costituiscono un viaggio musicale e umano, un percorso che racconta la voglia del gruppo di uscire dai confini geografici e artistici per confrontarsi con mondi diversi, alla ricerca di ispirazioni nuove e di un suono più internazionale.

E oggi, a distanza di tanti anni, la loro storia continua: come annunciato dai componenti al Messaggero, i Pooh si riuniranno a Sanremo pronti a farci sognare ancora una volta con quei brani che hanno segnato il repertorio più amato e più cantato della musica italiana.

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