Tutti pazzi per Jane Austen
Se nel vostro algoritmo impazza il cottagecore con tazze di caffè fumanti, pavimenti in legno consumati, recinti che danno sulla campagna inglese, se vi scorrono reel su Cotswolds che vi intrappolano per minuti quando dovevate semplicemente “leggere una notifica”, se siete fan di Bridgerton ma anche del chick-lit perché amanti del passato si ma con moderazione (appartenete pur sempre all’epoca dell’empowerment femminile) allora potreste essere i candidati per la lettura di questo libro. Ma se amate Jane Austen, l’Inghilterra, il booktok, la bella scrittura, correte in libreria.
La trama
La protagonista è Amelia Maini Moss, un passato da fotoreporter, ha deposto penna e macchina fotografica a favore di una vita in provincia al fianco di marito e figlio, convinta a rispolverare il passato per provare il brivido del ritorno sul campo. L’occasione le è fornita dalla direttrice del giornale che le chiede di partire per l’Inghilterra sulle tracce di Jane Austen, autrice che la giornalista non ama particolarmente, ma che le permetterà di rimettersi in gioco. Il compromesso tra un reportage di non particolare interesse e il reportage in quanto tale, è abbastanza per volare oltremanica. Una volta approdata in terra elisabettiana non mancheranno colpi di scena e ravvedimenti.
Il perno della storia ruota intorno all’incontro con la famiglia Dubois, composta da papà George ed Emma sua figlia. I tre si ritrovano sotto lo stesso tetto per un disguido con l’agenzia viaggi. Inizia così una convivenza forzata, inizialmente poco apprezzata da entrambe le parti, ma rivalutata nel corso della storia. Soprattutto perché “indirettamente” sono lì per lo stesso motivo: Jane Austen. Emma infatti è una book influencer amante della scrittrice. Questa sua passione raccontata in modalità 2.0, regalerà ad Amelia un nuovo punto di vista.

Come spesso accade nei viaggi in solitaria, la protagonista ha modo di scavare nel suo passato, farci i conti, trarre bilanci, comprendere. Ecco che un viaggio di lavoro diventa così un viaggio introspettivo. Il tono è semplice, mai ridondante, la lettura scorre veloce. Si fa presto a empatizzare con Amelia, che non risulta mai stucchevole (nonostante ne corra il rischio) ma l’autrice Federica Brunini è riuscita a non cadere in questa trappola, e a regalarci una lettura rilassante.
Il lato “storico” della vicenda, rappresentato dalla figura di Jane Austen è proposto in chiave moderna, facendoci scoprire dei lati inediti della scrittrice che risulta più attuale che mai. A dimostrazione che il passato può sempre essere attualizzato.
Infine il doppio punto di vista generazionale, che ci insegna quanto possa essere costruttivo il confronto se non ci releghiamo nella convinzione che un’epoca sia migliore di un’altra. Nel caso specifico siamo di fronte al tema dell’informazione e divulgazione, materia che è cambiata drasticamente nell’ultimo decennio con la radicalizzazione dei social network. Effetto Jane Austen ne racconta un esempio contestualizzato in questa storia romantica e surreale.
Perché leggere Effetto Jane Austen
Come già detto sopra, se vi riconoscete nell’identikit del lettore romantico, amante del chick-lit, dell’Inghilterra, di Jane Austen. E non dimenticate la tazza di caffè fumante.

