Oriana Fallaci giovane

Oriana Fallaci negli anni ’50: l’America, Alfredo Pieroni e l’aborto

I vent'anni di una delle giornaliste, e penne, italiane più apprezzate di sempre

Oriana Fallaci, scrittrice e giornalista italiana tra le più conosciute al mondo, inizia la sua carriera ancora studentessa al Mattino dell’Italia centrale, quotidiano fiorentino, per poi collaborare al settimanale Epoca a Milano e nel 1954 approdare all’Europeo. Fallaci scrive riguardo agli argomenti più disparati, fino a quando, nel 1956, parte alla volta degli U.S.A. per occuparsi di divi hollywoodiani e vita mondana.

Durante il resto degli anni ‘50 la giornalista torna più volte negli States, partecipa a feste esclusive, frequenta i divi del mondo dello spettacolo americano, visita gli Studios. Tutto ciò diventa poi materiale utile per scrivere il suo primo libro, I sette peccati di Hollywood. In questo lavoro Fallaci, seguendo l’ordine dei sette peccati capitali, conduce un’acuta inchiesta su cosa e chi si nasconde dietro quel mondo così sfavillante e soggetto a smisurata adorazione qual è Hollywood.

Chi è Alfredo Pieroni, il primo amore di Oriana Fallaci?

Secondo i più, è proprio al ritorno dagli Stati Uniti che Oriana conosce Alfredo Pieroni, al tempo corrispondente da Londra de La Settimana Incom illustrata.

Alfredo è un giovane ed abile giornalista nato a Trento il 14 maggio 1923, che nella sua carriera lavorerà per la Gazzetta del Popolo di Torino, il Corriere della Sera e Il Resto del Carlino.  Dopo la Seconda guerra mondiale, Pieroni fu il primo ad occuparsi di Ida Dalser (1880-1937), la prima moglie di Benito Mussolini. Dall’unione di Dalser e il capo del fascismo nacque un bimbo, Benito Albino (1915-1942). Tuttavia, sia la donna che il figlio avuto dal duce verranno internati in manicomio dai fascisti.

Il giornalista trentino era noto per essere un dandy, un dongiovanni, insomma un uomo incapace di intraprendere una relazione fissa con un’unica donna, ma sempre in cerca di nuove avventure. 

Una relazione tormentata

L’indole di dongiovanni si mostra anche nel rapporto con Oriana. La relazione tra Fallaci e Pieroni, infatti, non fu mai stabile e serena, ma sempre contraddistinta da una donna profondamente innamorata e da un uomo incapace di avere legami amorosi fissi. Per qualche anno durante gli anni ‘50 i due giornalisti intrapresero una relazione fatta di alti e bassi, momenti di passione e di disperazione da parte di un’Oriana determinata a conquistare l’amore di Alfredo, con cui sognava una casa, dei figli, una vita insieme. Dunque quello fra i due era un rapporto tormentato, iniziato da un flirt che vedeva coinvolti entrambi per poi trasformarsi in un amore a senso unico.

Sono stati ritrovati oltre 100 documenti, tra lettere, bigliettini, brevi racconti, fotografie che testimoniano il sentimento della scrittrice italiana per Pieroni. Questi sono state fonti importanti per Cristina De Stefano, l’autrice di Oriana. Una donna, libro che narra della vita della grande giornalista fiorentina. La corrispondenza, però, riguarda lettere unicamente di Fallaci per Pierioni, da ciò si deduce che o Alfredo non abbia mai risposto ad Oriana o non abbia conservato alcuna delle sue risposte ai messaggi della donna.

Nelle lettere Oriana chiede attenzioni, dichiara costantemente il suo amore per l’uomo, rivela la paura di perderlo.

Nella primavera del 1958 Fallaci scopre di essere incinta di Pieroni. Non sa come comportarsi, se tenere la creatura oppure no, poiché sa che dall’altra parte c’è una persona che non appoggerà la gravidanza e probabilmente non vorrà questo figlio, anzi è possibile che lui si allontanerà da lei per questo. La corrispondenza relativa a questo periodo è tragica, piena di dolore e di dubbio. La scrittrice alla fine avrà un aborto spontaneo nel maggio del ‘58 mentre si trova a Parigi. In questa occasione viene trasportata d’urgenza in ospedale, poiché rischia la vita. 

In seguito a questa tragica esperienza vive un periodo di forte fragilità mentale, reso ancora più doloroso dall’abbandono di Pieroni, che non si presenta neanche all’ultimo incontro voluto dalla scrittrice. Oriana passa settimane travagliate, durante le quali fa ricorso anche a un aiuto psichiatrico, per poi riprendersi e tornare più determinata di prima a svolgere il suo amato lavoro.

Oriana Fallaci

Lettera a un bambino mai nato 

È probabile che Oriana non abbia avuto solamente un aborto: alcune fonti le attribuiscono altri due episodi abortivi, uno nei primi anni ‘60, l’altro durante gli anni ‘70, entrambe le volte mentre frequentava uomini diversi da Pieroni. Tuttavia non sarebbero avvenimenti accertati. Quel che è sicuro è che Oriana durante il corso della sua vita ha conosciuto cosa si prova a sentir nascere dentro di sé una vita e allo stesso sentirla morire, prima che la si possa mettere al mondo. Esperienza descritta in Lettera a un bambino mai nato, uno dei libri più famosi dell’autrice fiorentina.

Secondo quanto afferma lei stessa, l’opera è un monologo che la donna fa con sé stessa, mentre attraversa diversi momenti di quella che si rivelerà essere una maternità drammatica. Ciò che viene messo al centro dello scritto è il dubbio, come si evince già dalla dedica iniziale:

A chi non teme il dubbio.
A chi si chiede i perché 
senza stancarsi e a costo
di soffrire di morire.
A chi si pone il dilemma di dare la vita o negarla.
Questo libro è dedicato da una donna per tutte le donne.

Oriana Fallaci

Il libro fu pubblicato nel 1975, dopo che Tommaso Giglio, all’epoca direttore de L’Europeo, affidò un’inchiesta sull’aborto a Fallaci. La giornalista, però, invece che un’indagine giornalistica, andò dal direttore con il libro che sarebbe stato il bestseller Lettera a un bambino mai nato. Tuttavia, anni dopo la morte di Oriana, il nipote e erede Edoardo Perazzi ha dichiarato di aver rinvenuto un quaderno risalente al 1967 con il manoscritto originale dell’opera intitolato “Letter to Neverborn Child”.

Il pensiero di Oriana Fallaci sull’aborto

Oriana Fallaci, intervenendo nel dibattito sull’aborto in una puntata di AZ: un fatto, come e perché del 1976, dichiara che «l’aborto non è un gioco politico» e che a restare incinte, a partorire sono le donne, che a «morire partorendo o a morire abortendo o non abortendo»sono le donne e che, dunque, la scelta tocca solamente a loro.

Più in là nel dibattito, inoltre, Fallaci dichiara di non volere l’aborto per sé, ma «per chi lo vuole», Oriana vuole tale diritto perché sia offerta «una scelta, una scelta di libertà, per coerenza di libertà, per diritto di libertà», rifiutando «un paese che è libero o si definisce tale e che non consente una simile scelta». 

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