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La storia infinita: Un viaggio nella fantasia musicale
Quando si parla de “La storia infinita” (1984), la mente corre subito all’immaginario fantastico, ai personaggi iconici e alle avventure epiche che hanno segnato l’infanzia di milioni di spettatori in tutto il mondo. Tuttavia, un elemento che ha contribuito in maniera significativa al successo e all’aura magica del film è senza dubbio la sua colonna sonora.
Questo viaggio musicale, capace di rievocare emozioni e sensazioni profonde, è frutto di una combinazione di talenti e scelte artistiche che hanno reso la colonna sonora un elemento fondamentale del film. In questo articolo, esploreremo la storia dietro la creazione della musica e della colonna sonora che ha accompagnato “La storia infinita”, un’opera che continua a risuonare nel cuore degli spettatori a decenni di distanza.
Il contesto cinematografico e musicale degli anni ’80
Gli anni ’80 sono stati un periodo di grande innovazione sia nel campo cinematografico che in quello musicale. La tecnologia iniziava a permettere l’uso di nuovi strumenti e tecniche di registrazione, portando alla nascita di suoni sintetici e alla diffusione della musica elettronica. Il cinema dell’epoca, soprattutto nei generi fantasy e fantascientifico, si avvaleva sempre più di colonne sonore che mescolavano orchestrazioni tradizionali a elementi elettronici, creando atmosfere uniche e memorabili.
“La storia infinita”, diretto da Wolfgang Petersen e basato sull’omonimo romanzo di Michael Ende, si inserisce perfettamente in questo contesto. La scelta della musica doveva rispecchiare l’ambizioso intento del film: trasportare il pubblico in un mondo completamente nuovo e incantato, dove ogni elemento visivo trovava il suo corrispettivo sonoro.
La scelta del compositore: Giorgio Moroder e Klaus Doldinger
Una delle decisioni più cruciali nella produzione della colonna sonora fu la scelta dei compositori. Inizialmente, la produzione si rivolse a Klaus Doldinger, un musicista e compositore tedesco noto per il suo lavoro con la band jazz-rock Passport e per le colonne sonore di film come “Das Boot” (1981). Doldinger aveva il compito di creare un sound che riflettesse l’essenza magica e misteriosa del mondo di Fantàsia.

Tuttavia, la produzione decise di aggiungere un altro tocco innovativo alla colonna sonora, affidando a Giorgio Moroder, pioniere della musica elettronica e produttore discografico italoamericano, la realizzazione del tema principale del film e di alcune tracce chiave. Moroder era già celebre per aver rivoluzionato la musica disco con successi come “I Feel Love” di Donna Summer e per le sue collaborazioni con vari artisti internazionali.
La fusione di due mondi musicali
La collaborazione tra Doldinger e Moroder portò a una colonna sonora unica, che mescolava le orchestrazioni tradizionali con elementi elettronici innovativi. Questa fusione di stili rappresentava perfettamente il dualismo presente nel film: un mondo fantastico antico, intriso di magia e tradizioni, accostato a una realtà moderna e tecnologica.
Klaus Doldinger compose la maggior parte delle tracce che accompagnano le avventure del giovane protagonista, Bastian, all’interno del mondo di Fantàsia. La sua musica si caratterizza per melodie evocative e arrangiamenti orchestrali che richiamano le sonorità epiche e fiabesche. L’uso di strumenti come l’oboe, il corno inglese e l’arpa dona un’aura mistica e senza tempo, perfettamente in linea con l’atmosfera del film.
D’altro canto, Giorgio Moroder apportò un contributo più moderno e innovativo con l’uso di sintetizzatori e drum machine, creando tracce più ritmate e contemporanee. Il tema principale del film, “The NeverEnding Story“, cantato da Limahl, ex frontman dei Kajagoogoo, è uno degli esempi più lampanti di questa fusione. Il brano, con la sua melodia accattivante e l’uso sapiente degli strumenti elettronici, divenne immediatamente un successo internazionale, contribuendo a rendere il film un’icona pop degli anni ’80.
Il successo della colonna sonora: un’eredità duratura
La colonna sonora di “La storia infinita” ebbe un impatto straordinario, sia come supporto narrativo che come fenomeno culturale. Il tema principale di Moroder, in particolare, divenne un vero e proprio inno, conquistando le classifiche di vari Paesi e diventando un elemento indelebile della cultura pop.
Il successo della colonna sonora fu tale che, ancora oggi, viene ricordata e reinterpretata in diverse forme. Artisti e band di tutto il mondo hanno reso omaggio a “The NeverEnding Story” con cover, remix e versioni live, dimostrando come la musica di Moroder e Doldinger sia riuscita a trascendere il tempo e le generazioni.
L’influenza della colonna sonora nel cinema e nella cultura pop
“La storia infinita” e la sua colonna sonora non solo hanno lasciato un segno indelebile nella storia del cinema, ma hanno anche influenzato una vasta gamma di opere successive. La combinazione di suoni orchestrali ed elettronici divenne un modello per molti altri film fantasy e di fantascienza, contribuendo a definire l’estetica sonora degli anni ’80 e ’90.

Inoltre, il tema musicale di “The NeverEnding Story” ha continuato a vivere nel corso degli anni, apparendo in numerose serie televisive, film e spot pubblicitari. La sua presenza in “Stranger Things” (2019), ad esempio, ha dimostrato come questa melodia sia ancora in grado di evocare nostalgia e fascino in un pubblico moderno.
Una melodia eterna
La colonna sonora di “La storia infinita” è molto più di un semplice accompagnamento musicale: è il cuore pulsante del film, una melodia che incarna perfettamente l’essenza del racconto e che ha contribuito a rendere questa opera un classico senza tempo. La collaborazione tra Giorgio Moroder e Klaus Doldinger, due talenti provenienti da mondi musicali apparentemente distanti, ha dato vita a una colonna sonora che continua a emozionare e ispirare generazioni di spettatori. Una “melodia infinita”, proprio come la storia che accompagna, capace di trascendere i confini del tempo e dello spazio.

