confraternite medievali vestiti

Le confraternite medievali: cosa indossava un associato

Un viaggio tra abiti e tradizioni

di Andrea Maesano

Le confraternite medievali

Nate in maniera mista (composte sia da membri laici che religiosi) dopo l’anno 1000 intraprenderanno il loro percorso autonomo, in forma laicale. Partendo dalla base comune passata, si evolveranno per tramandare un nuovo messaggio e dare una testimonianza di fede che non si baserà unicamente sul modo di vivere e sulle rinunce, ma diventerà esempio concreto focalizzandosi sull’immagine esteriore del confratello e dell’intera congregazione. Questo rinnovamento farà fiorire non solo l’ambito artistico scultoreo e pittorico degli oggetti o dei loro luoghi, ma anche la “moda” e lo “stile” delle divise indossate dai membri.

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Poiché le confraternite medievali sono nate insieme ai primi ordini religiosi, la base dell’abito riprende molto quello dei monaci: infatti è costituito generalmente da pochi elementi che sono

  • Camice o saio: simbolo di purezza e di uguaglianza tra i membri. Nella maggior parte dei casi bianco, o di colori che variavano in base ai servizi effettuati dalla confraternita.
  • Mantellina (detta anche cappa, cappino o mozzetta): simbolo di appartenenza alla congregazione, dal colore tipico del proprio patrono (rosso per i santi martiri, blu o azzurro per la Madonna, bianco o oro per il Ss.Sacramento etc…)
  • Cingolo o cintura in vita che rappresenta la purezza e il controllo, rimando, nel caso della corda, alla flagellazione di Cristo, ed anch’esso può variare di colore in base al ruolo del confratello o alla funzione della compagnia.

A questa base si aggiungono poi (in diversi casi) il cappuccio, nato per non far riconoscere l’identità dei membri (simbolo di uguaglianza e modo per ricordare che l’atto di generosità va compiuto in forma anonima senza ostentazioni). Capitava spesso che nelle confraternite medievali fossero iscritte sia persone delle classi nobili come membri delle classi meno ricche; per questo motivo il cappuccio diventava il pretesto per non far vedere persone di ranghi differenti che si riunivano fra di loro. Lo scapolare, simbolo di unione a Cristo nella sofferenza; il mantello e le fasce.

L’abito poi spesso si arricchisce di fregi e galloni in base al ruolo del confratello nella congregazione. Spesso le cariche più alte, come il Priore ed il Vicepriore, indossano le vesti più ricche e colorate; questo esempio, nato per ricordare ed evidenziare la gerarchia interna, divenne il modo delle famiglie abbienti di evidenziare la propria disponibilità economica, al contrario degli altri membri che spesso ricavavano le proprie vesti da scampoli di tessuti vari, riciclando il più possibile.

Capita spesso di trovare ancora mantelline delle confraternite medievali “reversibili” ovvero esternamente di un colore e dal lato interno di un altro, per poter adempiere ai diversi impegni. Altra particolarità dei tessuti e dei colori è che spesso venivano impiegate le stoffe tipiche dei territori, questo perché le rendeva più facili da trovare in quantità necessarie a vestire tutti i confratelli (ricordiamo che se oggi alcune confraternite sono composte da poche decine di persone, un tempo potevano accogliere diverse centinaia di iscritti) un esempio particolare sono le mantelline in jeans di alcune congregazioni genovesi, tessuto impiegato prima che diventasse una moda internazionale.

I vestiti delle confraternite nella lingua italiana

Dagli abiti e dal ruolo delle confraternite medievali nacque anche un modo di dire della tradizione italiana: infatti spesso i confratelli, girando in processione o aiutando i più bisognosi lungo le strade raccoglievano le offerte e i doni delle persone all’interno delle larghe maniche delle loro vesti, in modo da poter tirare fuori il necessario senza dare nell’occhio, facendo così nascere l’espressione “essere di manica larga”.

putridarium
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