roma antica prostituzione

Il lato macabro della prostituzione nella Roma antica

Una pratica ampiamente accettata

di Daniela Castiglia

Nella Roma antica la prostituta veniva chiamata anche lupa, colei che aveva nutrito Romolo e Remo. Il primo re di Roma è stato quindi allevato da una prostituta. Questo ci fa capire quanto la prostituzione fosse una realtà molto radicata nella cultura della Roma antica. Non destava di certo scandalo anzi, era un’attività molto diffusa, così diffusa che anche le donne di facili costumi pagavano le tasse.

La prostituzione nella Roma antica

Nel I secolo d.C le prostitute regolarmente registrate e soggette al pagamento delle tasse erano 32.000. Non tutte però risultavano al fisco. La maggior parte erano schiave, molte altre erano costrette a prostituirsi per non morire di fame, altre ancora, come le aristocratiche e le cortigiane di alta classe, lo facevano per il solo gusto di trasgredire, e avevano delle tariffe alte. Più erano di rango elevato, più potevano permettersi abiti raffinati, trucco e parrucche. Chi non poteva permettersi di spendere tanto frequentava i bordelli, chiamati anche lupanari (dal termine lupa), le terme e le taverne.

Clienti allupati alla taverna del vizio,
a nove colonne dal tempio dei Dioscuri,
vi arrogate l’esclusiva a tutto il Caz*o,
con licenza di chiav*ta a ogni donzella,
con gli altri pronti a far corona come becchi?
Dubitate che sia buono d’incular*i, cento
e duecento in una volta, lì seduti,
di seguito ed in fila come allocchi?
Catullo

Poi c’erano le bustuariae o nocticulae, le oscure donne della prostituzione, che esercitavano di notte in uno dei luoghi più inquietanti: all’interno dei cimiteri. I clienti in genere venivano incontrati durante i funerali, spesso erano i vedovi delle donne decedute. La maggior parte nelle nocticulae infatti, lavorava come prefica, lavoro che consisteva nel piangere i morti che non si conoscevano ai funerali.

scena di sesso in un murales a pompei, prostituzione, roma antica
Scena di sesso a Pompei

Secondo Marziale, poeta romano, i vedovi erano attratti da questo tipo di prostitute per il loro modo lamentoso e un po’ lugubre di gemere durante il rapporto sessuale, e anche per il fatto che erano disposte ad assecondare le fantasie più macabre, come ad esempio fingere di essere un cadavere e avere rapporti all’interno delle tombe.

Nuctina  e Licia le nocticulae più famose

Nuctina è una figura inquietante al limite della leggenda, affiancata da Licia, figura reale, nominata da Marziale, Giovenale e Catullo.

Leggenda narra che Nuctina ammaliasse i suoi clienti già durante i funerali, per poi consumare l’amplesso fra le tombe del cimitero. Finito l’amplesso l’uomo stava lì finché Nuctina non tornava a dormire nella sua tomba. Una volta distesa l’uomo le metteva due monete d’oro sugli occhi, come onorario a Caronte e pagare così il traghetto per l’aldilà.

Il problema delle gravidanze indesiderate e delle malattie veneree

Un problema legato alla pratica della prostituzione nella Roma antica era la gravidanza indesiderata. I metodi contraccettivi utilizzati all’epoca erano del tutto inefficaci, e in genere legati alla superstizione. Ad esempio, veniva applicato come contraccettivo della lana con unguenti, o si applicava del pepe nero sul collo dell’utero dopo il rapporto, per impedire il concepimento.

scena di sesso a pompei, prostituzione roma antica
Scena di sesso a Pompei

A causa dell’inefficacia di questi metodi, molte donne praticavano l’infanticidio o abbandonavano i bambini appena nati. Questa terribile pratica era così diffusa che intervenne lo Stato. Venne emanata una legge, la Lex Cornelia, con cui si puniva l’aborto mediante deportazione e confisca dei beni.

Un altro problema legato alla prostituzione della Roma antica era la diffusione di malattie veneree, come la sifilide, la gonorrea e la scolo. Nonostante il problema delle gravidanze indesiderate e delle malattie veneree, la prostituzione raggiunse proporzioni sempre più grandi.

Fonti e bibliografia:

  • Antonietta Dosi, Eros, l’amore in Roma antica, Vita e Costumi nel mondo romano antico, Quasar Roma, 2008;
  • Catharine Edwards, Unspeakable Professions Public Performance and Prostitution in Ancient Rome, Princeton University Press, 1997;
  • Thomas A. McGinn, The Economy of Prostitution in the Roman World: A Study of Social History and the Brothel, University of Michigan Press, 2004;
  • Thomas A.J. McGinn, Prostitution, Sexuality and the Law in Ancient Rome, Oxford University Press, 1998;
  • Luciana Jacobelli, Le pitture erotiche delle Terme Suburbane di Pompei, Roma, L’Erma di Bretschneider, 1995;
  • Antonio Varone, L’erotismo a Pompei, Roma, L’Erma di Bretschneider, 2000;
  • Craig A. Williams, Roman Homosexuality, Oxford University Press, 1999.
  • Wikipedia (immagini)

Riproduzione Riservata ®

Altri articoli in

Storia
confraternite medievali vestiti

Le confraternite medievali: cosa indossava un associato

di Andrea Maesano
4 mesi fa
Storia
adolf hitler dead

Adolf Hitler: dentro la mente e la vita privata del Führer

di Daniela Castiglia
7 mesi fa
Storia
Gelosia firenze cybo-malaspina
Evergreen

Gelosia omicida: una storia della Firenze del ‘600

di Daniela Castiglia
7 mesi fa
Storia
Ellis Island italiani migranti
Evergreen

Ellis Island: quando erano gli italiani a migrare

di Daniela Castiglia
7 mesi fa
Cerca
Aiutaci a crescere!
Aiutaci a crescere!
Aiutaci a crescere!
Aiutaci a crescere!