Michele Bravi

‘Odio’ di Michele Bravi: testo e significato

Il ritorno sulla scena musicale con un brano che mostra la parte oscura dell'amore

di Federica Solino

L’amore visto da un’altra prospettiva

Michele Bravi ritorna con un nuovo brano, intitolato ‘Odio’ in cui racconta attraverso un testo profondo e tagliente al contempo una visione dell’amore che non sempre rispecchia l’idea comune, quella che si tende a romanticizzare. Il brano fa da apripista al nuovo album dell’artista di cui non si hanno ancora notizie certe riguardo la data di uscita.

Il brano è stato pubblicato il 27 Ottobre 2023 e ha già lasciato il segno in molte classifiche, rivalutando in accezione non proprio positiva l’amore che spesso è motivo di dolore e sofferenza. Il video ha come protagonisti Michele Bravi e il modello Gianmarco Millo che attraverso i loro baci intrisi di passione si susseguono a scene di litigi e incomprensioni, rappresentano a pieno un amore tossico dal quale sembra impossibile liberarsi: una droga, una dipendenza che da un lato sembra salvifica ma dall’altro porta alla morte dell’anima.

Le scene del videoclip sono forti, i due amanti in uno scenario in bianco e nero lottano senza trovare mai un vero vincitore, quando uno dei due sembra essere arrivato alla resa dei conti, l’altro tira la corda per ritrovarsi al punto di partenza: avvinghiati in una morsa letale, quella della passione carnale che alimenta ma distrugge, una sorta di cannibalismo emotivo.

Analisi del testo ‘Odio’ di Michele Bravi

Questo brano porta alla mente la citazione del poeta latino Catullo, che scriveva: Odi et amo, un vero e proprio ossimoro, come si può odiare qualcosa o per meglio dire qualcuno che si è tanto amato? Come Catullo anche Bravi ci racconta di un dissidio interiore, di una lama a doppio taglio che ferisce nella stessa misura in cui si viene feriti. La canzone inizia senza troppi giri di parole, diretta, mettendo subito le carte in tavola e mostrando tutta la disperazione che c’è dietro tanto odio proprio perché non si riesce a smettere di amare anche quando si vorrebbe con tutta la forza possibile!

Questo brano mostra quanta consapevolezza e quanto dolore ci sono dietro un amore fatto di alti e di bassi, di litigi, incomprensioni, menzogne e di quanto è difficile tagliare quel filo che lega i due amanti, un filo che li stringe per la gola quasi soffocandoli ma che continuano ad aggrovigliare intorno a sé.

La consapevolezza quindi, porta al desiderio di scappare via, ma la tossicità di questo rapporto sembra imprigionarli in un labirinto che non ha vie di uscita. Ma come tutte le dipendenze che all’inizio danno quella sensazione di estasi, di esaltazione, anche questa porta allo stremo sia fisico che mentale e lascia un senso di vuoto primordiale:” Di te non mi rimane niente, ma di me hai preso tutto senza chiedere”.

Un rapporto alimentato dal desiderio carnale, dalla brama e dalla voglia di possedersi che però lascia poco e niente perché non basta riscaldare le coperte di un letto, se sopra poggiano due cuori sanguinanti ed esausti. Michele Bravi ha scritto un capolavoro, un brano che racconta alla perfezione di come una storia d’amore nociva possa essere paragonabile ad un cane che si morde la coda. Distruggere anziché costruire, castelli di rabbia che si mescolano con la sabbia.

Michele Bravi

Testo:

Quanto ti odio ti odio, ti odio, ti odio
Perché ti amo ti amo, ti amo, ti amo
E più ti guardo e più capisco quanto sei bugiardo
E vorrei andarmene ma il punto è che non riesco a farlo
E di sicuro con lui lo penso tutte le volte
Facevate l’amore per tutta la notte

Ma come posso farne a meno?
Lo vedi che mi sono arreso
Però ti odio e non lo nego
Perché ti amo pensa quanto sono scemo
Ed è iniziato come un gioco
Guardami adesso grido aiuto
Che ti odio da perderci il fiato
Ma quant’è vero che ti amo

Di te non mi rimane niente ma di me
Hai preso tutto senza chiedere
Anche stanotte tu che sbagli il mio nome
Lo so che fa male ma non riesco a scappare da te
Che cerchi sempre in me il colpevole
Lo senti il sale delle lacrime
E mi si è rotta la voce
Che c’è aria viziata quando parlo d’amore con te

Odio i nostri corpi nudi sopra un letto
Riescono a parlarsi con la carne ma
Quando poi ti guardo non ci vedo niente
Solo un vuoto intenso e ruvido
Non mi chiedere, non mi chiedere
No
Non mi chiedere, non lo chiedere
No
Che non riesco a stare neanche un giorno senza te

Ma come posso farne a meno?
Lo vedi che mi sono arreso
Però ti odio e non lo nego
Perché ti amo pensa quanto sono scemo
Ed è iniziato come un gioco
Guardami adesso grido aiuto
Che ti odio da perderci il fiato
Ma quant’è vero che ti amo

Di te non mi rimane niente ma di me
Hai preso tutto senza chiedere
Anche stanotte tu che sbagli il mio nome
Lo so che fa male ma non riesco a scappare da te
Che cerchi sempre in me il colpevole
Lo senti il sale delle lacrime
E mi si è rotta la voce
Che c’è aria viziata quando parlo d’amore con te

Quanto ti odio, ti odio, ti odio, ti odio
Perché ti amo, ti amo, ti amo, ti amo

Di te non mi rimane niente ma di me
Hai preso tutto senza chiedere
Anche stanotte tu che sbagli il mio nome
Lo so che fa male ma non riesco a scappare da te
Che cerchi sempre in me il colpevole
Lo senti il sale delle lacrime
E mi si è rotta la voce
Che c’è aria viziata quando parlo d’amore con te

Riproduzione Riservata ®

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