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MRGA: il rap è stato fatto grande di nuovo?

Il rap si è ristretto la notte del 31 agosto

di Melpot Cosmos

MRGA chi come quando

MRGA, altresì detto Make Rap Great Again, è un collettivo/etichetta indipendente formato da Gionni Gioielli il 31 Agosto del 2018, scioltosi precisamente 5 anni dopo, nello stesso giorno del 2023.
Un gruppo composto inizialmente da solo Gioielli (come rapper e produttore) Blo/b (come rapper e grafico) e da Fabio Zito (come fotografo).
Partito con un mixtape di Gionni ‘Young Bettino Story’ il gruppo ha riunito negli anni altri rapper che hanno seguito lo stile originale del gruppo, creando una vera e propria crew con rimandi a Roc Marciano, Griselda e Wu Tang.
Un supercollettivo che si è rivelato tra i più prolifici di sempre, facendo uscire nell’arco di soli 5 anni ben 32 progetti.

Lo stile, la ricerca

L’ammetto: non sono mai stato indifferente a questo particolare movimento della nostra scena contemporanea.
Il vero punto di forza che ho sempre sentito è stato quello di creare un proprio unico stile, seguendo vaghe tracce di già citati gruppi americani, ma infondendo tutto di un‘italianità originalissima.
La cura verso ogni copertina, ogni titolo che riprendeva il nome del progetto: i 32 dischi creati sono effettivamente tanti, non si può negare, ma ognuno ha il suo motivo per essere ascoltato.

Gionni Gioielli fondatore di MRGA
Gionni Gioielli fondatore di MRGA

Wu Tang, Griselda e vero rap

E ciò che mi ha sempre colpito di ogni progetto targato MRGA è quanto ogni cosa fosse completamente contemporanea e old school al solito momento.
Nonostante un pesante ritorno alla scuola delle barre e della cassa e rullante, gli MRGA non si fermavano a una semplice riesumazione, ma con influenze oltreoceano e sample geniali, riuscivano a creare e mantenere un aspetto del boombap molto moderno e fresco, senza scadere nell’essere paladini dell’ “old school”.


Il progetto riprende perfettamente il suo stesso nome, riponendo al centro dell’attenzione il rap, la strofa, le punchline.
La strumentale diventa quindi un abito che veste elegantemente le parole.

No purismo, per quanto incredibile

MRGA quindi non ha mai avuto interessi di conservazione, ma sempre e comunque di proposizione di qualcosa di nuovo.
Nonostante le sonorità old school, la ricerca non si ferma, come nell’oltreoceano fanno gli artisti del collettivo Griselda.
Il boombap è solo uno stile, che può essere rinnovato e reimpastato, suonando perfettamente nuovo.

Live di MRGA
foto di un live di MRGA

Hanno fatto il rap migliore?

MRGA è riuscita ne suo intento, proponendo per tutti e questi 5 anni brani e album di buona qualità e con un’ottima ricerca dietro.
Ovvio, non tutto è di livello incredibile, ma tutto mantiene l’immaginario preciso che il collettivo vuole proporre. Arte e vendita che vanno di pari passo, canzoni di veri e propri ‘Hustlers’ per altri.

I temi precisi di ogni singolo album poi, sono tutti molto variegato, ma rimane sempre un certo interesse per il mondo dell’arte, della moda e dello spettacolo quasi prettamente italiano: vengono infatti citati spesso personaggi come Craxi, Valentino, Anna Falchi, per citare alcuni nomi.
MRGA è sicuramente descrivibile con due singole parole: Arte e Business.

Cosa rimane?

Ma adesso? Dopo 5 anni, rimane solo un’alta pila di album pubblicati?
Fondamentalmente sì, ma anche uno stile, che ha avuto una forma e generato artisti.
Non che tutti gli artisti all’interno di MRGA siano delle copie e debbano tutto al collettivo, al contrario: quest’esperienza si vede come abbia strutturato e fatto dare il meglio a tutti i rapper presenti, in ricercatezza di rime e musica.

Consiglio infatti di andare oltre al collettivo e ascoltare le opere in singolo dei vari componenti: è interessante vedere come lo stile possa variare o evolvere nei progetti in singolo.
Per finire con un consiglio, nel caso qualcuno non abbia mai sentito parlare del gruppo, consiglio la mia opera preferita del gruppo: Alta Moda di Armani Doc, che per me sintetizza perfettamente ciò che è MRGA.

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