Michael Jackson morte cause

La morte di Michael Jackson: cause e responsabilità

La verità processuale ha messo fine a questa triste vicenda

di wheremagichappens

Gli antefatti alla morte di Michael Jackson

Nel 2008, nonostante l’enorme cifra di 1 miliardo di dollari che (si stima) il cantante abbia accumulato durante la sua carriera, Michael Jackson verteva in seri problemi economici. La crisi finanziaria del cantante è da attribuirsi soprattutto alle ingenti spese che dovette sostenere per la sua difesa nel lungo processo giudiziario che subì nel 2005. Un esempio su tutti delle conseguenze dirette a carico dell’artista fu la sofferta vendita del Neverland Ranch, la sua tenuta esclusiva di Los Olivos. Fu proprio la società immobiliare che acquistò la casa a persuaderlo successivamente nell’idea di creare un tour di addio alle scene.

Michael Jackson Neverland Ranch

Inizialmente avrebbero dovuto essere soltanto 10 i concerti per l’addio ma, dopo il crash del sito di vendita per l’enorme richiesta di biglietti dell’evento, gli appuntamenti divennero improvvisamente 50. Sarà lo stesso Jackson, in seguito, a confidare ad alcuni collaboratori (e persino ai fan fuori dallo Staples Center dentro al quale si tenevano le prove dello show) di non aver mai concordato tutte quelle date in una sola location e di essere sempre più preoccupato per il peso dell’impegno che si stava delineando.

Il giorno della morte

Il 24 giugno 2009, intorno a mezzanotte, Michael Jackson terminò le prove giornaliere per i concerti dello Staples Center e si diresse alla villa di Hombly Hills dove lo stavano attendendo i suoi tre figli e la tata; all’ingresso della casa il cantante si intrattenne brevemente a scherzare con alcuni fan accampati che furono le ultime persone, al di fuori della cerchia famigliare, a vederlo in vita.

Successivamente, scortato dalle guardie del corpo, entrò in casa lamentando fin da subito una forte stanchezza e il desiderio di riposare velocemente per recuperare forze per il giorno seguente di prove incessanti. Secondo le dichiarazioni di Conrad Murray (il medico assunto dalla produzione dei concerti per assistere il cantante e controllare le sue condizioni di salute) vennero somministrate al cantante (a più riprese) delle benzodiazepine.

Ciononostante Michael Jackson non riusciva proprio a dormire; per questo motivo, alle 10.40 del mattino del 25 giugno, la scelta di somministrare per via endovenosa il Propofol, un potente anestetico a uso esclusivo ospedaliero che non crea dipendenza.

Dopo solo due minuti, e nonostante fosse coadiuvato nella ventilazione da una maschera per l’ossigeno, Murray si accorse che il suo paziente non respirava più. Stando alle sue dichiarazioni sarebbe caduto così nel panico, iniziando a praticare una rianimazione cardiopolmonare con il paziente sdraiato a letto. La manovra non sortì però alcun effetto poiché, per essere efficace, occorre sia eseguita su di una superficie rigida; accortosi dell’errore pose il corpo ai piedi del giaciglio continuando la manovra.

In seguito è emerso dal processo a carico del medico che, quest’ultimo, durante gli attimi concitati della rianimazione, invece di chiedere alle guardie di allertare i soccorsi, si preoccupò di indicare loro dove far sparire i flaconi dei medicinali sparsi per la stanza (incluse ovviamente le fiale di Propofol).

Fu solo un’ora e mezza dopo che, una delle guardie del corpo di Jackson, allertò i soccorsi e (finalmente) un’ambulanza giunse sul posto 8 minuti dopo (alle 12:21). All’arrivo dei paramedici, però, la star versava già in uno stato di coma e venne trasportato d’urgenza all’UCLA Medical Center di Los Angeles. I medici provarono in tutti i modi a rianimare il cantante ma ogni tentativo fu vano e, alle 14:26 il Re del Pop morì all’età di 51 anni.

Le cause della morte emerse durante il processo

È stato fin da subito dimostrato che la causa principale di morte sia stata arresto cardiaco indotto da un mix fatale di sostanze anestetiche diverse tra loro. In particolare, per far si che il suo paziente riuscisse a svolgere l’enorme numero di attività giornaliere e lo stress psico fisico, il medico gli somministrava durante il giorno sostanze energizzanti (come ad esempio l’efedrina o la caffeina) e durante la notte, per contrastare agli effetti di quest’ultime, venivano dati al cantante anestetici. Questa pratica durò per circa 3 mesi e, senza alcun dubbio, fu la prima causa dell’arresto cardiaco.

Per questo motivo, a seguito della sentenza, il medico Conrad Murray fu condannato a 4 anni di carcere, la pena massima per questo tipo di reato in California.

Riproduzione Riservata ®

Altri articoli in

Musica
Morgan Ultimo

Morgan se la prende con Ultimo. Ma perché?

di wheremagichappens
16 ore fa
Musica
Highsnob

Il grande ritorno di Highsnob con ‘Kintsugi’

di wheremagichappens
2 giorni fa
Musica
Ultimo

Ultimo annuncia una sorpresa ai suoi fan

di wheremagichappens
2 giorni fa
Musica
Noemi e Ermal Meta presenteranno concerto 1 Maggio

Concerto 1 Maggio, annunciati i primi nomi

di wheremagichappens
3 giorni fa
Cerca
Aiutaci a crescere!
Aiutaci a crescere!
Aiutaci a crescere!
Aiutaci a crescere!
NUOVA PLAYLIST
ULTIME USCITE EMERGENTI
SEGUI