Arisa

Arisa cerca marito ma sbaglia strategia

Non ti curar di loro ma guarda e passa

di Alessia Maselli

Arisa e quella sincerità amara

Valuto proposte di matrimonio da soggetti sanissimi, max 45 anni, economicamente autosufficienti a cui piaccia solo e da matti l’organo sessuale femminile, in particolare il mio.
Che voglia svegliarsi con Rosalba Pippa al mattino e aiutarla a vivere una vita piena, felice e soddisfacente, in completa armonia con Arisa, suo alter ego artistico.
Si offre “verità, corpo, anima, cervello” fedeltà se meritata e ottima cucina. Qualche sbalzo d’umore ma tutto risolvibile con un abbraccio e con la buona fede.
Solo intenzioni serie.
NESSUNA BUGIA.
NO PERDITEMPO

Arisa

Quella che si legge tra le righe -ma non troppo- di questa caption che accompagna la foto di Arisa completamente nuda, è un’ironia amara. Dopo il cambio di rotta avuto negli ultimi anni, da pulcino indifeso a femme fatale, Rosalba non sembra curarsi di ‘quel che dice la gente’, e fin qui tutto bene. Il punto è che quello che sembrerebbe trasparire è la ricerca di attenzioni per colmare vuoti interiori. Ma siamo sicuri che sia la strada giusta? La risposta è no.

Arisa

Nell’era dei social media la tendenza a mostrarsi si rivela ancora una volta un’arma a doppio taglio. La sovraesposizione un circolo vizioso che crea dipendenza. La verità è che chi è in pace con sé stesso non ha bisogno di farlo vedere agli altri. Nessun moralismo per la nudità in questione, che ognuno faccia del proprio corpo ciò che crede. La questione è più sottile e apre un dibattito sconfinato.

Spesso dietro il bisogno di apparire si celano noia, rabbia e frustrazione. I social una trappola perfetta nella quale cadere. Questa società è stata inghiottita da un sistema che avrebbe dovuto utilizzare a proprio favore, finendo per diventarne vittima. E’ un po’ la profezia distopica di George Orwell, quel regime totalitario odierno è l’Internet, l’occhio del ciclone che noi stessi abbiamo costruito e nel quale ci incagliamo quotidianamente.

Eravamo partiti dal fotografare il cibo, siamo passati poi ai paesaggi (forse il male minore), gli Spritz, i selfie davanti agli Spritz, la foto a bordo piscina, il costume, tolgo il costume. L’altra verità è che il dietro le quinte di questi patinati scatti spesso non corrisponde al positive message lanciato, ma solo lunghe sessioni di shooting imbarazzanti con tanto di post editing.

Ad Arisa va almeno l’onore di non averci annoiato con la descrizione auto celebrativa della propria resilienza – il concetto più abusato dell’epoca digitale-. Da lei solo tanta sincerità che più che scandalizzare suscita tenerezza. Il problema sono però quel milione e passa di followers, tra le quali ragazzine alle prese con i primi casi umani e donne più mature forgiate da anni di esperienza in casi umani, che vedendo l’ennesimo esempio di pseudo libertà si convincono che l’attenzione di un uomo ‘sano’ passi attraverso l’immagine. Il risultato? Un alimentazione spasmodica dell’ego altrui e una demolizione costante del proprio.

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